16 gennaio 2019

Report meteorologico da Civitanova Marche

OSSERVATORIO – I dati registrati dalla stazione meteorologica “Davis Vantage Vue wireless” installata sul tetto dell’Istituto “Da Vinci” due anni fa ad una quota altimetrica di 4 metri sul livello del mare


Report meteorologico da Civitanova

A cura del Dipartimento di Scienze naturali
Professor David Fiacchini

Installata sul tetto dell’Istituto esattamente due anni fa (il 5 gennaio 2017), ad una quota altimetrica di 4 metri sul livello del mare, la stazione meteorologica “Davis Vantage Vue wireless” festeggia due anni di silenziosa ma proficua e ininterrotta attività, utile sia per finalità scientifiche (database meteo-climatico) che prettamente didattiche (quale laboratorio interdisciplinare per studenti e studentesse dei tre licei).

Dai principali dati raccolti – temperatura, pressione, piovosità, umidità relativa, direzione e intensità dei venti – non si evidenziano grandi differenze tra i due anni oggetto di monitoraggio, anche se – come vedremo – ci sono state alcune peculiarità che hanno contraddistinto ciascun periodo.
La temperatura media, in entrambi gli anni, è stata di 15.5°C; la massima di quest’anno è stata registrata il 1° di agosto con 31.9°C, contro i 35.4°C del 5 agosto 2017. La minima, -5.4°C, risale al 28 di febbraio, mentre nel 2017 ci si è fermati a -4.2°C (l’8 di gennaio).

Di interesse anche i giorni in cui la temperatura è risultata inferiore a 0°C: nel 2017 sono stati 11 i giorni di “grande freddo”, mentre nel 2018 siamo scesi ad 8 giorni (e in uno di questi, a fine febbraio, anche la massima è rimasta sotto lo zero). I mesi più freddi si confermano dicembre, gennaio e febbraio (temperature medie mensili tra 4 e 8°C), mentre il più caldo in assoluto è agosto (con una media di 25.7°C). Nel 2017 abbiamo anche avuto 9 giorni di caldo opprimente (con temperature superiori ai 32°C e umidità elevata), concentrati soprattutto in agosto.

Quanta pioggia è caduta su Civitanova e, soprattutto, quanti giorni piovosi ci sono stati?

Nel 2017 abbiamo registrato poco meno di 600 mm di pioggia (594.5 per essere precisi), qualcosa di più nel 2018 (628.4 mm). Comunque ben al di sotto delle medie storiche per altre cittadine costiere del medio adriatico (Falconara Marittima e Pescara, ad esempio, hanno rispettivamente una media di 758 mm e 665 mm di pioggia/anno).

I giorni piovosi sono stati 110 nel 2017 e 120 nel 2018, anche se solo la metà – in entrambi gli anni – hanno prodotto una quantità di pioggia “apprezzabile” dal punto di vista bio-meterologico (ovvero sopra ai 2 mm/giorno).

Andando più nel dettaglio, nel 2017 i mesi più piovosi sono stati quelli autunnali e invernali: si pensi che nel solo mese di settembre è caduto il 20% della pioggia dell’intero anno (ben 120.8 mm, con 38,4 mm – pari al 6% della pioggia annuale – caduti nella giornata del 20). L’anno seguente è stata la stagione invernale a contribuire in maniera preponderante con il 42% delle precipitazioni totali: il solo mese di febbraio ha registrato 150.2 mm, con il record assoluto di 40.8 mm caduti il giorno 21.

Pur con le differenze evidenziate, in questi due anni vi sono stati almeno due giorni in cui si sono registrati fenomeni piovosi importanti, definibili dal punto di vista meteorologico come “nubifragi” sia per la quantità di pioggia caduta nell’arco della giornata che per l’intensità oraria registrata.

Da ultimo, per quel che concerne i venti Civitanova è sferzata prevalentemente dal Libeccio, anche detto Garbino, un vento di “caduta” dagli Appennini che si riscalda per compressione dopo averli superati da Sud-Ovest (la direzione dominante, infatti, è proprio SO). La velocità media annuale è pari a 5 – 6 km/h e le raffiche più intense sono state registrate nel mese di gennaio (80.5 km/h il 6/1/2017 e 67.6 km/h il 17/1/2018, sempre da SO). Solo in rare giornate si registrano altri venti di una certa rilevanza (direzione ONO e ENE), ma con durata ed intensità decisamente ridotte.

Un aspetto molto importante è il confronto con i dati storici (raccolti nel sito o nelle immediate vicinanze per almeno un trentennio), così da definire il clima dell’area, le tendenze e le variazioni in atto. Nel nostro caso un simile raffronto non è facile e, soprattutto, non ha valore scientifico “assoluto” visto che non vi sono dati meteo-climatici relativi al nostro comune o a stazioni meteorologiche limitrofe: faremo quindi riferimento ad alcune stazioni meteo a cavallo tra le province di Ancona, Macerata e Fermo, utilizzando i dati pubblicati dalla Regione Marche e dall’Osservatorio Geofisico Sperimentale di Macerata (cfr. nota bibliografica).

Spostandoci di qualche chilometro più a Nord si possono pescare i dati della stazione di Ancona-Torrette: 759 i millimetri di pioggia caduti in media ogni anno, distribuiti su 86 giorni piovosi (in questo caso vengono prese in considerazione le precipitazioni maggiori di 1 mm/giorno); la temperatura media annuale si aggira attorno ai 13.5°C.
Insomma, in quel di Ancona il clima sembra essere mediamente più fresco e piovoso: come possiamo spiegare in termini generali questa differenza nonostante la relativa “vicinanza” geografica?

Il promontorio del Conero costituisce, dal punto di vista biogeografico e meteo-climatico, una sorta di “spartiacque” sia per alcune specie animali/vegetali più sensibili ai fattori e agli elementi del clima, che per le condizioni meteorologiche in senso stretto: lungo la zona litoranea a Nord di Ancona il clima, in effetti, è tipicamente sub-continentale, con sbalzi di temperatura da stagione a stagione (estati calde, ma in genere rinfrescate dalla brezza marina, e inverni piuttosto freddi, con piovosità nella norma). A sud della “cuspide” anconetana, invece, la sub-continentalità si attenua per lasciare posto a un clima più sub-litoraneo che assume caratteri tipicamente mediterranei già lungo la Riviera delle Palme (estati calde e secche, piovosità annuale ridotta): tanto per citare un dato, la temperatura media del mese di gennaio a Pesaro è di 3.8°C, mentre a Grottammare sale a 7.6°C.

Tornando nel maceratese, possiamo provare a confrontare i nostri dati con la serie storica della stazione di Macerata: sono 805 i mm di pioggia registrati, quale media annuale, nel periodo 1950-2000; 14.1°C il dato della temperatura media annuale (5.1°C il valore medio per gennaio, il mese più freddo, e 23.6°C la media del mese più caldo, luglio).
Di un certo interesse anche il raffronto con i dati della “vicina” stazione meteo di Porto Sant’Elpidio: la quantità di pioggia caduta annualmente raggiunge, in media, i 680.2 mm mentre la temperatura media annuale raggiunge i 14.1°C (il mese più freddo è gennaio con 5.6°C di media e quello più caldo si conferma luglio, con 23.3°C).

Anche in questi ultimi due casi possiamo osservare come i valori medi di piovosità e temperatura della serie storica 1950-2000 si discostano in modo significativo dai dati registrati nel biennio 2017/18 dalla stazione civitanovese: 611.5 la media dei mm di pioggia caduti annualmente e 15.5°C la temperatura media annuale (5.6°C il valore medio nei mesi più freddi, dicembre e gennaio; 25.7°C la temperatura media del mese più caldo, agosto). Come già accennato, non avendo serie storiche a disposizione il confronto con i nostri dati è decisamente parziale, anche se si inizia a delineare un certo trend – confermato dagli ultimi dati delle stazioni marchigiane prese qui come “riferimento” – verso temperature medie costantemente più elevate e precipitazioni annuali inferiori alle medie storiche, con fenomeni estremi (nubifragi) statisticamente più frequenti.
Un quadro da monitorare con attenzione e nel modo più rigoroso possibile nei prossimi anni, così da contribuire alla più ampia analisi meteo-climatica regionale e nazionale: del resto gli effetti dei cambiamenti climatici e del global warming possono essere registrati e rilevati anche localmente, ed è sempre più necessario non solo prendere coscienza della problematica ma anche, a livello politico e amministrativo, intervenire per ridurre le emissioni dei gas-serra e, nel contempo, progettare con solerzia le misure più idonee per mitigare rischi e danni derivanti da fenomeni “estremi” (siccità prolungata e nubifragi ad elevata intensità oraria).

I principali dati registrati giornalmente dalla stazione meteorologica dell’Istituto di Istruzione Superiore “Leonardo Da Vinci” di Civitanova  sono disponibili on-line collegandosi al sito. Non ci resta che augurare un buon 2019 – meteorologicamente parlando e non solo – a tutti/e!

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15 gennaio 2019

Terremoto in Romagna, forte scossa tra Forlì e Cesena

Bologna, 15 gennaio 2019 - Forte scossa di terremoto poco dopo la mezzanotte in Romagna. Dai primi dati diffusi dall'Ingv la zona dell'epicentro sarebbe tra Forlì e Cesena e la magnitudo oscillerebbe tra i 4.1 e i 4.6. 



Il sisma però è stato avvertito distintamente in tutto il Nord Italia. Ancora non si hanno notizie di danni, ma sui social è già partito il tam tam. Segnalazioni sono arrivate da Ravenna, Rovigo, Venezia, Modena, Padova, Bologna, perfino da Trieste. Diverse le chiamate ai vigili del fuoco in tutto il Veneto.

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*** Aggiornamento delle 1:27 ***

La magnitudo definitiva è di 4,6


14 gennaio 2019

Prostituta anziana, cliente va dai carabinieri

Di questi tempi, con la crisi che ci attanaglia, sono molte le donne che hanno deciso di dedicarsi al meretricio per riuscire a sbarcare il lunario ma questa ha esagerato. Rifiutata, ha provato a ricattare il cliente per avere almeno 20 euro.


All'appuntamento con la prostituta scopre che è un'anziana, cliente va dai carabinieri

SAN MARTINO DI LUPARI (PADOVA)  - La scappatella con la prostituta del paese non è andata a buon fine e quello che doveva essere un momento di spensieratezza ha rischiato di trasformarsi in un incubo. Prostituta colombiana di 63 anni denunciata per estorsione. Si tratta di G.G.E. con un domicilio fittizio a San Martino di Lupari. Dall'attività investigativa messa in atto dai carabinieri della locale stazione si è scoperto che lo scorso 9 dicembre la donna aveva fissato un appuntamento con un potenziale cliente di 61 anni, italiano residente sempre a San Martino di Lupari.

Doveva essere uno dei tanti incontri occasionali da consumarsi nell'alcova della sudamericana. Quando l'uomo è arrivato sul pianerottolo della prostituta, ha però fatto marcia indietro. Evidentemente pensava di trovarsi di fronte una giovane donna e le sue fantasie sono scemate in pochi secondi. Il gran rifiuto messo in atto dal cliente avrebbe mandato su tutte le furie la donna. Quest'ultima pur di non perdere i soldi della prestazione ha minacciato il malcapitato di raccontare tutto al suo protettore. Per mantenere l'anonimato pretendeva una mancia di 20 euro. Di fronte a queste minacce l'uomo si è allontanato in tutta fretta. Ha trovato poi il coraggio di recarsi in caserma per segnalare la disavventura. I carabinieri dopo aver approfondito la vicenda hanno convocato in caserma G.G.E. e l'hanno denunciata per estorsione.

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13 gennaio 2019

Cesare Battisti catturato in Bolivia: estradizione vicina

L'ex terrorista italiano aveva fatto perdere le sue tracce lo scorso dicembre. È stato catturato a Santa Cruz. Il figlio del presidente Bolsonaro: "Salvini, il regalo sta arrivando". Viminale: "Aereo già in volo. Non escluso il rientro tra oggi e domani"



Cesare Battisti catturato in Bolivia: arrestato da agenti dell'Interpol. Estradizione vicina

SAN PAOLO - Cesare Battisti è stato catturato a Santa Cruz, una città al centro della Bolivia. L'ex terrorista aveva fatto perdere le sue tracce lo scorso dicembre dopo che era stato spiccato nei suoi confronti un ordine di cattura. Ad eseguire l'arresto è stata una squadra speciale dell'Interpol, con agenti boliviani, italiani e brasiliani. Al momento dell'arresto Battisti aveva barba e baffi.

La cattura
Dopo anni di attesa, ecco la svolta. E' arrivata con l'ascesa in Brasile di Bolsonaro, che ha promesso di "restituirlo" a Roma, come "regalo" per il ministro dell'Interno Matteo Salvini. Un team composto da polizia italiana, Criminalpol e Antiterrorismo aveva rafforzato la collaborazione con i colleghi di Brasilia. Ma Battisti era fuggito. E' stato individuato in Bolivia con certezza una settimana fa.

Gli investigatori italiani, hanno riferito fonti del Viminale, dopo aver circoscritto l'area in cui si trovava Battisti hanno iniziato a pedinarlo. Prima di intervenire, però, sono state fatte tutte le attività di comparazione e i riscontri visivi possibili fino a quando si è avuta la ragionevole sicurezza che fosse proprio lui. A quel punto sono stati fatti intervenire i poliziotti boliviani, che lo hanno fermato in strada. Battisti non era armato e non ha opposto resistenza. Ha parlato in portoghese per rispondere alla polizia e ha mostrato un documento brasiliano che confermava la sua identità.

Aereo in volo
Due uomini dell'Antiterrorismo e della Criminalpol sono sul posto.  Un aereo del governo italiano con a bordo anche uomini dell'Aise - l'Agenzia d'intelligence che si occupa dell'estero - e investigatori della Polizia è già decollato per la Bolivia. L'arrivo è previsto per il pomeriggio di oggi, ora italiana, ma, sottolineano fonti governative, non significa che l'aereo ripartirà subito. Vanno ancora espletate alcune procedure e non è ancora stato chiarito se prima di esser estradato in Italia Battisti passerà o meno dal Brasile. Fonti del Viminale, tuttavia, non escludono che Battisti possa rientrare in Italia già tra oggi e domani.

Dopo anni di latitanza, dice Salvini, "la pacchia è finita". Il ministro ha pubblicamente ringraziato anche gli investigatori, a partire da Polizia e Intelligence.
Le reazioni in Brasile

A confermare la notizia, anticipata dalla stampa, è stato Filipe Martins, consigliere speciale del presidente della repubblica Jair Bolsonaro.  "Il terrorista italiano Cesare Battisti è stato arrestato in Bolivia e sarà presto portato in Brasile, da dove verrà probabilmente mandato in Italia, così da poter scontare l'ergastolo secondo la decisione della giustizia italiana", scrive Martins sul suo profilo Twitter.

Il caso Battisti è stato anche al centro della politica brasiliana. Fuggito dalla Francia, Battisti venne graziato dalll'ex presidente Lula nel suo ultimo giorno di mandato.

Il nuovo presidente brasiliano Bolsonaro, entrato in carica a gennaio, già in campagna elettorale aveva manifestato la sua intenzione di estradare Battisti in Italia in uno scambio di battute con il leader della Lega e ministro dell'Interno Matteo Salvini. 

Il deputato federale Eduardo Bolsonaro, figlio del presidente Jair Bolsonaro, ha celebrato su Twitter l'arresto di Cesare Battisti, catturato a Santa Cruz de la Sierra in Bolivia. Scrive: "Ha ucciso un poliziotto, ha ucciso un padre davanti al figlio, ha sparato e lasciato un uomo paralitico, è stato condannato a vita per 4 omicidi e ha fatto parte del gruppo terroristico di sinistra in Italia Pac (proletari armati per il comunismo). Ciao Battisti, la sinistra piange!". E aggiunge: "Matteo Salvini, il 'piccolo regalo' sta arrivando", riferendosi a quanto aveva detto il padre appena eletto: "Il regalo del Brasile all'Italia? Sarà Battisti". 

Chi è Cesare Battisti

Nato nel 1954 a Cisterna di Latina, Battisti è stato condannato a due ergastoli in Italia in contumacia – era evaso dal carcere nel 1981 dopo la condanna a 12 anni in primo grado - per quattro omicidi avvenuti alla fine degli anni settanta: due compiuti materialmente e due in concorso con altri.

La prima volta viene arrestato a 18 anni a Frascati per una rapina, torna in carcere altre volte, per un sequestro di persona e poi per l'aggressione a un sottoufficiale dell'esercito. Nel carcere di Udine conosce Arrigo Cavallina ed entra a far parte dei Pac, il gruppo eversivo Proletari armati per il comunismo, ritenuto responsabile di rapine a banche e supermercati – rivendicate come espropri proletari – e anche di alcuni omicidi.

Battisti è accusato di aver preso parte all'omicidio di Andrea Santoro, maresciallo del carcere di via Spalato e ad altri tre omicidi: quello del gioielliere Pierluigi Torregiani, a Milano, per il quale Battisti è stato condannato come mandante e ideatore, e quello del macellaio Lino Sabbadin a Mestre, per il quale Battisti ha fornito copertura armata. Battisti è accusato di essere anche l'esecutore materiale dell'omicidio di Andrea Campagna, agente della Digos di Milano, ucciso il 19 aprile del 1978.

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12 gennaio 2019

Arriva il gioco per bambini ‘Costruisci il muro’ con Trump

Il giocattolo è in una confezione dove si intravede sullo sfondo, pronto a varcare il confine, un messicano con tanto di sombrero e un ringhiante Donald Trump, con il casco e la cravatta rossa a guidare i lavori.


Usa, arriva il gioco per bambini ‘Costruisci il muro’ con Trump

ROMA – Un centinaio di mattoncini per costruire un muro e un ringhiante Donald Trump con il casco e la cravatta rossa a guidare i lavori. Per Natale, un’azienda americana, la Keep & Bear, ha lanciato una linea di Maga Toys – il nome viene dallo slogan trumpiano ‘Make America great again’ – per ‘indottrinare’ i bambini al pensiero politico del presidente.

Il pezzo forte della linea è appunto un kit in stile Lego che permette ai piccoli costruttori di edificare quel muro per tenere fuori gli immigrati latino-americani, cavallo di battaglia della campagna presidenziale di Trump nel 2016. Il giocattolo è in una confezione dove si intravede sullo sfondo, pronto a varcare il confine, un messicano con tanto di sombrero. È in vendita a 29,95 dollari.

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11 gennaio 2019

Scoperta rivoluzionaria: il cane non è fedele all'uomo

Una ricerca condotta da alcuni studiosi ungheresi, poi pubblicata sulla rivista Animal Cognition, ha rivelato che i cani non sono sempre così fedeli. O meglio, non solo con l'uomo.



Il cane non è fedele all'uomo. "Ama chiunque gli dia del cibo"

Non è vero che i cani sono i migliori amici dell'uomo. Clamorosa scoperta di una ricerca condotta da scienziati ungheresi. L'idea di un legame indissolubile tra animale e padrone è falsa. "Spesso si confonde la familiarità con l'affetto". I nostri amici a quattro zampe scodinzolano anche davanti a delle macchine e possono essere fedeli a un robot: "Basta che qualcuno, o qualcosa, gli dia da mangiare".

Una ricerca condotta da alcuni studiosi ungheresi, poi pubblicata sulla rivista Animal Cognition, ha rivelato che i cani non sono sempre così fedeli. O meglio, non solo con l'uomo. L'esperimento ha visto come protagonista un robot, che si è "spacciato" per un uomo in carne e ossa e ha interagito con l'amico a quattro zampe. Con sorpresa l'animale ha manifestato affetto anche per il sosia meccanico del suo padrone.

A quanto pare, sempre secondo gli scienzati, non sono le nostre sembianze umane ad attrarre l'animale, bensì i comportamenti. Basta che il robot faccia qualcosa che non lo mostri solo come un pezzo meccanico, che gli faccia una carezza, che gli parli con una voce pre-registrata, e il gioco è fatto.

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10 gennaio 2019

Lampioni che illuminano solo quando passano le auto - VIDEO

In Norvegia gli sprechi energetici si combattono anche con innovazioni che riguardano l’illuminazione stradale. Ai bordi di una strada di cinque miglia vicino a Hole, poco distante da Oslo, sono stati installati dei lampioni “auto-oscuranti”, in grado di regolare autonomamente l’intensità dell’illuminazione.




Norvegia, i lampioni illuminano la strada solo quando passano le auto

Illuminazione strade Norvegia - Si tratta di innovativi lampioni, installati in alcune zone della Norvegia, che accendono il 20% delle luci a LED quando in zona non passa nessuno, alzando l'illuminazione al 100% quando, grazie a un sensore collegato, viene rilevato il passaggio di qualcuno in strada, auto, ciclista o pedone che sia.

In Norvegia gli sprechi energetici si combattono anche con innovazioni che riguardano l’illuminazione stradale. Ai bordi di una strada di cinque miglia vicino a Hole, poco distante da Oslo, sono stati installati dei lampioni “auto-oscuranti”, in grado di regolare autonomamente l’intensità dell’illuminazione.

Come mostrato nel video sotto, questi particolari lampioni sono dotati di luci a LED che abbassano la loro potenza al 20% quando su quel tratto stradale non passa nessuno. Ma non appena un’auto, così come un ciclista o un pedone, stanno per arrivare il lampione accende tutti i LED portando l’intensità al 100%, garantendo così la massima illuminazione.

Il funzionamento è reso possibile da un sensore collegato al lampione, con lo stesso che torna a spegnersi da solo una volta che l’auto, il ciclista o il pedone è passato oltre.

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09 gennaio 2019

Checco Zalone bloccato dalla neve ma non al Polo Nord

Una di quelle coincidenze che sembrano impossibili ma invece è tutto vero. Dopo che due giorni fa ho riesumato nei miei social lo spezzone di Quo Vado?, dove Zalone veniva portato nel Circolo Polare Artico e chiamando la mamma citava Roccaraso, per spiegare quanto freddo facesse, due giorni dopo i giornali hanno pubblicato di una sua disavventura dovuta alla neve, proprio nella cittadina aquilana.





Checco Zalone bloccato a Roccaraso dalla nevicata: il siparietto con il sindaco è da applausi

Non è una scena da film, ma il siparietto che Checco Zalone ha improvvisato a Roccaraso con il sindaco Francesco Di Donato è da Oscar. Tanto che è diventato virale in poche ore sul web. Il popolare attore pugliese durante le sue vacanze invernali è rimasto impantanato nella neve con la sua navetta, che lo stava portando sulle piste da sci. Ad intervenire nel tirare fuori il mezzo anche Francesco Di Donato, il sindaco della cittadina, con il quale Zalone si è lasciato andare ad un siparietto irresistibile.

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08 gennaio 2019

Arriva in ospedale con un deodorante nel retto: “Non riesco a toglierlo”

E' successo a Santo Domingo, dove un uomo è stato sottoposto ad un delicato intervento chirurgico, dopo essere arrivato al pronto soccorso con quello strano oggetto ficcato proprio li, in quel ripostiglio inusuale. La colpa del misfatto, sembra sia della moglie dell'uomo.


Arriva in ospedale con un deodorante nel retto: “Non riesco a toglierlo”

E’ stato un intervento lungo e doloroso, quello eseguito nei giorni scorsi al Francisco Moscoso Puello Hospital, ospedale di Santo Domingo, dove un uomo è arrivato con un deodorante per ambienti incastrato nel retto.

La notizia ha fatto il giro del mondo. Come riporta il Mirror, a infilare la bomboletta spray nell’ano dell’uomo era stata la moglie, per assecondare una richiesta del marito. La pratica sessuale però non è andata a buon fine poiché, per togliere quell’oggetto dal retto, è stato necessario l’intervento di un’equipe di chirurghi che hanno lavorato per due ore.

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07 gennaio 2019

Pos gli mangia il bancomat, lui sega il casello

Con l'accusa di minacce e danneggiamento, gli agenti della polizia autostradale, hanno arrestato un 55enne che, complice l'alcol, sabato ha seminato il panico al momento di pagare il pedaggio autostradale.


Il pos gli mangia il bancomat, lui prende la motosega e distrugge il casello autostradale

Con la motosega accesa dopo che il proprio bancomat è stato mangiato dall'apparecchio elettronico per il pagamento del pedaggio, cerca di colpire il casellante protetto all'interno del gabbiotto, poi di distruggere il cancello che conduce agli uffici della Sottosezione della polizia autostradale dell'Aquila Ovest. Con l'accusa di minacce e danneggiamento, gli agenti della polizia autostradale, diretti dal sostituto commissario Alberto Ravanetti, hanno arrestato (ai domiciliari) un 55enne di Campotosto che, complice l'alcol, sabato ha seminato il panico al momento di pagare il pedaggio autostradale.

Alla base della reazione violenta dell'automobilista a quanto pare la mancata restituzione del bancomat rimasto incastrato all'interno dell'apparecchio elettronico apposito. Secondo la ricostruzione fatta dagli agenti e dal casellante, l'automobilista avrebbe aperto il portabagli dell'auto e dopo aver tirato fuori una sega elettrica l'avrebbe accesa, minacciando il casellante. Il 55enne avrebbe anche tentato di danneggiare il gabbiotto. Sono subito arrivati gli agenti che hanno portato l'uomo negli uffici per l'identificazione e le contestazioni del caso. Il fermato però anche all'interno del piazzale antistante gli uffici della polizia ha continuato a dare in escandescenze.Di qui il ricorso alle manette. Gli agenti della Sottosezione al termine hanno sequestrato l'auto e la stessa sega elettrica e ritirato la patente. Oggi l'arrestato dovrà comparire dinanzi il giudice per la convalida.

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06 gennaio 2019

Dopo dieci anni in convento, decide di dedicarsi al porno

Accade a Medellin: Yudi Pineda perde la vocazione a 18 anni, le viene proposto di esibirsi davanti alle web cam per adulti e accetta. Sembra che la crisi nella fede della ragazza sia riconducibile all'innamoramento di lei, nei confronti del suo insegnante di religione.


Colombia, dopo quasi dieci anni in convento, decide di dedicarsi al porno

Aveva 10 anni quando è entrata in un convento per diventare suora. Dopo la maggiore età anni però, Yudi Pineda ha abbandonato il percorso religioso. La crisi nella fede è riconducibile all’innamoramento da parte della ragazza nei confronti del suo insegnante di religione. A quel punto, la decisione di abbandonare il percorso nel monastero. Trova lavoro in una filiale della Nestlé, fino all’incontro con l’imprenditore Juan Bastos che le propone una carriera nel porno.

È l’incredibile storia avvenuta a Medellin, nel nord della Colombia. Oggi Yudi si esibisce davanti alle web cam per adulti. "All’inizio mi sentivo a disagio nel farlo - ammette - ma ora sto bene. Mi sento bene anche quando vado in chiesa. Non manco mai alle preghiere del venerdì, alle riunioni del sabato o alla messa domenicale".

Il suo vecchio parroco ha tentato a più riprese di dissuaderla, senza però ottenere riscontri positivi. Lei definisce il suo lavoro come "artistico", affermando come non ci sia nulla di male in questo. "Mi sentivo molto felice al convento - ha detto - ma poi ho perso la vocazione".

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05 gennaio 2019

Neve nel centro commerciale: "É rischioso addirittura camminare"

"Una rinascita graduale che punta a rianimare Amatrice dopo il terribile terremoto che ha raso al suolo l'intero centro storico, distruggendo non solo vite umane ma moltissime attività commerciali. Grazie all'intervento della Regione Lazio, nella nuova struttura, sono tornare a lavorare molte aziende che avevano perso la loro sede, distrutta da sisma, e che hanno aderito al progetto di delocalizzazione". 


E' quanto riportato con toni trionfalistici dal Messaggero, nell'ottobre 2017, a seguito della riapertura di alcune nuove attività, nel centro commerciale "Il Corso" di Amatrice. Lo stesso di cui la signora Adriana Rossi, che nel centro lavora, ha pubblicato delle foto al limite dell'impraticabilità, a causa della neve finita su corridoi e pianerottoli, protetti solo da alcune traversine di legno che durante una bufera di neve, non sono certo una barriera sufficiente.


"Questa è la situazione di come stiamo lavorando nel centro commerciale Il Corso - scrive la signora -. É rischioso addirittura camminare. Attenzione!". 

Tra i commenti al post c'è anche chi, tra la pioggia di critiche, controcorrente, invita a "lagnarsi di meno", armandosi di pala e pulire il proprio negozio: "Se tutti i negozianti prendono una pala e puliscono davanti il loro negozio, il problema si risolverebbe in poco tempo, senza aspettare le autorità pubbliche e con poca fatica. Purtroppo questa è l'Italia di oggi, buoni solo a lagnarsi".

Al signor Aureliano, però, risponde l'ex sindaco di Roccafluvione Peppe Mariani: "Aureliano, è quello che fanno.. ma siccome questa struttura è costata 2.5 milioni di soldi nostri, credo sia quantomeno giusto far notare la schifezza che hanno realizzato.. il fatto che nevichi e molto ad Amatrice, è normale.. e fare strutture che tengano conto delle caratteristiche climatiche di dove vengono realizzate, credo sia il minimo che si possa fare.. e non offenda dicendo che "siamo buoni solo a lagnarsi".. qui tutti si sono rimboccati le maniche e cercano di tirare avanti.. nonostante le stronzate fatte dalle istituzioni".











04 gennaio 2019

Russia e Danimarca: incidenti nei luoghi delle mie vacanze

Mi hanno colpito particolarmente negli ultimi giorni, due fatti di cronaca dalla Russia e dalla Danimarca, relativi ad altrettanti incidenti, uno con tredici feriti fortunatamente non gravi e l'altro purtroppo con sei morti. Parlo del crollo della passerella pedonale al Gorky Park a Mosca e del terribile incidente sul ponte danese Storebæltsbroen.

Anche in queste due occasioni, come successo già in passato per gli attacchi terroristici a Stoccolma e Berlino, conosco molto bene i luoghi dove si sono verificati gli incidenti per esserci stato in vacanza, in un caso molto recentemente, come il Gorky Park di Mosca che visitato lo scorso agosto, e nell'altro qualche anno fa, nel maggio del 2014, nel trasferimento dall'aeroporto di Billund a Copenhagen, meta della vacanza.




Notte di fine anno drammatica durante la festa a Gorky Park, nel cuore di Mosca. Una passerella pedonale in legno ha ceduto sotto il peso della folla assiepata. Decine di persone sono precipitate al suolo da poco più di due metri. Alcune sono rimaste ferite in modo per fortuna non grave.




Sei persone sono morte in un incidente ferroviario sul ponte del Grande Belt (lo Storebæltsbroen) che collega le isole danesi di Selandia (dove si trova Copenhagen) e Fionia. Il ponte è stato chiuso dopo l'incidente, e le persone evacuate. La causa dell'incidente non è ancora chiara, ma i media danesi suggeriscono che un treno passeggeri in viaggio verso Copenaghen abbia colpito un treno merci che andava nella direzione opposta, anche a causa dei forti venti.


Le mie foto del Gorky Park








 Le mie foto dello Storebæltsbroen







03 gennaio 2019

Lei vuole lasciarlo, lui le mette il guinzaglio: arrestato

Lei non tollerava più la sua gelosia. Quindi ha deciso di lasciarlo. Ha preso le sue cose, il suo cagnolino ed è scesa in strada per attendere un taxi. Poco dopo però la donna è stata aggredita dal suo ex compagno che le ha messo il guinzaglio del cane al collo.


Napoli, mette il guinzaglio da cane alla compagna che vuole lasciarlo: l'ira dei passanti in strada

Lei non tollerava più la sua gelosia. Quindi ha deciso di lasciarlo. Ha preso le sue cose, il suo cagnolino ed è scesa in strada per attendere un taxi. Poco dopo però la donna è stata aggredita dal suo ex compagno che le ha messo il guinzaglio del cane al collo. L'uomo è stato arrestato dalla polizia locale e condannato per direttissima ad un anno e quattro mesi di reclusione (pena sospesa). Il fatto è avvenuto a Napoli, nella centralissima zona di Chiaia.

Quando gli agenti della polizia municipale sono intervenuti la donna era ancora svenuta: l'uomo ha detto che era stato un malore, ma contro di lui i passanti continuavano ad inveire tanto che, proprio per sottrarlo all'ira della folla e scongiurare possibili conseguenze peggiori, è stato necessario allontanarlo dal posto velocemente. Dapprima è stato portato in un vicino locale pubblico, poi negli uffici della polizia locale dove è stato identificato ed arrestato. 

La donna, accompagnata dal 118 all'ospedale Cardarelli di Napoli dove sono stati diagnosticati traumi guaribili in 21 giorni, ha riferito che il suo compagno era geloso e molto spesso reagiva in modo aggressivo. Per questo lei, l'altro giorno, ha deciso di lasciarlo. È scesa in strada con il suo cagnolino e qualche bagaglio. Ma è stata raggiunta dall'uomo che dapprima ha strattonato la donna e successivamente le avrebbe messo il guinzaglio al collo, fino a causarle lo svenimento. L'uomo ha detto che stava tentando di rianimarla. Portato negli uffici della polizia municipale è stato arrestato su disposizione del sostituto procuratore di turno e giudicato subito dopo per direttissima. La condanna inflitta è stata di un anno e quattro mesi, con la sospensione della pena. Il giudice ha anche disposto il divieto di avvicinamento alla vittima. 

L'assessore comunale Alessandra Clemente ha espresso apprezzamento per l'azione della polizia locale, intervenuta «con grande professionalità e tempismo in una drammatica quanto meschina violenza a danno di una donna indifesa». «Il consumarsi in un luogo pubblico delle violenze ha consentito alla polizia Locale di intervenire», ha spiegato. «Un'attività di contrasto in cui il corpo investe grandi professionalità quotidianamente. È importante che tutte le persone in difficoltà conoscano l'esistenza della Stanza dell'Ascolto del corpo della polizia locale, che come amministrazione comunale abbiamo potenziato e dotato delle più moderne tecnologie per un ascolto protetto».​

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02 gennaio 2019

Capodanno fantozziano: lancia un petardo e distrugge la sua auto

In tanti hanno tentato di distinguersi nell'ultima notte dell'anno, ma quello che ha dato fuoco alla sua stessa auto non è raggiungibile. Anche se la notizia è stata poi parzialmente rettificata, perché pare che l'auto gliela abbiano appicciata degli altri fuochisti.


Capodanno fantozziano a Sant’Antimo, lancia un petardo dal balcone e distrugge la sua auto

Un’auto è andata in fiamme durante la notte di San Silvestro a Sant’Antimo. La vettura era in strada in prossimità di una piccola palazzina in una stradina adiacente a via Roma. Le fiamme sarebbero state originate dallo scoppio di una bomba carta lanciata in strada durante i festeggiamenti per l’inizio del nuovo anno. Per fortuna, oltre ai danni alla vettura, non si sono registrati feriti. La faccenda, stando a quanto raccontato da alcuni testimoni, avrebbe assunto contorni tragicomici, visto che il botto sarebbe stato lanciato, erroneamente, da un balcone proprio dal proprietario della vettura poi andata completamente distrutta nell’incendio.

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01 gennaio 2019

Botti di capodanno: trentenne rischia l’asportazione di un testicolo

Botti di Capodanno, decine di feriti in tutta Italia. E' il solito bilancio di guerra che si ripresenta puntuale nel primo giorno dell'anno, nonostante le ordinanze di divieto emesse da moltissime amministrazioni comunali. Se, purtroppo, si può fare poco se qualcuno ti spara contro un fuoco d'artificio, il discorso però è diverso per quelli che non rispettando le più elementari norme di sicurezza, vanno  a recuperare i botti inesplosi, come questo giovane che potrebbe ritrovarsi senza un testicolo.


Botti di capodanno: Taranto, rischia l’asportazione di un testicolo

Le manifestazioni di guerriglia non sono mancate. Ma il bilancio dei feriti per i botti di capodanno, stando alle prime verifiche, è meno peggiore dello scorso anno. Non si può parlare di migliore perché migliore sarebbe solo zero feriti.

Due ustionati a Bari per lesioni profonde, un trentenne di Taranto ferito per avere raccolto un petardo rischia l’asportazione di un testicolo. È esploso nella mano dell’uomo, proprio allaltezza dell’inguine. L’uomo, dapprima ricoverato al “Santissima Annunziata”, è stato trasferito al reparto grandi ustionati del “Perrino” di Brindisi.

Un ordigno ha danneggiato quattro portoni, sempre a Taranto. Cassonetti incendiati (ma anche in altre città).

Un paio di feriti non gravi per i botti a Foggia.

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