31 luglio 2019

Giornalista IN DIRETTA con l'acqua alla gola - VIDEO

"Nella regione di Jhakkar Imam Shah, il livello del fiume Indo è in costante aumento e ha inondato migliaia di ettari di terreni agricoli", così commenta il giornalista pakistano



GIORNALISTA NELL’ACQUA FINO AL COLLO PUR DI CONCLUDERE IL SERVIZIO

Piogge monsoniche in Pakistan e in gran parte dell’area circostante hanno portato condizioni di estremo disagio per la popolazione, come per questo giornalista nell’acqua fino al collo. A riprova della difficile situazione che sta vivendo il paese, il giornalista della tv locale GTV News, Azadar Hussain, si è collegato con lo studio mentre l’acqua lo sommergeva quasi completamente.

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30 luglio 2019

5G, miti da smontare e paure pilotate

Stando agli allarmi che circolano su Internet ma anche su alcune testate giornalistiche, il 5G sarebbe colpevole di ogni sorta di pericolo: obbligherebbe ad abbattere gli alberi e causerebbe varie malattie, avendo il solo scopo di dare un vantaggio economico a un piccolo gruppo di ultraricchi e di multinazionali. 


5G, miti da smontare e paure pilotate

Siete preoccupati per il 5G, la nuova tecnologia cellulare di cui si parla tanto? Non c'è nessun motivo concreto per esserlo: i dati accumulati nel corso di decenni e gli stessi principi fisici di base che consentono alle radio e alle televisioni di funzionare dicono che il 5G non è diverso dalla tecnologia cellulare attuale in termini di esposizione a campi elettromagnetici. Anzi, in molti casi il 5G riduce questa esposizione perché usa meno energia e (in alcuni casi) adotta frequenze che penetrano molto meno nel corpo rispetto alla telefonia mobile attuale.

Eppure, stando agli allarmi che circolano su Internet ma anche su alcune testate giornalistiche, il 5G sarebbe colpevole di ogni sorta di pericolo: obbligherebbe ad abbattere gli alberi e causerebbe varie malattie, avendo il solo scopo di dare un vantaggio economico a un piccolo gruppo di ultraricchi e di multinazionali. È nata un'industria vera e propria, molto redditizia, di dispositivi e indumenti atti a proteggere dai suoi presunti effetti: si va dai cappellini alle mutande.

Ma soprattutto in questi allarmi viene usata la parola "radiazioni", che crea un equivoco fondamentale, associando nella mente di molti la telefonia cellulare alla radioattività. Le radiazioni emesse dalle sostanze radioattive, però, non c'entrano nulla con i segnali radio emanati da qualunque apparecchio trasmittente, dal telecomando della TV allo smartphone. Anche la luce solare, per esempio, è una radiazione, ma non per questo è consigliabile bandirla.

C'è chi invoca il principio di prudenza, sostenendo che prima di introdurre una nuova tecnologia si dovrebbe fare una sperimentazione accurata. Ma in realtà il 5G non è una tecnologia nuova: è in sostanza una versione aggiornata e più efficiente di tecnologie che già usiamo da tempo (in particolare usa la matematica dei codici polari per trasmettere dati più efficientemente). Applicare il principio di prudenza in questo caso sarebbe come boicottare il salumiere perché ha cambiato affettatrice e pretendere che dimostri che quella nuova non è nociva per il prosciutto.

Un altro equivoco frequente intorno al 5G è la credenza che siccome è più veloce, allora debba essere più potente e quindi più pericoloso. In realtà il 5G utilizza meglio le risorse: invece di diffondere in tutte le direzioni, concentra attivamente il segnale dove serve in un dato momento, e oltre a una matematica più efficiente usa frequenze di trasmissione più alte, che per loro natura permettono di far passare più dati usando la stessa potenza o, viceversa, di usare meno potenza per far transitare la stessa quantità di dati (più precisamente, la potenza necessaria dipende anche dal rumore, oltre che dalla banda disponibile).

Sembra inoltre che la paura del 5G, lungi dall'essere un fenomeno spontaneo, sia accuratamente alimentata da chi fa disinformazione per mestiere e per tornaconto: il New York Times ha tracciato la campagna anti-5G di RT America (che è il nuovo nome della filiale americana del canale Russia Today, organo di propaganda del governo russo): fuori dalla Russia, diffonde allarmi catastrofici di sedicenti "esperti"; in Russia, invece, le onde millimetriche (usate in alcuni paesi per il 5G) vengono addirittura consigliate come terapia e il 5G viene incoraggiato dall'ambasciatore russo Alexander Yakovenko. Lo scopo della campagna russa sarebbe ostacolare l'introduzione del 5G (e i relativi miglioramenti di efficienza, con nuove opportunità di lavoro e commercio) nei paesi concorrenti, in modo da trarne un vantaggio strategico.

L'attenzione intorno al 5G è comunque utile, perché spinge a informarsi su alcuni aspetti poco noti di queste tecnologie, per esempio consultando app, come ElectroSmart per Android, che permettono di usare lo smartphone come misuratore di campi elettromagnetici.

Si scopre così che la fonte più intensa spesso non è l'antenna di telefonia mobile, ma (oltre al proprio telefonino) il Wi-Fi domestico o il Bluetooth del televisore smart o degli auricolari senza fili che ci mettiamo direttamente dentro le orecchie, vicinissimi al cervello. E si scopre anche che la distanza dalle fonti conta tantissimo: se cambia da un centimetro a un metro, l'intensità scende di diecimila volte. Se dormite con lo smartphone acceso sul comodino, fateci un pensiero.

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29 luglio 2019

La velocità di Internet in Italia e nel resto dell’Europa

Al primo posto c’è Singapore mentre l’Italia, diciamolo subito, è al 43esimo posto nel mondo. Non è una posizione particolarmente elevata, considerando che i grandi Paesi europei sono spesso in una condizione migliore, ma almeno l’Italia, nella classifica dei paesi con internet più veloce, ha recuperato 3 posizioni rispetto al 2017. Nel 2018 la velocità media di download delle connessioni italiane è di 15,1 Mbps (megabit al secondo) rispetto ai 10,71 del 2017. Per fare un confronto: la rete italiana è 4 volte più lenta di quella di Singapore, che ha la rete più veloce del mondo.


La velocità di Internet in Italia e nel resto dell’Europa

Mentre i lavori per portare il 5G si fanno più intensi, l’Italia continua ad essere indietro agli altri paesi europei per quanto riguarda la velocità di connessione ad Internet. A dimostrarlo sono i dati raccolti ogni anno da un operatore britannico che, occupandosi di speed test online (test della velocità di connessione) a livello mondiale, stila la classifica dei paesi con internet più veloce sulla base della media di megabit al secondo registrata dai medesimi utenti.

Questa indagine relega la nostra nazione nelle ultime posizione da qualche anno. Ma quali sono i paesi migliori a livello europeo?

La Svezia è il primo paese europeo per velocità di connessione ad Internet

Con una velocità di 46 Mbps. La Svezia si classifica al primo posto tra le nazioni europee. Certo, paragonati con i dati di Singapore (60,4 Megabit al secondo) potrebbero sembrare dei risultati non eccezionali, ma ciò non toglie che grazie ad un lavoro costante e preciso, la Svezia supera le altre nazioni europee e non di poco.

Analizzando le altre posizioni, troviamo la Francia al ventiquattresimo posto nella classifica con 24,23 Mbps, nemmeno la metà della capolista. E l’Italia?

L’Italia è il 43esimo paese nel mondo per velocità di connessione

Un dato sicuramente non confortante causato da molti problemi. Il primo tra tutti è proprio quello che non ci si aspetta: la scarsa domanda di connessione ad Internet. Il mezzo di comunicazione che raggiunge il più alto numero di italiani quotidianamente, secondo un rapporto fornito da Agcom, è la televisione.

Ovviamente un altro dato rilevante che porta ad una diminuzione della domanda ad internet sono i livelli molto bassi delle connessioni in alcune zone. Città come Milano, Roma e altre importanti godono dei massimi livelli, mentre altre non riescono nemmeno a poter guardare tranquillamente, senza interruzioni, un film su Netflix. 

È possibile un miglioramento?

Sicuramente l’Italia deve ambire a una posizione migliore in classifica, a partire da un investimento globale. La soluzione da adottare, infatti, dovrebbe essere apportata su tutto il territorio, e non solo nelle città più importanti. Spesso il problema si riscontra nelle tempistiche quando si tratta di innovazione: apportare delle migliorie senza fare trascorrere anni per estenderle in più località piuttosto che solo in alcune è la difficoltà maggiore. Un esempio concreto riferito a una tecnologia attuale è quello dei lavori per il 5G: la domanda principale riguarda infatti le tempistiche con cui avverrà la diffusione.

Dalle prime notizie che circolano, le città scelte per la sperimentazione saranno Milano, Prato, L’Aquila, Bari e Matera. La rete 5G non sarà soltanto un potenziamento dell’attuale banda larga, che già consente di navigare a velocità ottimali. Di certo ci saranno molti vantaggi per coloro i quali utilizzano internet per guardare video o ascoltare musica: si potranno scaricare film in pochi secondi, apportando così una vera e propria rivoluzione. Se però, i lavori non verranno estesi alle altre città, avremo sempre lo stesso problema: una copertura limitata.

Come analizzare la propria velocità di connessione ad Internet

Fino a qualche anno fa erano pochi i servizi che offrivano la possibilità di calcolare la propria velocità di connessione ad Internet. Oggi invece è possibile usufruire di strumenti gratuiti e totalmente online, in modo tale da riuscire ad ottenere il risultato in pochi secondi senza alcun sforzo. Basta infatti un click per effettuare uno speed test comodamente online. Lasciando solo un dispositivo connesso e chiudendo ogni applicazione che possa richiedere internet e di conseguenza una fetta di banda, si potrà procedere al test della connessione che fornirà i dati tecnici relativi alla velocità. Può essere utile anche per capire se il vostro gestore riesce ad adempiere alle promesse comprese nel contratto. 

Riuscirà il 5G a far scalare qualche posizione all’Italia? Il servizio coprirà il territorio in maniera celere oppure impiegherà anni? Per queste risposte non ci resta che attendere con fiducia, pronti per entrare in questa nuova rivoluzione.

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28 luglio 2019

Da Bologna a Stoccolma in Ape Car per conoscere Greta Thunberg

Mancano pochissime ore al viaggio dei ragazzi di Radio Immaginaria: si parte il 29 luglio alle 6 da Castel Guelfo. Raccolti più di 6mila euro online.



Da Bologna a Stoccolma in Ape Car per conoscere Greta Thunberg e salvare il pianeta

Ciao, qui Radioimmaginaria la radio degli adolescenti. Il nostro sogno è andare da Castel Guelfo (Bo) a Stoccolma con un'Apecar del ‘70, per incontrare Greta, capire dov'è nata la sua idea di salvare il mondo e raccontare tutto in radio. La Svezia è lontanissima. Possiamo contare sul tuo aiuto? Dai, siamo ragazzi, non abbiamo paura del viaggio, ma del nostro futuro sì".  

Questo il testo con cui i ragazzi e le ragazze di Radioimmaginaria qualche mese fa hanno lanciato una campagna di raccolta fondi per il loro progetto OltrApe, un viaggio in Ape Car di ben 4500 km attraverso l'Europa per arrivare a Stoccolma, a casa di Greta Thunberg, la ragazzina che ha risvegliato le coscienze ambientaliste di tutti i giovani del mondo.

Ce l'hanno fatta: domani alle 6 dieci di loro partono da Castel Guelfo, dove nel 2012 è stata fondata la Radio. "Per noi essere una radio  - scrivono - vuol dire avere una grande responsabilità, ormai siamo in 300 e da 7 paesi diversi. Il nostro motto è sempre stato 'trasmettere e ricevere i segnali del mondo che verrà'. Ma qual è questo mondo che verrà? Poi c'è Greta Thunberg, una ragazza come noi, che con un cartello scritto a pennarello, ci ha fatto capire che alla domanda: come vivremo domani? possiamo e dobbiamo rispondere solo noi. Nessun altro. Da queste domande ci è venuta in mente l'idea del progetto OltrApe". 


"Il nostro progetto quindi, un po' folle anche stavolta, è quello di rimettere in moto quell'Ape, con qualche maggiorenne che possa guidare, in direzione Stoccolma. Dicono che l'iniziativa non è proprio il punto forte dei giovani ma quel 15 Marzo per il #fridayforfuture le piazze d'Italia le abbiamo riempite noi. Insomma, il 29 Luglio prossimo andiamo in Ape a casa di Greta. Non sappiamo se lei ci sarà, ma forse è proprio questo il bello".

Raccolta fondi

Durante il viaggio, oltre alle dirette radiofoniche dallo studio mobile, i ragazzi lasceranno alcune piante per cercare di compensare le emissioni del loro mezzo,anche se ha un motore di soli 180 cavalli e, assicurano, non inquina. La raccolta fondi, che ha già superato i 6mila euro, resterà aperta: "Con questi soldi ci paghiamo però solo metà del viaggio, bisogna anche tornare indietro a un certo punto… quindi abbiamo deciso di tenere aperta questa campagna, così potete anche aiutarci a tornare a casa e vi possiamo raccontare tutto".

L'esperienza, infine, a novembre sarà raccontata in un libro, edito da Marcos y Marcos.

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27 luglio 2019

Carabiniere ucciso: insegnante scrive 'uno in meno' su Facebook

"Uno di meno, e chiaramente con uno sguardo poco intelligente: non ne sentiremo la mancanza". Questo il commento pubblicato da un'insegnante di 51 anni sulla morte dell'agente Cerciello. Poi le scuse: "Mi spiace, ho sbagliato"


Cc ucciso: scrive su Fb 'uno in meno', poi insegnante si scusa

"Uno di meno, e chiaramente con uno sguardo poco intelligente, non ne sentiremo la mancanza": è il commento alla morte di Mario Cerciello Rega, il vice brigadiere dei carabinieri ucciso due notti fa a Roma, che compare sulla pagina Facebook di un'insegnante novarese di 51 anni. A denunciarlo sono i parlamentari della Lega Paolo Tiramani e Cristina Patelli, dopo le segnalazioni di cittadini indignati. "Un commento vergognoso, a maggior ragione se davvero arriva da un'insegnante", dicono i parlamentari annunciando una interrogazione.

"Ho commesso un errore gravissimo, me ne sono resa conto appena ho cliccato su invia, ma ormai il danno era fatto", si giustifica poi l'insegnante.

"Ho scritto una cavolata, non c'è nulla dire - aggiunge -. Mi sono lasciata guidare dalla sensazione che spesso le forze dell'ordine non intervengono quando serve, quando una donna è maltrattata o peggio, si muovono solo quando ormai è troppo tardi - continua - E ho scritto quell'enorme sciocchezza, senza nemmeno pensare alla vedova e a chi voleva bene al vice brigadiere, una sciocchezza che ho provato a correggere immediatamente con un altro post, ma ormai...".

"Voglio chiedere scusa a tutti - conclude l'insegnante - In particolare a chi era vicino al militare e ora è straziato dal dolore e chiedo scusa all'Arma dei carabinieri e all'Italia intera. Sono stata una stupida". 

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26 luglio 2019

George Michael, l'ex fidanzato distrugge la sua casa: arrestato

Nonostante George Michael non gli avesse lasciato nulla in eredità, il signore non voleva saperne di sloggiare dall'abitazione che era del cantante e quando ha capito che sarebbero venuti a prenderlo degli amici in divisa, ha sfasciato tutto facendo "danni spaventosi".


George Michael, l'ex fidanzato distrugge la sua casa: arrestato. «Furioso per l'eredità»

Dopo la morte di George Michael, a dicembre 2016, non si era mai mosso dalla sua casa: Fadi Fawaz, ex fidanzato del cantante che continuava ad occupare l’abitazione nonostante George non gli avesse lasciato nulla in eredità, è stato arrestato. 

La casa della discordia è a Londra: un palazzo da 5 milioni di sterline, che Michael aveva lasciato alla sorella. Da lì Fawaz non era mai andato via, così per vendicarsi della mancata eredità ha pensato bene di distruggere la casa, con danni spaventosi, racconta il tabloid The Sun.

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25 luglio 2019

Sgarbi contro Mughini, scene da saloon su Rete4

Scene dell'altro mondo quelle andata parzialmente in onda ieri sera su Rete4, durante la trasmissione Stasera Italia, quando l'ira del solito Sgarbi è esplosa contro il personaggio di turno, questa volta impersonato in Giampiero Mughini. La regia purtroppo ha interrotto l'epico scontro ma sicuramente, prima o poi, uscirà anche il fuori onda.


GUARDA IL VIDEO (Facebook)



Sgarbi e Mughini arrivano alle mani nel salotto televisivo di "Stasera Italia" (VIDEO)

Il critico d'arte Vittorio Sgarbi, cittadino di San Severino Marche, e il giornalista e opinionista Giampiero Mughini, questa sera, nel salotto del Talk Show a cura della Redazione del Tg4 "Stasera Italia" hanno "dato spettacolo" e dopo essersi attaccati con le parole sono passati, letteralmente, ai fatti.

A far scattare la scintilla tra i due ospiti all'interno del salotto Mediaset le vicende legali che vedono coinvolto il Ministro dell'Interno Matteo Salvini. Mughini stava esponendo la sua tesi quando Sgabri, non d'accordo con le opinioni dello juventino, ha detto la sua usando termini non proprio consoni a una trasmissione in prima serata.

I due sono passati, in un attimo, dalle parole "alle mani" e nello studio sono iniziate a volare addirittura le sedie. Sono dovuti intervenire gli operatori Mediaset per dividere i due e farli desistere dal loro intento.

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24 luglio 2019

Le auto elettriche dovranno fare rumore

A partire dal 1 luglio, i veicoli elettrici e ibridi a quattro o più ruote, per poter circolare legalmente nell'Unione Europea, dovranno essere dotati di un avvisatore acustico, non disattivabile, che generi un rumore continuo di almeno 56 decibel e non più di 75 decibel se l'auto è in movimento a velocità fino a 20 km/h.


Auto elettriche, arriva l'obbligo che facciano rumore

Il nome tecnico dell'avvisatore è Acoustic Vehicle Alert System (AVAS).

Il suono esatto non è stato specificato (questo è quello proposto da Unece.org), ma deve includere alcune frequenze e salire e scendere di tono in base alla velocità. I dettagli dei cambiamenti della norma sono qui in italiano su Eur-Lex; la norma, se ho capito bene, è questa su Interregs.com (versione più estesa su Vlex); altre info sono su Europa.eu.

La teoria è che questo eviterà incidenti dovuti al fatto che ciclisti e pedoni, specialmente se ipovedenti o ciechi, non sentono arrivare le auto elettriche/ibride a bassa velocità e si affidano troppo al rumore abituale delle auto con motore a scoppio per accorgersi del sopraggiungere di veicoli.

L'AVAS sarà obbligatorio da luglio per tutte le auto elettriche e ibride nuove vendute nell'UE e diventerà obbligatorio per quelle già in commercio dal 2021, secondo HDMotori. Non è chiaro cosa debba fare chi, come me, ha già un'auto elettrica già circolante e se questa novità riguardi anche le auto in Svizzera (dove abito; ho chiesto lumi al Touring Club Svizzero).

Rispetterò la nuova norma anche con la mia piccola auto elettrica vintage, e non credo che questi suoni rovinino eccessivamente il piacere del silenzio caratteristico delle auto elettriche, ma non capisco la logica che ha spinto gli estensori della norma a non imporre lo stesso obbligo agli altri veicoli silenziosi che possono colpire i pedoni, come le auto a motore a scoppio (quelle di lusso moderne sono molto silenziose), le moto elettriche e le biciclette tradizionali ed elettriche.

Inoltre non mi risulta che siano previsti divieti ai pedoni di indossare cuffie ad altissimo volume mentre attraversano la strada (anche se dai commenti emerge che un pedone con cuffie solitamente viene considerato corresponsabile se viene investito). La sicurezza stradale si ottiene quando ciascuno fa la propria parte.

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23 luglio 2019

Il vestito di funghi che digerisce i corpi dopo la morte

L'abito per i defunti con le spore di diversi funghi presenti nel tessuto che, dopo la sepoltura, provvederanno a nutrirsi del corpo e a digerirlo in maniera assolutamente eco-compatibile.


Il vestito di funghi che digerisce i corpi dopo la morte

È un'alternativa eco-compatibile alla tradizionale sepoltura.

Se vi siete mai chiesti quale necessità ci sia di far indossare il "vestito buono" ai defunti, dato che certamente non se ne serviranno una volta che saranno sotto terra, l'americana Coeio ha pronta un'alternativa che sulla carta è meno insensata e più ecologica.

La fondatrice dell'azienda, Jae Rhim Lee, l'ha chiamata Infinity Burial Suit e, a prima vista, sembra un normale vestito elegante adatto, per l'appunto, a rivestire un morto per l'ultimo viaggio.

Nel suo tessuto sono però presenti le spore di diversi funghi che, dopo la sepoltura, provvederanno a nutrirsi del corpo e a digerirlo in maniera assolutamente eco-compatibile.

Il vantaggio rispetto a una decomposizione - per così dire - senza "aiuti" da parte dei funghi sta nel fatto che questi ultimi sono in grado di neutralizzare i vari elementi inquinanti che negli anni si sono sicuramente accumulati nel corpo: pesticidi, metalli pesanti, conservanti e via di seguito vengono adeguatamente trattati e resi innocui, garantendo così un ritorno alla terra senza conseguenze negative per l'ambiente.

L'Infinity Burial Suit esiste sin dal 2016 ma soltanto da pochi mesi è stato messo in vendita negli USA, dove è disponibile in tre diverse taglie e vari colori (dal classico nero a diverse tonalità naturali) e costa 1.500 dollari.

Jae Rhim Lee promuove la propria soluzione come migliore non soltanto rispetto alla sepoltura tradizionale, ma anche rispetto alla cremazione, che per essere portata a termine richiede il consumo di parecchia energia.

«Sono stata ispirata» - ha spiegato la fondatrice di Coeio - «dall'idea che i funghi sono i maestri della decomposizione sulla Terra, e pertanto l'organismo d'interfaccia tra la vita e la morte».

Considerando poi l'amore per gli animali domestici che contraddistingue la nostra era, Coeio ha lanciato anche un prodotto a essi dedicato: un Infinity Pod che consente, come il vestito, un «ritorno naturale» alla terra.

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22 luglio 2019

Nigeria, uomo sale sull'ala dell'aereo: terrore a bordo - VIDEO

Per 30 minuti il mezzo, che aveva già cominciato a muoversi per portarsi sulla pista di decollo, è rimasto bloccato, fino all'intervento degli addetti alla sicurezza.





Nigeria, uomo sale sull'ala dell'aereo: terrore a bordo

Panico a bordo di un volo nigeriano, in partenza dalla capitale Lagos: un uomo è salito sull'ala del velivolo durante le operazioni di decollo, cercando poi di entrare dai portelloni delle uscite di emergenza. L'aereo ha interrotto la procedura di partenza, mentre l'uomo è stato arrestato. Ancora da chiarire le motivazioni del gesto.

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21 luglio 2019

Il vecchio e il mare

Forse Hemingway non pensava proprio a questo quando scrisse il famoso romanzo 😂



20 luglio 2019

Il Televideo alla riscossa: invece di chiudere, si rinnova

Altro che "switch off": il Televideo continua a vivere e addirittura si riorganizza. varata una riorganizzazione dei contenuti e una nuova pagina 400, in nome della "pubblica utilità".




2019, il Televideo alla riscossa: dopo 35 anni, invece di chiudere, si rinnova

Alcuni anni fa, prima dell'arrivo capillare degli smartphone, degli amici particolarmente refrattari all'intrattenimento televisivo in visita in redazione, chiesero seriamente se fosse stato disponibile una specie di Televideo senza TV, funzione alla quale non erano interessati.

Altri tempi, si potrebbe pensare. Sembra incredibile, ma oggi, nel 2019, il Televideo (ovverosia l'interpretazione RAI del cosiddetto Teletext) è ancora vivo e vegeto. Si fatica a capire chi siano, nell'era di Internet, degli smartphone e del 4K, gli utenti di un servizio che sui TV più vecchi ha anche tempi di caricamento imbarazzanti (bisogna aspettare che i "numeretti" facciano il giro).

Eppure devono essercene, se Televideo proprio in questi giorni - lunedì 21 gennaio, precisamente - ha varato un rinnovamento, introducendo la sezione "pubblica utilità", proprio per incontrare ancora meglio le esigenze del proprio target. In particolare è nata (rinata) la pagina 400 che raduna tutte le informazioni cosiddette di pubblica utilità (funzione che è diventate prioritaria per Televideo nell'ambito della redazione Rai News nella quale è stato incorporato. Niente di particolarmente rivoluzionario: dalla pagina 400 si accede all'almanacco del giorno, al traffico, all'oroscopo (pubblica utilità?), il meteo, e così via. Il tutto nel contesto di una riclassificazione delle pagine per facilitare l'utilizzo e la ricerca dei contenuti.

Il Televideo nasce nel 1984, ovverosia 35 anni fa, e da allora è sempre stato attivo, resistendo anche al passaggio dalla TV analogica a quella digitale. Oggi è anche - ovviamente - accessibile da Internet; in una sorta di mondo capovolto in cui il browser (che di per sé è la porta d'accesso a milioni di fonti di informazioni strutturate con foto e video) permette di visualizzare le pagine di poco testo e grafica d'altri tempi del Televideo. Eppure, se il sistema ha subito, pur nei limiti strettissimi dell'interfaccia a caratteri e dei pochi colori disponibili, un refresh invece di un ragionevole spegnimento, un motivo ci dev'essere. Non abbiamo informazioni precise, ma secondo alcune ricerche, il Televideo sarebbe ancora  - incredibilmente - consultato da milioni di persone in Italia. Una specie di Twitter ante litteram che ha fatto della brevità dei testi e dell'assenza di pubblicità i suoi punti di forza, che evidentemente ancora piacciono.

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19 luglio 2019

Si accende una sigaretta prima dell'atterraggio: il video è virale

In barba alle più elementari norme di sicurezza, per rilassarsi, a pochi minuti dall'atterraggio, decide di accendersi una sigaretta nemmeno fosse al bar. La vicina di posto che aveva intuito che qualcosa non andava nell'uomo, è riuscita ad immortalarlo con un video.




Si accende una sigaretta prima dell'atterraggio: il video è virale

Per alleggerire la tensione, a pochi minuti dall'atterraggio, un uomo si è acceso una sigaretta in aereo proprio come se fosse al bar. La scena è stata ripresa durante un volo della Spirit Airlines verso Minneapolis. Il video è stato registrato il 21 maggio scorso quando una ragazza si è accorta di aver al suo fianco un fumatore incallito. 

Un altro passeggero accanto a lui non crede ai suoi occhi e, preoccupato, chiama lo steward. Nella clip si vede l'uomo accendersi una sigaretta e rilassarsi in attesa di atterrare.

L'assistente di volo sveglia l'uomo il quale reagisce sorpreso, come se si fosse scordato di essere su un aereo: «Era accanto a me e sin dal decollo avevo capito che qualcosa non andava» ha detto la ragazza autrice del video pubblicato su YouTube.

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18 luglio 2019

Centinaia di denti umani lasciati in strada a Roma

I residenti pensano che possa trattarsi di rifiuti di qualche studio odontotecnico della zona ma c’è un ipotesi più allarmante, anche se per ora molto tenue: qualcuno si sarebbe sbarazzato dei denti presi in qualche struttura ospedaliera.



Scoperti a Roma centinaia di denti umani lasciati in strada a Montesacro

Scoperta choc qualche giorno fa a Roma, nel quartiere di Montesacro. Coloro che cercavano di gettare l’immondizia in un cassonetto zeppo di rifiuti e, quindi, non potevano fare altro che appoggiare i sacchetti in strada, hanno notato sparsi sul cemento decine e decine di denti umani. Una scoperta orribile che sottolinea l’emergenza rifiuti della Capitale. Il ritrovamento si è avuto lungo viale Adriatico, all’altezza del civico 2B. Rapidamente la notizia dei denti umani trovati fra i rifiuti, ha iniziato a girare fra i residenti scandalizzati per il ritrovamento. ”C’è un limite a tutto”, dice un passante. ”Qui è stato ampiamente superato, addirittura i denti umani fra l’immondizia”, chiosa.

Quindi, si apre un giallo sulla provenienza dei rifiuti umani. Non è ancora chiaro chi si occupi dell’indagine, se polizia o carabinieri ma potrebbe indagare anche la polizia municipale. I residenti pensano che possa trattarsi di rifiuti di qualche studio odontotecnico della zona. Poi, c’è anche l’ipotesi più allarmante ma almeno per ora molto tenue: qualcuno si sarebbe sbarazzato dei denti presi in qualche struttura ospedaliera.

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17 luglio 2019

Lo pneumatico senz'aria di Michelin e GM - VIDEO

Non facendo uso d'aria, Uptis non deve nemmeno essere periodicamente sottoposto a controlli per verificarne la pressione, e ciò non lo rende soltanto comodo per il suo proprietario: è anche più sicuro delle soluzioni tradizionali, dato che uno pneumatico sgonfio può costituire un pericolo.




Lo pneumatico senz'aria di Michelin e GM

Prima di partire per le vacanze è buona norma controllare lo stato e la pressione degli pneumatici (compreso quello di scorta) per evitare spiacevoli sorprese durante il viaggio.

Dal 2024, però, questa routine potrà essere solo un ricordo. Michelin e GM hanno infatti unito le forze per portare sul mercato entro quell'anno Uptis, un prototipo di ruota che non utilizza più il vecchio concetto dello pneumatico pieno d'aria, ma una struttura leggera e robusta in grado di sopportare asperità della strada e forature.

Uptis sta per Unique Punctureproof Tire System, un nome che sottolinea il pregio principale, per gli automobilisti, di questa soluzione: dimenticarsi per sempre del rischio di bucare una ruota.

Non facendo uso d'aria, Uptis non deve nemmeno essere periodicamente sottoposto a controlli per verificarne la pressione, e ciò non lo rende soltanto comodo per il suo proprietario: è anche più sicuro delle soluzioni tradizionali, dato che uno pneumatico sgonfio può costituire un pericolo.

Inoltre, GM e Michelin nel realizzare Uptis hanno preso in considerazione anche l'aspetto ecologico: uno pneumatico che non si fora né viene danneggiato dalle asperità dell'asfalto, grazie alla sua particolare struttura, consente di produrre meno rifiuti.

Infine Uptis, nella sua versione definitiva, avrà altre tre caratteristiche: potrà essere stampato 3D, sarà ecosostenibile (in quanto realizzato con materiali biocompatibili) e sarà uno pneumatico "connesso", ossia comunicherà in tempo reale le proprie condizioni al sistema di bordo dell'auto.

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16 luglio 2019

Salvini per FaceApp è Karl Marx

L'applicazione del momento, che sta facendo impazzire il popolo di internet, ha dato un risultato sorprendete con la foto di Matteo Salvini: secondo FaceApp, invecchiando, diventerebbe Karl Marx



15 luglio 2019

La denuncia di Oxfam: "La polizia francese taglia le scarpe ai bambini migranti"

Ragazzini di 12 anni cui vengono tagliate le suole o viene rubata la Sim del telefonino. Detenuti in celle senza cibo e coperte. Costretti a tornare in Italia a piedi, o caricati sui treni falsificando la loro età e le loro dichiarazioni sulla volontà di restare Oltralpe. Nel rapporto "Se questa è Europa" le testimonianze sugli abusi alla frontiera italo-francese



Ventimiglia, la denuncia di Oxfam: "La polizia francese taglia le scarpe ai bambini migranti"

La polizia francese che "ferma i bambini stranieri soli e li obbliga a salire su treni diretti in Italia dopo averne alterato i documenti per farli apparire più grandi o facendo sembrare che vogliano tornare". Ragazzini che si vedono tagliare le suole delle scarpe o strappare via la Sim del telefonino. E raccontano "di maltrattamenti fisici e verbali subiti, di notti passate in celle senza cibo, acqua e coperte" in violazione di leggi francesi ed europee. È la denuncia del rapporto "Se questa è Europa", diffuso oggi da Oxfam, Diaconia Valdese e Asgi: sarebbero decine i minori stranieri, anche dodicenni, vittime di abusi, detenzioni e respingimenti illegali da parte della polizia francese, dopo aver superato la frontiera di Ventimiglia.

I bambini fatti passare per maggiorenni 
Un allarme che parte dalle testimonianze dei tanti migranti che ogni giorno cercano di attraversare la frontiera: uno su 4 è un minore che cerca di raggiungere familiari o conoscenti in Francia, Inghilterra, Svezia o Germania, cui spesso vengono negati di fatto la protezione e il diritto di chiedere asilo.  Il rapporto spiega che la prassi della polizia francese prevede, prima ancora del respingimento in Italia, il fermo dei minori, in violazione delle norme francesi ed europee. E inoltre, di frequente, la loro registrazione come maggiorenni, la falsificazione delle loro dichiarazioni sulla volontà di tornare indietro, la detenzione senza cibo o coperte e senza possibilità di parlare con un tutore legale.


Le scarpe tagliate e il furto della Sim
Molti i ragazzi che raccontano di aver subito abusi verbali o fisici: dal taglio delle suole delle scarpe al furto di carte Sim. Tanti vengono costretti a tornare a Ventimiglia a piedi, lungo una strada senza marciapiede, e con qualunque condizione atmosferica: una giovane donna eritrea è stata costretta a farlo sotto il sole cocente, con in braccio il suo bambino di 40 giorni.  In Italia poi, continua il rapporto, restano gravi carenze nella tutela dei diritti dei minori nei centri di accoglienza: molti non vengono iscritti a scuola, o non vengono informati sulla possibilità di richiedere asilo o di ricongiungersi ai familiari in altri Paesi europei.

Alla frontiera più di mille al mese
Stando al rapporto, da gennaio ad aprile 2018 sono stati 4.231 i migranti adulti e minorenni passati da Ventimiglia (16.500 da agosto 2017). Provenivano perlopiù da Eritrea, Afghanistan e Sudan, in particolare dal Darfur. Un numero destinato a crescere con l'arrivo dell'estate. Al momento però l'unica struttura di accoglienza è al campo Roja, con 444 posti: qui a fare da deterrente sono l'obbligo di farsi identificare con le impronte digitali e la massiccia presenza di polizia.  L'altro campo informale sul Roja, senza bagni e acqua potabile, è stato sgomberato di recente. Col risultato che i migranti più vulnerabili, tra cui molti bambini, continuano a dormire all'aperto.

"Ora un centro per donne e bambini"
Di fronte all'emergenza le tre associazioni chiedono alle autorità locali e al governo italiano di trovare subito gli spazi adeguati per realizzare un centro per i minori non accompagnati in transito e uno per le donne con e senza figli. "La situazione a Ventimiglia - dice Elisa Bacciotti, direttrice delle campagne dei programmi in Italia di Oxfam - è lo specchio di un'Europa che sta tradendo i propri valori fondanti di solidarietà, non rispettando le norme nazionali ed europee alla base dell'idea stessa di Unione".

Un sistema di asilo europeo 
"Per questo - continua Bacciotti - chiediamo al governo francese di intervenire per far cessare immediatamente gli abusi e i respingimenti illegali dei minori. E a quello italiano di attivarsi perché ciò avvenga, sospendendo i trasferimenti forzati verso i centri del Sud Italia". L'appello si rivolge anche all'Unione europea perché assicuri "procedure efficienti di ricongiungimento familiare e potenzi i meccanismi di ricollocamento tra i paesi Ue, assicurando la condivisione dell'accoglienza, anche attraverso la revisione del Trattato di Dublino e la creazione di un sistema di asilo europeo".

Oxfam, Diaconia Valdese e Asgi, con l'unità mobile del progetto Open Europe, da settembre hanno soccorso circa 750 migranti arrivati a Ventimiglia, il 20% minori soli, distribuendo kit d'emergenza ai tanti costretti a vivere sul greto del fiume. E fornendo assistenza legale e informazioni sui servizi locali e sui rischi di attraversare la frontiera.

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14 luglio 2019

Mediaset sposta i canali HD: ora Canale 5 HD va al numero 5

Da qualche giorno (martedì 9 luglio) Mediaset ha aggiunto alla LCN (logical channel numbering) dei propri canali in alta definizione la nuova numerazione dei primi canali, quindi 4, 5, 6 e 20 per spingere gli utenti verso la visione dei canali con migliore qualità delle immagini. In questo modo si è creato anche un voluto conflitto LCN.




Mediaset spinge i canali HD nelle prime posizioni: ora Canale 5 HD va al numero 5

Da oggi Mediaset spinge i propri canali HD del digitale terrestre nelle prime posizioni della LCN nazionale, creando un conflitto nella ricerca dei canali in modo che l'utente possa scegliere liberamente quale versione del canale vedere. Da oggi quindi potremo avere Rete 4 HD, Canale 5 HD, Italia 1 HD e 20 Mediaset HD alle rispettive posizioni 4, 5, 6 e 20, senza più dover ricorrere alle vecchie posizioni nella zona 500.  I canali tradizionali in definizione standard sono comunque sempre disponibili, per non penalizzare gli utenti in possesso di vecchi TV non in grado di sintonizzare canali in alta definizione. Da notare però che sui canali HD di Mediaset non è presente il televideo, ancora molto utilizzato dagli utenti più tradizionalisti.

La numerazione LCN stabiliva che i canali HD fossero concentrati nella zona 500, con il risultato che la maggioranza degli utenti, per non dover premere troppi tasti del telecomando, continua a vedere i canali in definizione standard anche se magari ha acquistato un tv Ultra HD. Per avere i canali HD di Mediaset nelle prime posizioni LCN è necessario eseguire una nuova sintonia completa dei canali, un semplice aggiornamento potrebbe non bastare. Al termine della nuova sintonizzazione il TV dovrebbe proporre di risolvere il conflitto LCN, da qui scegliendo manualmente i canali in HD si otterrà la nuova LCN.

I canali Mediaset HD sono ora concentrati sul mux Mediaset 3, UHF 38, per chi volesse eseguire la sintonia con ricerca manuale.

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13 luglio 2019

Facebook, dai post si può capire che malattie avete

Malattie mentali a parte, a volte molto evidenti, si possono diagnosticare dagli interventi sui social network anche diabete, depressione, ansia e altri 18 disturbi. 



Facebook, dai post si può capire che malattie avete

Chi usa abitualmente i social network finisce per condividere molti dettagli personali, persino quando non se ne avvede.

Uno studio condotto dalla Penn Medicine e dalla Stony Brook University ha svelato come, dai post pubblicati su Facebook, sia addirittura possibile eseguire una sorta di diagnosi dei disturbi sofferti dai loro autori.

La ricerca ha preso in considerazione quasi un milione di post scritti da 999 volontari: l'analisi è stata automatica, eseguita attraverso uno strumento informatico per l'elaborazione del linguaggio naturale, ed era mirata a individuare i sintomi di 21 condizioni mediche, dal diabete alla depressione, dall'ansia alla psicosi.

L'analisi ha funzionato: dalle parole scritte su Internet il sistema è stato in grado di dedurre quale fossero i disturbi accusati dalle varie persone, e ha fornito anche indicazioni sui vocaboli che possono costituire dei segnali di allarme per certe condizioni.

Per esempio, secondo gli studiosi chi usa parole come famiglia, Dio e pregare ha 15 volte più probabilità di avere il diabete; chi invece fa riferimento a testa, stomaco e dolore forse soffre di ansia; chi ha problemi con l'alcol, invece, scriverà cose come bottiglia e ubriaco (e ciò era forse facile da prevedere).

La ricerca non vuole implicare che tutti coloro i quali utilizzano quelle parole soffrano anche dei disturbi a esse collegati, ma è comunque statisticamente più probabile che questi vengano loro diagnosticati.

Per Raina Merchant, capo dei ricercatori, questa informazione è importante. «Per esempio, se qualcuno sta cercando di perdere peso e ha bisogno di aiuto nel comprendere le proprie scelte alimentari e i regimi d'esercizio, lasciare che chi lo aiuta dal punto di vista medico possa analizzare i suoi interventi sui social media potrebbe dare a quest'ultimo una comprensione più profonda degli schemi di comportamento soliti di quella persona, e aiutarla così a migliorarli».

D'altra parte, lo studio ci dice anche che forse i frequentatori di Facebook e soci mettono davvero fin troppo delle loro vite in Rete e che quei dati, pubblicamente accessibili, possono essere usati anche con intenti molto poco altruistici.

Pensiamo per esempio al mondo delle assicurazioni sanitarie: un domani, prima di concedere una polizza, l'assicuratore potrebbe decidere di eseguire un'analisi dei post pubblicati su Facebook, scoprire la possibile tendenza a soffrire di eventuali condizioni mediche non ancora diagnosticate e variare il premio di conseguenza.

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12 luglio 2019

“Scoperta una nuova specie esotica” ma era un gabbiano ricoperto di curry

Gli esperti questa volta hanno preso un granchio, cioè un gabbiano, che avevano scambiato per chissà quale specie esotica, dato il suo piumaggio di un colore insolito. E' bastata una passata di sapone per capire che la presunta importante scoperta zoologica non era altro che un comunissimo gabbiano.



“Scoperta una nuova specie esotica” ma era solo un gabbiano ricoperto di curry 

“Prendere un granchio”. Un’espressione idiomatica che indica in sostanza un errore, l’aver scambiato un determinato oggetto per qualcos’altro. Nel caso che stiamo per raccontarvi si parla comunque di animali, seppur molto diversi dai gabbiani. Nel sud-est dell’Inghilterra, a Buckinghamshire, qualche giorno fa c’è stato un ritrovamento molto curioso.

Gli addetti dell’ospedale degli animali hanno infatti avuto a che fare con un gabbiano che aveva un piumaggio delle tinte decisamente insolito: un colore molto simile a quello del bronzo, forse una tonalità più chiara. Si è subito pensato a un uccello esotico, arrivato chissà come nell’arcipelago britannico.

La CNN ha riferito che alcuni testimoni hanno chiamato i soccorsi per segnalare il curioso animale. A primo impatto aveva un colore che nessuno aveva mai visto prima. Dal momento che l’uccello sembrava in difficoltà, gli addetti dell’ospedale per animali hanno deciso di portarlo con loro nella struttura per curarlo e anche per cercare di capirci qualcosa in più.

L’uccello, infatti, non riusciva nemmeno a volare. Proprio per colpa di quella “cosa” che gli aveva donato quel colore particolare. Dopo qualche minuto di visita, si è scoperto che non era affatto un uccello esotico dal colore ambrato, ma un comunissimo gabbiano ricoperto di curry.

Non è chiaro come il pennuto si sia sporcato in quel modo, con ogni probabilità non lo sapremo mai. Sta di fatto che chi credeva che si trattasse di una specie poco conosciuta è rimasto deluso: era un fastidioso gabbiano che forse si era intrufolato in qualche ristorante o negozio di alimentari indiano e in qualche modo si era sporcato dal becco alle zampe con la spezia.

Alla fine i veterinari sono riusciti a sedarlo e lavarlo. Su tutto il suo corpo c’erano grosse quantità di curry, che gli rendevano impossibile volare. Presto verrà rimesso in libertà, in natura, e potrà tornare a volare libero, magari in cerca di curry. In onore del Vindaloo curry è stato ribattezzato Vinny. Dopo il bagnetto dei veterinari ha però perso quella sua particolarità e appena verrà messo in libertà si confonderà tra i milioni di gabbiani che volano nei cieli del Regno Unito.



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11 luglio 2019

Autista prende a pugni un immigrato per farlo scendere - VIDEO

"Il comportamento dell’autista - ha fatto sapere l'azienda di trasporti - che ha malmenato un passeggero nel tentativo di farlo scendere dal bus è inaccettabile ed abbiamo già attivato l’iter disciplinare previsto in queste circostanze". Ha usato indubbiamente le maniere forti ma forse era l'unico modo e la prossima volta, di sicuro, si farà gli affari suoi e non quelli dell'azienda per cui lavora.




Frosinone, autista prende a pugni un immigrato per farlo scendere

Calci e pugni al volto per farlo scendere dal pullman. E’ quanto avvenuto ieri sera dinanzi ai cancelli dello stabilimento Fca di Piedimonte San Germano, in Ciociaria. Protagonista dell’aggressione un autista Cotral, il quale intorno alle 22 al termine della corsa Ferentino - Stabilimento Fca (presso il cancello 4) ha picchiato un uomo di colore per farlo scendere dal pullman. Il video finito in rete, in poco tempo, è divenuto virale.

Tant’è che, anche Cotral, è intervenuta, condannando il gesto dell’autista. «Il comportamento dell’autista - ha fatto sapere Cotral - che ha malmenato un passeggero nel tentativo di farlo scendere dal bus è inaccettabile e l’azienda ha già attivato l’iter disciplinare previsto in queste circostanze. Cotral respinge con forza ogni forma di violenza, anche perché da una prima ricostruzione dei fatti e dalle immagini del video apparso in rete si evince chiaramente che l’autista non si trovasse in alcuna situazione di pericolo”.

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10 luglio 2019

Incredibile alle Bermuda: Nave ricompare dopo 90 anni

La notizia del misterioso ritrovamento circola da parecchio tempo sulla rete ed è riportata da giornali molto autorevoli, tipo quello da cui l'ho presa: il Fatto Quotidaino. Deve essere vera per forza.


Triangolo delle Bermuda: Nave ricompare 90 anni dopo la sua scomparsa.

Circa due giorni fa le autorità cubane hanno ritrovato una strana nave, nei pressi di una zona militare dell’Havana. Quando hanno cercato di comunicare con l’equipaggio, si sono resi conto che l’imbarcazione apparteneva a un’altra epoca, si tratta, infatti della Cotopaxi, un nome che i più esperti ricorderanno, associato al triangolo delle Bermuda.

La nave partì il 29 novembre 1925 dal porto di Charleston, South Carolina, diretta proprio verso Cuba, con un equipaggio di circa 30 uomini, oggi tutti scomparsi. La nave trasportava cotone, un enorme quantitativo di cotone e non arrivò mai a destinazione. Pochi giorni dopo, l’allora primo ministro cubano, Calamé, aprì un’inchiesta precisa, proprio per investigare sulla scomparsa della nave. Ma fino a due giorni fa, mai nessuno era riuscito a trovare qualcosa in merito a quella scomparsa, nonostante gli sforzi sia americani sia cubani.

Per l’esperto sudamericano Salvadors Cruz si tratta di una scoperta incredibile: un manoscritto ritrovato sulla struttura infatti riporta le esperienze della traversata. Pare che sia appartenuto al capitano Chris Fioxi, a capo della della spedizione commerciale. Cruz ha detto: “Importante è capire cosa sia successo. Di certo siamo di fronte a un fenomeno incredibile, senza precedenti storici. Molte tribù sudamericane credono che questo sia un segno del destino, un richiamo a quel triangolo delle Bermuda, che si creda sia dominato da forze sovrannaturali e extraterrestri. Oggi forse, ne abbiamo la prova definitiva, perché un fatto così è sconcertante davvero non si spiega”. Nei prossimi giorni, daremo ulteriori aggiornamenti sulla vicenda. Siamo di fronte a un punto di svolta, che potrebbe risolvere uno dei più grandi misteri mondiali, il triangolo delle Bermuda, appunto.

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Voglio informare quanti hanno letto tutto fino a questo punto, che la notizia è chiaramente fantasiosa.

09 luglio 2019

Roncalli: il circo che usa ologrammi anziché animali - VIDEO

Niente gabbie, fruste o cerchi di fuoco. Niente più animali sedati, rinchiusi e strappati al loro habitat. Il Circo Roncalli è la nuova frontiera dell’arte circense, per dire basta una volta per tutte alla violenza sugli animali.





Il circo che usa ologrammi anziché animali

Gli animalisti non amano i circhi: la possibilità di maltrattamenti verso le bestie e l'innegabile realtà secondo la quale un animale certamente non si esibisce per piacere, ma perché costretto, fanno dei circhi oggetto di critiche costanti.

Il Circo Roncalli, fondato in Germania nel 1976, fa decisamente eccezione. Infatti, non solo ha eliminato gli spettacoli con animali vivi sin dai primi anni '90, ma lo scorso anno ha investito quasi mezzo milione di euro per creare esibizioni con animali olografici.

Elefanti, cavalli e pesci rossi giganti sono oggi tutti parte dello spettacolo, ma soltanto in formato digitale. A quanto pare, questa esperienza è molto apprezzata dal pubblico.

Con 600.000 presenze nei primi 12 mesi dal debutto dello spettacolo olografico e con i prezzi dei biglietti che vanno dai 30 ai 70 euro a testa, il Circo Roncalli è chiaramente rientrato dell'investimento e ha iniziato a macinare profitti.

Per gli amanti degli animali si tratta nientemeno che del futuro del circo: gli spettacoli sono costituiti da numeri acrobatici ed esibizioni d'abilità messi in scena dagli artisti, e gli animali olografici sono una sorta di "ciliegina sulla torta" che gli spettatori hanno dimostrato di amare.

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