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21 settembre 2018

Polemica per le ragazzine raccattapalle

Diventa una polemica social a Vicenza, l'idea di sostituire i raccattapalle con una dozzina di ragazze di 15-16 anni in shorts, modello cheerleader, come avviene negli sport americani, e qualcuno su Facebook ha accostato la cosa ai femminicidi. 


Ragazzine raccattapalle in shorts, polemica Vicenza

Critiche a patron Rosso,post Fb 'e poi si parla di femminicidio'

Diventa una polemica social l'idea di sostituire i raccattapalle, quasi sempre giocatori delle giovanili, con una dozzina di ragazze di 15-16 anni in shorts, modello cheerleader come avviene negli sport americani. 

E' accaduto allo stadio Menti di Vicenza, in occasione del debutto in serie C contro il Giana Erminio del nuovo L.R. Vicenza, guidato dall'imprenditore Renzo Rosso della Diesel (anch'egli all'esordio da patron del club). La decisione di dare spazio alle raccattapalle-donna non era infatti stata annunciata dalla società alla vigilia e quindi l'ingresso delle ragazze, chiamate "Vicenza Girl" e risultate poi essere atlete della squadra under 16 dell'Anthea Vicenza di volley femminile, è stata una curiosa novità per i campi di calcio. 


Il 'debutto' sul rettangolo di gioco è stato accolto con un boato e un interminabile applauso dagli oltre 8 mila spettatori che affollavano l'impianto. La questione è diventata invece spinosa quando è approdata sui social: qualcuno ha postato le immagini di alcune di queste ragazze - rimaste poi per tutta la durata delle partita a bordo campo a raccogliere i palloni - vestite con una T-shirt verde sgargiante e shorts neri. 

Per alcuni l'abbigliamento era un po' troppo succinto: le giovani indossano dei pantaloncini molto simili a quelli utilizzati dalle pallavoliste in gara. "Si parla tanto di femminicidio - un post di critiche apparso su Facebook - del ruolo della donna nella società occidentale come modello positivo e poi il risultato è questo". 

L'intenzione della dirigenza, annunciata a fine gara, è di ripetere l'iniziativa in occasione delle prossime gare, coinvolgendo altre società sportive del vicentino, anche di altre discipline, nell'ottica, già dichiarata da Renzo Rosso, di fare del L.R. Vicenza la squadra di tutta la provincia.

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03 maggio 2018

Il prete "comico" che riempie la chiesa

Tra le stravaganze di questo simpatico sacerdote, si annovera anche quella volta che era in ritardo per celebrare la messa ed è arrivato all'altare in bicicletta dicendo che la sera prima era uscito a far baldoria con i ragazzi. 


Vicenza, Domenico Don: il prete "comico" che riempie la chiesa di fedeli

Eʼ arrivato pochi mesi fa, ma è già entrato nei cuori della gente per i suoi modi stravaganti: dalla celebrazione della messa in una stalla alla pedalata in bici fino allʼaltare

C'è chi ci va solo la domenica e chi invece aspetta direttamente le festività importanti come Pasqua e Natale, c'è chi entra solo per l'eucarestia e chi invece se ne va dopo un quarto d'ora. Ciò che è certo è che molti non vanno volentieri a messa perché la ritengono lunga e noiosa. Non è così però se il prete è Domenico Pegoraro. Il don si è insediato solo sei mesi fa nelle parrocchie di Tremignon e Vaccarino, nella diocesi di Vicenza, ma sta già facendo parlare parecchio di sé per i suoi modi stravaganti. Ha celebrato la messa di Natale in una stalla, quando è in ritardo arriva in bici all'altare e se squilla il cellulare in chiesa, lui dice: "Risponda pure, speriamo non sia l’amante altrimenti fa brutta figura".

Il prete si fa chiamare Domenico Don, perché, come dice lui stesso, prima è un uomo, poi un prete. Con i suoi modi di fare inconsueti per un uomo di chiesa ha conquistato parecchi fedeli tanto che per ascoltare la sua messa arrivano anche dai paesi vicini e bisogna venire almeno un quarto d'ora in anticipo altrimenti non si trova posto. Durante l'omelia interroga spesso i fedeli per controllare se sono attenti e a chi cerca di svignarsela prima lo riprende davanti a tutti dicendo che la messa non è ancora finita.

Una volta parlando dell'importanza di volersi bene e di non parlare male di nessuno ha detto: "Non soffermiamoci a squadrare quello più grasso, più magro, quello più bello o più brutto, non dovete guardare neanche chi ce l’ha più lungo o più corto. Siamo tutti figli di Dio" provocando tante risate tra i fedeli. 

Che Domenico Don sarebbe stato un prete singolare si era capito il giorno stesso del suo insediamento. Appena è arrivato, i suoi concittadini gli hanno sottoposto il problema del campanile, che è da ristrutturare, e lui ha risposto: "Prima colmiamo la chiesa di fedeli, poi risistemeremo la torre campanaria". E così è stato perché ha fatto tornare in chiesa tanti che da anni non ci mettevano piede e ha conquistato la simpatia anche dei giovanissimi. Una volta era in ritardo per celebrare la messa ed è arrivato in bicicletta all'altare, si è giustificato dicendo che la sera prima era uscito a far baldoria con i ragazzi.

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31 ottobre 2017

Casa svaligiata e moglie..

Serata tragica quella vissuta da un 54enne vicentino che in un'unica serata riceve la visita dei ladri, che gli svaligiano la casa, e suonando ad un vicino, scopre la moglie a letto con questo. Nemmeno nei migliori film di Lino Banfi succedevano queste cose. Ci mancava solo che il vicino di casa fosse un migrante.


Casa svaligiata e moglie a letto con il vicino

VICENZA. Drammatica serata quella vissuta da un artigiano vicentino di 54 anni. Era rientrato a casa dopo il lavoro ed aveva scoperto che i ladri, entrati da una finestra al primo piano, gli avevano svaligiato la villetta, portando via tutti i gioielli nascosti in cassaforte e, fra l’altro, un armadio blindato con tutti i fucili. Disperato, aveva suonato ad un vicino, per capire se avesse visto qualcosa, ed aveva scoperto sua moglie a letto proprio con il vicino. L’arrivo della polizia per il sopralluogo di furto ha evitato che la lite degenerasse. I suoi fucili sono stati trovati dai carabinieri nelle campagne di Grumolo delle Abbadesse; al momento, però, la prefettura non ha ancora disposto che vengano restituiti all’artigiano.

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