31 luglio 2018

Cartone al posto del gesso a Reggio Calabria

Se il primario del pronto soccorso nega tutto o quasi ("Nel reparto di ortopedia dell'ospedale di Reggio Calabria il cartone non è uno strumento di cura né di medicamento"), il sindacato difende l'operato dei colleghi e punta il dito contro le carenze strutturali della sanità calabrese. 


Cartone al posto del gesso a Reggio Calabria, i medici: "Come un ospedale da campo in tempo di guerra"

Se il primario del pronto soccorso nega tutto o quasi, il sindacato difende l'operato dei colleghi e punta il dito contro le carenze strutturali della sanità calabrese. La ministra Grillo manda gli ispettori, la Asl apre un'inchiesta interna

REGGIO CALABRIA - Ispezioni dei Nas, indagini interne, polemiche. A ventiquattro ore dalla diffusione delle immagini che testimoniano come al pronto soccorso del Grande ospedale di Reggio Calabria più di un paziente con fratture o lussazioni sia stato trattato con cartone al posto di stecche o clip, in città è scattata la caccia al responsabile, con inevitabile coda di polemiche e rimpallo di responsabilità.

Nega tutto o quasi il primario del pronto soccorso, Angelo Ianni, secondo il quale ci sarebbe stato solo un caso e il paziente sarebbe arrivato in pronto soccorso "già con la stabilizzazione di cartone e noi non l'abbiamo tolta solo per evitare di perdere tempo e per fare subito una radiografia allo scopo di prevenire eventuali complicazioni. Non abbiamo tolto il cartone per non perdere tempo". E poi - sostiene - "i tutori che si utilizzano sono anch'essi di cartone. Sono solo esteticamente più gradevoli". Ma le foto circolate testimoniano che il cartone è stato utilizzato in almeno quattro casi e i bendaggi che si intravedono - suggerisce un medico - sembrano fin troppo professionali per eventuali medicazioni casalinghe.


Parzialmente diversa da quella fornita da Ianni è la versione del direttore generale, Frank Benedetto. Al termine di una riunione della direzione aziendale, allargata ai responsabili di Pronto soccorso e Ortopedia, Benedetto, cardiologo oggi chiamato a fare il manager del Grande ospedale metropolitano reggino, non solo ha confermato il caso descritto da Ianni, ma - ha fatto sapere con una nota - sono in corso ulteriori approfondimenti su un secondo caso. Si tratta di un'altra paziente "pervenuta in Pronto soccorso il 30 luglio alle 7.11 che viene soccorsa sul luogo dell'incidente dal 118, dove viene applicato un tutore con anima di metallo (non radiotrasparente). Giunta al Pronto soccorso alle 7.11 veniva visitata alle 7.16 in codice verde. Considerata la necessità di sottoporre a indagini radiografiche la paziente, si inviava la stessa in radiologia con immobilizzazione provvisoria di "cartone" e radiotrasparente".

Per Gianluigi Scaffidi del sindacato dei medici Anaoo-Assomed "non è vero che si tratta di un solo caso avvenuto in assenza del primario. I casi accertati sono quattro, almeno quelli di cui abbiamo conferma fotografica. E non è giusto accusare i colleghi di negligenza, quando manca il primario. Non è giusto farli passare per incapaci". Ancora più duro è Carlo Palermo, che dell'Anao-Assomed è segretario nazionale e senza esitazioni punta il dito sulle politiche di contenimento della spesa che lasciano i reparti sguarniti di mezzi e personale. "Come un ospedale da campo in tempo di guerra. Il risparmio elevato a sistema, l'arte di arrangiarsi a pratica terapeutica". Per Palermo, "la Calabria è così diventata un non luogo della sanità pubblica, creato dalla ricerca spasmodica della sicurezza dei conti che ha preso il posto della sicurezza delle cure, dalla supremazia dei numeri che ha occupato lo spazio dei diritti, dall'incapacità delle politiche regionali".

A fare chiarezza, forse, saranno i carabinieri dei Nas spediti questa mattina al Grande ospedale metropolitano dalla ministra Giulia Grillo, per accertare quello che non ha esitato a definire "un episodio di gravità estrema". Per Grillo, "nessuno intende sottovalutare le oggettive difficoltà in cui gli operatori svolgono la loro attività, ma quanto accaduto, se confermato, è frutto di evidenti ed ingiustificabili carenze organizzative". Sulla situazione - ha fatto sapere - attende al più presto una relazione. Ma almeno un po' toccherà aspettare perché l'ispezione di questa mattina - confermano fonti interne all'ospedale - "è durata ore".

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30 luglio 2018

Auto in fiamme a Montecosaro: salvi gli occupanti (FOTO)

Attimi di autentica paura, nel pomeriggio di oggi, per le cinque persone che si trovavano a bordo della Fiat Croma che ha preso fuoco all'altezza del bivio per Montelupone, lungo l'arteria viaria che da Morrovalle conduce a Civitanova Marche. 




L'intervento da parte dei Vigili del Fuoco di Macerata e Civitanova Marche é ancora in corso, poiché le fiamme che si sono propagate dall'auto hanno interessato anche un terreno. L'area é stata comunque messa in sicurezza dagli stessi Vigili del Fuoco e dagli uomini dell'Antincendio Boschivo.

Tanta paura, ma nessuna ferita grave, invece, per i cinque occupanti, che sono stati aiutati ad uscire dall'auto da un passante, il cui intervento si é rivelato provvidenziale. Sul posto, per tutti gli accertamenti del caso, anche i carabinieri. 

Non é dato sapere, almeno per ora, se la macchina ha preso fuoco a seguito di un piccolo incidente o a causa di una avaria.

29 luglio 2018

Video ridicolizza la censura Facebook

A me è successo qualche settimana fa, quando per una foto artistica, vincitrice di un concorso, che ho pubblicato, i signori di Facebook mi hanno bloccato per 24 ore. Era ritratta una mamma con in braccio un bambino di cui si vedeva il culetto nudo. Direi che dopo anni, è ora che sistemino questo cavolo di algoritmo ridicolo che è alla base della censura.



Facebook censura i nudi di Rubens, i musei belgi rispondono con un video provocatorio: "Proteggersi dalla nudità"

Gli algoritmi del social network oscurano unʼopera del pittore perché "spinta", lʼente del turismo delle Fiandre protesta con finti agenti Fbi

Facebook censura un'opera del pittore fiammingo Pieter Paul Rubens perché "troppo spinta" e nelle Fiandre è polemica. Il caso è nato in seguito al "bollino rosso" messo dal social network, tramite i suoi algoritmi, ad un quadro dell'artista, escluso così dalle visualizzazioni sulla piattaforma. In Belgio il fatto ha creato scalpore, l'ente turistico della regione a Nord del Paese ha quindi intrapreso una protesta, anche attraverso un video provocatorio girato all'interno di un museo.

Visit Flanders, l'ufficio turismo delle Fiandre, ha scritto una lettera a Mark Zuckerberg (presidente di Facebook) per chiedere un miglioramento del processo di distinzione tra arte e pornografia; stando alle norme attuali infatti musei e istituzioni non possono pubblicare sul social network le opere dei pittori. Peter De Wilde, amministratore delegato di Visit Flanders, afferma che "oggi non è più possibile promuovere il nostro patrimonio culturale unico sul social network più popolare".

L'ente belga ha inoltre girato un video all'interno della House of Rubens di Anversa, con finti agenti addetti ad allontanare dai dipinti del pittore barocco i visitatori per "proteggere dalla nudità". Facebook si è espresso sul caso spiegando di voler valutare come rivedere "l'approccio sul nudo nella pittura per quanto riguarda la pubblicità sul social", al di là delle regole che attualmente filtrano contenuti per adulti, nudità o altre attività sessualmente provocatorie.

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28 luglio 2018

Paura per una grossa nuvola di fumo nero

MORROVALLE - Una densa nuova di fumo nero è apparsa nel primo pomeriggio, ben visibile in cielo, proveniente dalle campagne e ricordando quanto accaduto alcune settimane fa alla Orim di Piediripa, in molti hanno temuto che a bruciare fosse la vecchia discarica. Fortunatamente non si è trattato della discarica ma, come riportato in questo articolo, ha preso fuoco un container.


Morrovalle, prende fuoco un container: il proprietario finisce in ospedale

Divampato un incendio nella tarda mattinata di oggi in contrada Culmici n.6 a Morrovalle che ha interessato una zona rurale recintata di due moduli abitativi di proprietà del sig. C. A. di 80 anni.

L’incendio ha coinvolto anche due autovetture andate distrutte e cinque contenitori di GPL provocando l’esplosione di uno di essi.

L'80enne è trasportato al nosocomio di Civitanova Marche dal personale del 118 intervenuto sul posto per ustioni ed intossicazione da fumo, mentre sono deceduti due cani.

Sul posto sono intervenuti anche i Carabinieri della stazione di Morrovalle. I Vigili del Fuoco sono riusciti a spegnere il rogo e a mettere in sicurezza la zona.

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27 luglio 2018

Chi sono e dove vanno le donne che cercano “toy boy”

Supponiamo che una donna vada in vacanza in un paese esotico. Facciamo il Kenya. E supponiamo che sulla spiaggia incontri un bel ragazzo del posto. Supponiamo che tra i due succeda qualcosa. Stanno insieme, hanno dei rapporti sessuali e, durante la vacanza, lei lo porta al ristorante o lo fa dormire nel suo resort. Non paga la prestazione sessuale, ma gli fa dei regali, anche in denaro. 

È una storia romantica o è turismo sessuale femminile?



Turismo sessuale femminile, chi sono e dove vanno le donne che cercano “toy boy” all’estero

I paesi più interessati sono quelli del Sudamerica, oltre alla Giamaica e a Capo Verde, ma anche in Kenya. TPI.it ha provato a capirne di più

Supponiamo che una donna vada in vacanza in un paese esotico. Facciamo il Kenya. E supponiamo che sulla spiaggia incontri un bel ragazzo del posto.

Supponiamo che tra i due succeda qualcosa. Stanno insieme, hanno dei rapporti sessuali e, durante la vacanza, lei lo porta al ristorante o lo fa dormire nel suo resort. Non paga la prestazione sessuale, ma gli fa dei regali, anche in denaro.

È una storia romantica o è turismo sessuale femminile?

Per le donne, si tratta di vere e proprie relazioni romantiche. Raramente per loro pagarli rappresenta una forma di prostituzione, almeno secondo la sociologa dell’Università di Leicester  Jacqueline Sanchez Taylor (Dollars are a Girls’ Best Friend? Female Tourists’ Sexual Behaviour in the Caribbean, agosto 2001, Sociology).

Taylor ha intervistato 240 turiste sulle spiagge di Negril, in Giamaica, e a Boca Chica e Sosua in Repubblica Dominicana. Un terzo di loro aveva avuto rapporti sessuali con uomini del posto durante la vacanza e il 60 per cento di loro e riconosceva che nella relazione influivano elementi di “natura economica”.

Nonostante questo, non si sentivano “turiste sessuali”.  Solo il 3 per cento delle 240 intervistate ammetteva che le relazioni erano state “esclusivamente fisiche” e oltre il 50 per cento le definiva “romantiche”.

Il fenomeno
Non esistono dati ufficiali sul turismo sessuale femminile, anche se sono stati condotti in proposito diversi studi, come quello della professoressa di antropologia della University of British Columbia Susan Frohlick, che si concentra sulla Costa Rica.

In un altro studio, i ricercatori dell’Università di Santo Domingo hanno intervistato vari beach boys della Repubblica Dominicana.

Questi hanno raccontato che, se cercano soldi, si avvicinano sulla spiaggia a donne mature (dai 40 in su) o sovrappeso.

Scelgono le turiste meno abbronzate, perché vuol dire che resteranno più tempo, e cominciano a parlare, offrendosi come guide turistiche, istruttori di ballo, o proponendo di fare esperienze di vita tipiche del posto.


Per gli intervistati le donne più facili sono le canadesi francesi, seguite dalle canadesi inglesi. Al terzo posto ci sono le italiane.

Per quanto colorite, queste interviste però ci dicono poco sul fenomeno nel suo complesso.

“Il fenomeno è stato attenzionato da poco, anche per via di una serie di pregiudizi e di limiti nella ricerca sui costumi sessuali delle donne”, spiega a TPI.it è Yasmin Abo Loha, segretario generale dell’associazione Ecpat Italia Onlus, che ha condotto a gennaio 2018 la campagna “Stop sexual turism” e che si occupa di contrasto alla prostituzione minorile.

Su una cosa infatti bisogna essere chiari: se il ragazzo è minorenne, si tratta di pedofilia, un crimine per cui gli italiani possono essere puniti a prescindere dal fatto che lo abbiano commesso all’estero.

“C’è poca attenzione su questo”, dice Abo Loha, “si pensa sempre che la donna, quando si parla di sessualità, eventualmente sia una vittima”.

Questo diventa un limite sia per l’analisi del fenomeno sia per l’intercettazione di chi commette il reato.

“Se c’è un uomo adulto con una bambina o un’adolescente scatta immediatamente l’allarme. Invece se c’è una donna adulta con un ragazzo che potrebbe sembrare maggiorenne, è difficile che qualcuno li fermi, chieda loro i documenti e controlli”, dice Abo Loha.

Nonostante la difficoltà nel reperire i dati, l’associazione Ecpat ha raccolto qualche informazione.

“I paesi più gettonati per le donne sono quelli del Sudamerica, oltre alla Giamaica e a Capo Verde. Negli ultimi anni c’è anche attenzione verso l’Africa, e in particolare verso paesi dove c’è già un flusso turistico, come il Kenya“, spiega Yasmin Abo Loha.

Spariscono da questo elenco i paesi del Sudest asiatico, che sono invece quelli in cui si recano tradizionalmente gli uomini che mettono in atto turismo sessuale con minorenni.

“Nel Sudest asiatico i ragazzi non hanno di certo le caratteristiche fisiche che cerca una donna di una certa età che vuole un’avventura”, spiega Abo Loha. “Sicuramente un sedicenne cambogiano ha caratteristiche fisiche diverse, sembra più un bambino, rispetto a un adolescente brasiliano”.

Ma quali sono le differenze tra turismo sessuale maschile e femminile?

“Non c’è notevole differenza rispetto agli uomini”, sostiene Yasmin Abo Loha. “Le caratteristiche del fenomeno sono identiche, anche in termini numerici: si suppone che la maggior parte siano i ‘clienti occasionali’.”

“La differenza sta nell’approccio”, prosegue. “L’uomo è difficile che si innamori nel corso della vacanza, e tende a cambiare partner ogni sera durante la sua permanenza”.

“La donna invece trova il suo toy boy per tutta la vacanza, ha un approccio più romantico e sentimentale, come se avesse trovato un amore occasionale”, dice Abo Loha. “Sì, si fanno delle promesse, si parla anche della possibilità di farlo venire in Italia, ma questo è un po’ più raro”.

È bene ricordare, comunque, che sul fenomeno rimane comunque l’ombra dello sfruttamento.

“Apparentemente può sembrare che siano i ragazzi stessi che, sulle spiagge, ammiccano e cercano le donne da cui farsi mantenere per un lasso di tempo, ma se sono minorenni si tratta di pedofilia”, spiega Abo Loha.

“Se hanno dai 18 anni in su, invece, non rientra nel fenomeno della prostituzione minorile. Bisognerebbe capire le finalità dell’una e dell’altra parte, ma non è qualcosa di cui ci occupiamo”.

Quando è l’uomo locale ad approfittarsene
Donatella è una donna italiana che vive a Malindi. Si è trasferita in Kenya alla fine del 2000 e ha sposato un uomo masai, che ha conosciuto lì.

Lei e suo marito organizzano Safari ed escursioni in Kenya e in Tanzania (qui la loro pagina Facebook, Donamasai).

Contattata da TPI.it via email, Donatella conferma che nascono spesso delle storie tra uomini o donne del posto e turisti. “Qui capita”, sostiene, “e non poco”.

Donatella offre però una lettura del fenomeno molto diversa.

“Spesso sono storie che iniziano per esclusivo interesse da parte dei ragazzi (e ragazze) locali“, scrive. “Ci sono molte storie che non iniziano per il sesso, ma perché il bianco o la bianca riescono veramente a innamorarsi. E anche il locale che riesce a far credere di aver trovato l’amore della sua vita”.

“Purtroppo spesso dietro questi amori si celano mogli o mariti e anche consapevoli della storia nata tra il compagno o compagna con il bianco o la bianca”, prosegue Donatella. “Sono soldi che comunque arrivano a casa …e ne beneficiano ambedue”.

“La cosa più triste è che spesso ho visto donne e uomini innamorarsi di un locale e arrivare a intestare auto o addirittura case al nuovo amore africano. Risultato? Casa o auto persa dopo poco”.

Le azioni del governo italiano contro il turismo sessuale
L’Italia è uno dei paesi più all’avanguardia per il contrasto al turismo sessuale.

Da vent’anni ha una legge che punisce il turismo sessuale con minori e che è stata presa a modello anche dall’Unione europea e dall’Organizzazione mondiale del turismo.

Il punto cruciale è che questo tipo di reato è punibile in Italia anche se commesso all’estero, come spiega a TPI.it Stefano Landi, presidente di SL&A, che da undici anni si occupa dell’Osservatorio nazionale circa l’applicazione della legge 269/98, per conto dell’Ente Bilaterale Nazionale Del Turismo (Ebnt).

“Molti prendevano questa attività come un passatempo”, dice Stefano Landi, “perché purtroppo in molti paesi la pedofilia o la prostituzione minorile è un fenomeno endemico. Ma in Italia è vietatissima e noi la vietiamo anche agli italiani all’estero”.

“Per questo è obbligatorio che questa informazione sia scritta su tutti i cataloghi dei tour operator”, dice. “Ma dal momento che molta dell’intermediazione turistica ormai si svolge online dobbiamo stare attenti che anche tutte le homepage online riportino l’informazione”.

Ma quali sono i prossimi passi che dovrebbe intraprendere il nuovo governo?

“Il nuovo governo dovrebbe rendersi conto che c’è stato un piano nazionale di contrasto dello sfruttamento sessuale e dell’abuso di minori, ma che quasi nulla è stato fatto”, sottolinea Yasmin Abo Loha.

“In questo piano c’era anche l’obiettivo di replicare una campagna sul turismo sessuale in occasione dei viaggi all’estero”.

“L’Italia è forte nell’azione di cooperazione investigativa, un po’ meno a livello di cooperazione giudiziaria, quindi sicuramente questa va intensificato questo aspetto. Bisogna trovare una formula per far sì che queste persone vengano poi effettivamente condannate. Spesso in Italia non sappiamo chi viene arrestato all’estero per questi reati”.

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26 luglio 2018

Spettacolo a Praga: Moldava invasa dai cigni

Bellissima foto di Praga, con il Ponte Carlo sullo sfondo e una decina di cigni (e molte paperelle) che nuota sul fiume Moldava



25 luglio 2018

Maturità, record di 100 e lode nel meridione

In tutto, i 100 e lode in Italia sono 6.004. In termini di dati assoluti, le Regioni con il più alto numero di lodi sono Puglia (1.066), Campania (860) e Lazio (574).


Maturità, sei studenti su dieci hanno preso più di 70. Record di 100 e lode in Puglia e Campania

Sono disponibili da oggi i primi risultati relativi agli Esami di Stato della scuola secondaria di II grado che emergono dalle rilevazioni effettuate dal Ministero dell’Istruzione. 

Aumentano lievemente studentesse e studenti diplomati con 100 e 100 e lode. Cresce la percentuale dei promossi con una votazione superiore a 70/100: sono il 64,4% rispetto al 62,5% dello scorso anno. 

Nel dettaglio, quest’anno all’Esame è stato ammesso il 96% dei candidati scrutinati. Nel 2017 gli ammessi erano stati il 96,2%. Il 99,6%dei maturandi è stato promosso, contro il 99,5% di un anno fa. 

Lieve aumento per le lodi: sono l’1,3%, un anno fa erano l’1,2%. I 100salgono al 5,7%, rispetto al 5,3% dell’anno scorso. Le ragazze e i ragazzi con un voto fra 91 e 99 sono il 9%, nel 2017 erano all’8,5%. Il 19,6% delle studentesse e degli studenti ha conseguito una votazionetra 81 e 90, rispetto al 18,9% dello scorso anno. In leggero aumento i 71-80: salgono al 28,8% dal 28,6% di un anno fa. 

In diminuzione i punteggi sotto il 70: il 27,8% delle maturande e dei maturandi ha conseguito una votazione tra il 61 e il 70, fascia di voto che nel 2017 era stata conseguita dal 29%. I 60 scendono al 7,8%,rispetto all’8,5% del 2017. 

In tutto, i 100 e lode in Italia sono 6.004. In termini di dati assoluti, le Regioni con il più alto numero di lodi sono Puglia (1.066), Campania (860) e Lazio (574). Guardando al rapporto percentuale tra diplomati con lode e popolazione scolastica territoriale, in Puglia ha conseguito il voto massimo il 3% delle maturande e dei maturandi, in Umbria il 2,2%, nelle Marche il 2,1% (in allegato la tabella completa). 

Le votazioni nei Licei si confermano mediamente più alte: il 2,2% consegue la lode, l’8% ha avuto 100, l’11,4% tra 91 e 99, il 22,9% tra 81 e 90. Nei Tecnici e nei Professionali aumentano i 100 e lode. Nei Licei, a primeggiare tra le votazioni più alte è, ancora una volta, il Classico. 

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24 luglio 2018

Orgia fra anziani: tre infarti

E' una delle bufale più grosse degli ultimi tempi ma ci piace pensare che sia vera, nonostante il sito da cui è presa, infarcito di banner pubblicitari.


Orgia fra 7 anziani. 3 deceduti di infarto, il cuore non ha retto

Tragico episodio accaduto a Bologna nella notte. Dopo aver consumato una notte brava in un appartamento nei pressi di Piazza Verdi, 3 anziani, oltre i 75 anni, sono deceduti per arresto cardiaco.

Il signor Paolo, uno dei partecipanti al gioco e, per fortuna, rimasto ancora in vita, ha detto ai nostri microfoni: “Ogni tanto ci riunivamo con amiche mogli, ovviamente eravamo tutti adulti e vaccinati, non pare quasi il caso di dirlo, la nostra libertà, in materia di amore, è una scelta che abbiamo praticato da molti anni. Inoltre la noia fa brutti scherzi, questi incontri libertini ci permettevano di sfogare le nostre angosce e ripulirci l’anima”.

Poi continua “Ieri sera però qualcosa è andato storto. Avevamo invitato una giovane e bella signora, interessata ai nostri incontri, e, durante la performance, Ezio, Erminio e Giacomo non si sono sentiti bene. Così si sono fermati, credendo fosse un colpo di stanchezza, poi hanno accusato dolori lancinanti al petto, ho allora temuto per il peggio. Siamo tutti cardiopatici, il nostro medico ci ha sempre detto di non fare sforzi prolungati e di non mettere a dura il prova il nostro cuore, ma non credevamo fosse possibile una cosa così”.

A parlare, anche il medico giunto sul luogo dell’accaduto in ambulanza: “La scena che mi son trovato di fronte aveva qualcosa di comico, pur essendo una scena di morte. C’era questa stanza addobbata a festa, con quadri sull’amore libero e giornali di lotta ’68ina, un ambiente surreale. E lì, al centro della camera, campeggiavano i tre corpi nudi degli anziani deceduti. I corpi non mostravano ferite, né segni di lotta, impossibile quindi pensare a un omicidio. Anche l’autopsia ha confermato la versione del signor Paolo: i tre sono morti per arresto cardiaco”. In città c’è enorme scompiglio, qualcuno sui social ha scritto: “Però, che morte felice”, ricordiamo, comunque, che si tratta di un fatto tragico.

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23 luglio 2018

Ubriaco a cavallo: fermato e denunciato

Alcuni automobilisti lo hanno visto procedere a zig-zag sulla strada. Quando la polizia lo ha raggiunto, era stato appena disarcionato dal cavallo. Positivo all'alcoltest è stato denunciato e multato per guida in stato di ebbrezza. Per l'uomo è scattata anche la sospensione della patente.


Ivrea, ubriaco a cavallo: denunciato per guida in stato di ebbrezza

Per lʼuomo, risultato positivo allʼalcoltest, è scattata anche la sospensione della patente

Ubriaco a cavallo, denunciato dalla polizia. E' successo a Ivrea (Torino), dove un 45enne, residente in città, è stato fermato dagli agenti nel quartiere San Bernardo. Alcuni automobilisti lo hanno visto procedere a zig-zag sulla strada. Quando la polizia lo ha raggiunto, era stato appena disarcionato dal cavallo. Positivo all'alcoltest è stato denunciato e multato per guida in stato di ebbrezza. Per l'uomo è scattata anche la sospensione della patente.

Diversi automobilisti hanno notato il cavallo in mezzo alla strada, molto vicino alle auto di passaggio, con sopra l'uomo che, alla vista dei lampeggianti blu della polizia, è caduto a terra. Gli agenti lo hanno quindi accompagnato in commissariato. Il cavallo invece è stato affidato a un amico, residente poco distante, che lo ha riportato al maneggio. Fortunatamente l'animale, una volta fatto cadere il cavaliere, non è scappato ma è rimasto vicino all'uomo, che ora dovrà rispondere di guida in stato di ebbrezza e attendere il parere della prefettura sul ritiro della patente.

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22 luglio 2018

Scimmia spara col mitra: sfiorata la strage

Immagini incredibili ed esilaranti, quelle che girano da qualche tempo sul web, di questa simpatica scimmietta che dopo aver ricevuto un mitra da un giovane combattente, lo imbraccia e comincia a sparare, tra il fuggi fuggi generale.




21 luglio 2018

Roma, scritte omofobe sullo scontrino

La coppia era andata per passare una serata tranquilla e hanno ordinato dei primi, chiedendo di sostituire del pecorino con del parmigiano. Alla fine della cena, quando è arrivato lo scontrino, hanno trovato scritto: NO Pecorino, SI Frocio.


Roma, ristorante offende coppia gay: sullo scontrino scritte omofobe. E il cameriere viene licenziato

E il portavoce del Gay Center, Fabrizio Marrazzo, chiede alla sindaca Raggi la revoca della licenza al locale. Il Campidoglio: "Episodio gravissimo"

Erano andati a cenare in un ristorante ma, al momento del conto, è arrivata l'amara sorpresa per una giovane coppia gay. E' accaduto lo scorso giovedì quando un ragazzo romano omosessuale di 21 anni, e il suo fidanzato, sono andati alla Locanda Rigatoni, in via Domenico Fontana, vicino Piazza San Giovanni, per cenare.

La coppia era andata per passare una serata tranquilla e hanno ordinato dei primi, chiedendo di sostituire del pecorino con del parmigiano. Alla fine della cena, quando è arrivato lo scontrino, hanno trovato scritto sullo scontrino: Pecorino NO, Froc..- SI


 "I ragazzi hanno fanno notare al cameriere che tale scritta non era divertente - ha raccontato Fabrizio Marrazzo responsabile Gay Help Line e portavoce Gay Center - ma il cameriere, ridendo, ha riferito che sarebbe stato un errore del computer, continuandoli a prendere in giro. Il ragazzo ha poi fatto notare che quello "scherzo" è per loro offensivo, dicendo: “Guarda nessuno sta ridendo, sei una persona infantile, nessuno si è mai permesso di trattarmi in questo modo nella mia vita”.

A quel punto, l'intervento della proprietaria, che secondo quanto riferito al Gay Center ha minimizzato, a sua volta parlando di problema del computer. "Solo dopo 30 minuti di discussione la titolare, senza mai chiedere scusa, ha dichiarato che non gli avrebbe fatto pagare il conto - si legge nella nota del Gay Center -. Come se non bastasse il cameriere è tornato lamentandosi con i ragazzi, che per colpa loro ha fatto una brutta figura con gli altri clienti". I ragazzi, in seguito all'evento, hanno contattato il sito Lgbt "Bitchyf" e il numero verde del Gay Center che ha offerto il supporto legale

 "Quanto accaduto al ristorante "Locanda Rigatoni" è un fatto molto grave - ha dichiarato Marrazzo - purtroppo ogni anno riceviamo oltre 20.000 contatti al nostro servizio, per episodi di omofobia, e molti di questi episodi sono visti come divertenti dagli aggressori anche in casi di violenza. Quanto accaduto non ha nulla di divertente. Non è accettabile che una coppia gay non possa andare in un ristorante nel centro della Capitale senza venire offesa e rovinarsi la serata. Richiediamo alla Sindaca Raggi di revocare la licenza al ristorante e valutare anche le sanzioni da adottare. I ristoranti sono dei locali con licenza pubblica e pertanto azioni discriminatorie non possono essere consentite. Inoltre, invitiamo sin da subito tutti i cittadini e turisti a boicottare tale ristorante."

Carfagna: "Con l'intolleranza non si gioca mai". "L'omofobia non è uno scherzo. E con l'intolleranza non si gioca mai", ha scritto su Twitter Mara Carfagna, vice presidente della Camera, commentando l'episodio avvenuto a San Giovanni.

Campidoglio. Episodio gravissimo, faremo verifiche. "Gravissimo l'episodio di omofobia denunciato da Gay Center, che ha raccolto la testimonianza di due clienti di un ristorante in zona San Giovanni. Condanniamo apertamente ogni forma di discriminazione e scherno lesive di dignità e libertà personali. Episodi simili offendono tutta la città. Saranno avviate in ogni caso le opportune verifiche, anche a seguito dell'eventuale denuncia". Lo dichiarano in una nota congiunta Carlo Cafarotti, assessore allo Sviluppo Economico, Turismo e Lavoro di Roma Capitale e Flavia Marzano, assessore alla Roma Semplice.

Prestipino (PD): "Serve punizione esemplare". Mi auguro che la sindaca Raggi intervenga al più presto con una punizione esemplare nei confronti del ristorante in cui giovedì scorso due ragazzi gay sono stati offesi da un dipendete del locale". Lo scrive in una nota Patrizia Prestipino, deputata del Partito Democratico. "Il comportamento del dipendente della Locanda Rigatoni e quello dei gestori che hanno tentato di minimizzare l'accaduto con delle giustificazioni puerili, sono una vergogna, un'offesa per la Capitale e per tutti i cittadini romani - prosegue Prestipino - Quello che stupisce è l'impunità di certi individui nel compiere azioni spregevoli come quella accaduta giovedì scorso e che, senza adeguate attenzioni e sanzioni, rischiano di passare in secondo piano. Per questo - conclude Prestipino - auspico una punizione severa per i colpevoli di un gesto così disgustoso dalla chiara matrice omofoba, se non altro per le mancate scuse da parte dei protagonisti di questa vicenda indegna".

Alla fine il licenziamento e le scuse. "Siamo molto dispiaciuti per quanto è accaduto, questa mattina il cameriere è stato subito licenziato . È quanto ha detto la proprietaria della "Locanda Rigatoni" oggi in merito alla vicenda.  "Non siamo un locale di persone omofobe - ha ribadito la proprietaria, che ha fornito sul proprio intervento una versione diversa da quella raccontata dalle vittime dell'episodio - mi spiace che questo episodio debba infangare il nostro nome". Secondo anche quanto raccontato dai colleghi, il giovane cameriere, poco più che ventenne, lavorava saltuariamente in quel locale, solo nei giorni con più prenotazioni. "Giovedì 19 luglio è accaduto un fatto grave - si legge in una nota diramata dai gestori - Nel nostro locale, un cameriere ha compiuto un atto inqualificabile nei confronti di due clienti, stampando sulla comanda un insulto omofobo, da cui tutta la direzione e il personale della Locanda Rigatoni prende le più decise e convinte distanze". La direttrice assicura di avere immediatamente condannato l'atto e di essersi scusata con i clienti, "inorridita dal fatto incriminato come e se più possibile più di loro". Il cameriere è stato licenziato "non rappresentando in alcun modo la filosofia e lo stile" dell'esercizio".

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20 luglio 2018

Smarrisce lo zainetto, percorre 10 km contromano in A14 per trovarlo

Ha percorso contromano in moto la carreggiata nord dell'A14 tra Porto San Giorgio e Porto Sant'Elpidio, sia nella parte scoperta sia nella galleria San Giorgio, poco oltre il casello di Fermo-Porto San Giorgio. 


Gli uomini del polizia autostradale hanno scongiurato possibili incidenti, bloccando il centauro, un 53enne che si è giustificato dicendo avere dimenticato lo zainetto in una piazzola non precisata e di avere invertito la marcia in carreggiata per andare a recuperarlo. La Polstrada gli ha fatto di nuovo invertire la marcia per raggiungere regolarmente la prima piazzola di sosta, dove è scattata la sanzione della revoca della patente e del fermo del motociclo.

(Immagine di repertorio)

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19 luglio 2018

Il deejay si scusa per il volume eccessivo

Giovani sposi alternativi decidono di sposarsi alle 6 di mattina e la festa che ne è seguita, probabilmente ha disturbato qualcuno che a quell'ora aveva di meglio da fare che ascoltare della musica ad alto volume.


Dove si è tenuto l'after hour non è specificato, probabilmente nelle campagne di Montecosaro, ma la cosa curiosa (e un po' paracula) è data dal post pubblicato su uno dei gruppi Facebook del paese, dove il dj si scusa per per il casino.

"Sono il dj dell’after di sabato sera - scrive l'uomo - Mi scuso con tutti per i volumi forse un po’ eccessivi. Purtroppo il matrimonio era stato fissato per le 6.00 del mattino e si sa l’amore è cieco ma anche un po’ sordo".

Evidentemente quelli che hanno commentato non sono stati raggiunti dai decibel mattutini, visto che tra quanti hanno risposto, è stato un coro unanime di auguri e felicitazioni per questo matrimonio al di fuori dell'ordinario e quindi, per una volta, tutti d'accordo, felici e contenti.

18 luglio 2018

Schiuma in mare e odore di gas a Civitanova - VIDEO

L'odore di gas sul lungomare nord di Civitanova è una cosa che c'è sempre stata ma il fenomeno si presenta prevalentemente al largo e non sulla spiaggia, come accaduto oggi.


Questa mattina, infatti, sono stati in molti a denunciare quell'odore inconfondibile e qualcuno ha persino filmato il punto (o uno dei punti) in cui questa sostanza usciva dalla sabbia emettendo delle evidenti bolle, con cui veniva in superficie.

Chissà, magari troviamo qualche giacimento importante e diventiamo tutti sceicchi o peggio, si tratta di un vulcano sotterraneo che sta per esplodere. Aspettiamo di vedere cosa dicono gli esperti, prontamente giunti sul posto.

17 luglio 2018

Gesto sconsiderato di un uomo

Il fatto è avvenuto questa mattina poco prima delle 8:30, quando i molti automobilisti che si sono trovati a passare sopra il ponte della superstrada, a Montecosaro, precisamente nel tratto tra le due rotonde, hanno assistito ad una scena che poteva avere un finale drammatico.


Non si sa per quale motivo, ma per osservare i lavori che si stavano svolgendo nel terreno sottostante, un uomo sui 55/60 anni, aveva scavalcato il guard rail posizionandosi pericolosamente sul bordo della sede stradale mentre un'altra persona che era con lui, restava in tutta sicurezza dalla parte interna.

Probabilmente si sentiva più che sicuro per fare una sciocchezza del genere ma passando distrattamente in auto, si poteva pensare a qualche tentativo di compiere un gesto sconsiderato.




16 luglio 2018

Getta cane in mare con pietra al collo

Una storia incredibile accaduta nel Trapanese, dove un uomo ha legato una pietra al collo del proprio cane e l'ha lanciato in mare. I bagnanti hanno assistito alla scena, chiamato i vigili, e dal microchip si è risaliti al proprietario che è stato immediatamente denunciato. 


Getta cane in mare con pietra al collo. Ma l’animale si libera e si salva

È accaduto nel Trapanese, i bagnanti hanno assistito alla scena e hanno chiamato i vigili. Dal microchip si è risaliti al proprietario, immediatamente denunciato. 

Ha gettato il suo cane in mare con una grossa pietra al collo perché voleva convincerlo a fare il bagno. È accaduto a Lido Valderice, nel Trapanese. Il povero animale è riuscito a liberarsi dal collare e a raggiungere riva, dove è stato subito soccorso dai bagnanti che, assistendo alla scena, avevano già allertato le forze dell’ordine. Grazie al microchip, si è scoperto che il cane è una femmina e si chiama Mia. Il proprietario, subito identificato dagli agenti della Polizia Municipale, è stato denunciato per il reato di maltrattamento di animali ed il cane, dopo una visita veterinaria nel corso della quale sono state riscontrate alcune ferite alle zampe e al collo, sottoposto a sequestro penale.

«Lo portiamo in tribunale»
Il Nucleo Operativo Italiano Tutela Animali, che si è fatto carico della questione, con un post su Facebook ha annunciato l’intenzione di denunciare il responsabile del gesto e di portare avanti la vicenda in tribunale. Nell’immagine postata dall’associazione si vede bene il sasso legato alla corda utilizzato per costringere l’animale a stare in acqua. Della vicenda, fa sapere il Noita, si sta occupando direttamente anche il sindaco di Lido Valderice, Francesco Stabile. Il primo cittadino incontrerà lunedì il presidente di Noita, Enrico Rizzi, e insieme concorderanno le azioni da portare avanti. «Abbiamo già annunciato una denuncia nei confronti del proprietario - confermano dall'associazione - per seguire l’intero processo, costituirci parte civile ed ottenere la confisca del cane».

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15 luglio 2018

Sgominata gang di truffatori

Leggendo questa notizia mi è tornata in mente Stoccolma, quando, a passeggio per le viuzze di Gamla Stan (la città vecchia) ho incontrato una banda di truffatori, con il loro tavolinetto, intenti a fregare le persone che ancora non conoscevano il loro operato. Mi sono messo un po' dietro, osservando i loro movimenti ed ho riconosciuto immediatamente i complici, indispensabili per portare a termine la truffa. Senza badare a loro, commentavo con il mio amico, tutte le dinamiche della truffa, indicando quali erano i complici e ad un certo punto, quello che muoveva le tazzine, con spiccato accento nordico mi ha detto: "non rompe 'o cazz". Si trattava di italiani.


Rimini, pallinari in manette. I vigili ne arrestano 6 per truffa

Durante le indagini arruolato dalla municipale anche un mago professionista per studiare tutti i 'trucchi'

Rimini, 14 luglio 2018 - I vigili l'hanno ribattezzata 'operazione Gioca jouer'. Ma non è stato un gioco, per loro, trarre in arresto 6 truffatori del gioco delle tre campanelle (detto anche dei pallinari). Per riuscire a bloccarli e a mettergli le manette, gli agenti della polizia municipale di Rimini li hanno pedinati per giorni e giorni, in borghese. Filmandoli, studiandoli, avvalendosi anche dell'aiuto di un mago professionista che - nominato ausiliario della polizia - ha svelato tutti i trucchi usati dai pallinari 

Ieri sera l'indagine si è conclusa con l’arresto per truffa di 6 persone, tutte romene. Verso le 21.30 i vigili in borghese si sono appostati in piazza Marvelli, nel cuore di Marina centro, e si sono mescolati tra i passanti. Poi, quando due turisti, una coppia di trentenni austriaci, hanno puntato cento euro per tentare la sorte, sono intervenuti bloccando l'uomo che faceva il gioco delle tre campanellle. Gli agenti hanno accertato come la pallina, dopo la puntata degli ignari giocatori, di fatto veniva fraudolentemente tolta da sotto la campanella, assicurando così agli organizzatori del gioco una vincita sicura ed illecita a scapito dei malcapitati.

“Con l’operazione di ieri sera compiamo un salto di qualità nel contrasto ai pallinari – commenta l’assessore Jamil Sadegholvaad – Avevamo annunciato la volontà di mettere in campo ogni strategia possibile per provare a limitare quella che a tutti gli effetti è una vera truffa ai danni dei cittadini e dei turisti meno informati e oggi otteniamo un primo importante risultato".

Oggi è stato convalidato dal giudice Raffaella Ceccarelli l'arresto dei sei romeni, che hanno chiesto i termini a difesa. Venerdì prossimo ci sarà l'udienza: fino ad allora tre avranno l'obbligo di firma, e altri tre il divieto di dimora in Emilia Romagna e Marche. 

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14 luglio 2018

Pedofilo 45enne ammazzato

Una delle notizie che ha fatto più discutere oggi. Un pedofilo 45enne, che nel 2011 fu condannato a 11 anni e 6 mesi, ha ricevuto un permesso premio. Ma premio per cosa, esattamente?


Pedofilo 45enne esce dal carcere in permesso e viene ammazzato: la sua vittima si era suicidata

Condannato per pedofilia e fuori dal carcere per un permesso premio da pochi giorni, l'ex pastore Giuseppe Matarazzo è stato ucciso ieri sera in contrada Selva a Frasso Telesino (Benevento), nella casa dove abitava.

La vittima fu arrestata dai carabinieri nel 2009 con l'accusa di violenza sessuale nei confronti di una quindicenne del posto che dopo qualche tempo si tolse la vita impiccandosi. Matarazzo nel dicembre 2011 fu condannato a 11 anni e 6 mesi dalla Corte di Appello di Napoli. Gli investigatori indagano senza escludere alcuna pista.

Secondo una prima ricostruzione dei carabinieri qualcuno ha esploso alcuni colpi di pistola contro Matarazzo, che non ha avuto scampo. L'omicidio è avvenuto in serata. Sono in corso i rilievi per cercare eventuali tracce lasciate dall'assassino. Il pastore era finito in carcere il 4 marzo del 2009: secondo l'accusa Matarazzo aveva approfittato dello stato di vulnerabilità della minorenne che aveva un'infatuazione per lui. Due anni dopo, la condanna che l'uomo stava scontando. La notizia dell'assassinio si è diffusa rapidamente nel piccolo comune sannita. Il luogo del delitto si trova a qualche chilometro dal centro abitato.

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13 luglio 2018

Polemiche ai mondiali Under 20 sulla sedicenne etiope

Vincitrice del bronzo sui 5 mila metri, durante i mondiali Under 20 in Finlandia, l'etiope Girmawit Gebrzihair è finita nel mirino della Rete e degli appassionati della disciplina durante. Il perché è presto detto: a voi sembra, anche se sofferente, il viso di una sedicenne?



Atletica, polemiche ai mondiali Under 20: dubbi sull’età dell’atleta etiope che dimostra più anni

La 16enne Girmawit Gebrzihair ha vinto la medaglia di bronzo nei 5 mila metri a Tampere, ma sul web tanti contestano la sua età

Dichiara di avere 16 anni, ma l’accusano di aver mentito per partecipare ai Mondiali di atletica leggera Under 20. L'etiope Girmawit Gebrzihair è finita nel mirino della Rete e degli appassionati della disciplina durante i Campionati che si svolgono in questi giorni a Tampere. La polemica è scoppiata dopo che la sportiva ha vinto la medaglia di bronzo nei 5 mila metri femminili, classificandosi alle spalle della keniana Beatrice Chebet e della connazionale Ejgayehu Taye. 

Un tweet innesca la protesta
Il primo a mettere in discussione i 16 anni di Girmawit è stato lo spagnolo Oscar Husillos, specialista nei 400 metri e arrivato quinto agli ultimi campionati mondiali di atletica leggera che si sono disputati nel 2017 a Londra. L'atleta iberico ha postato su Twitter una foto di Girmawit in cui la sportiva appare molto più grande dei colleghi che hanno partecipato ai Mondiali giovanili: «I suoi figli e i nipoti sono in tribuna a guardarla mentre corre i Mondiali under 20», scrive ironicamente Hussilos nel tweet che accompagna l'immagine. 


La bufera mediatica
Immediatamente il tweet dell'atleta spagnolo è stato ripostato da tanti appassionati che mettono in discussione l'età di Girmawit e chiedono accertamenti. Sulla carta d'identità, convalidata dall'Associazione Internazionale delle Federazioni di Atletica Leggera (IAAF), si legge che Girmawit Gebrzihair è nato il 21 novembre 2001. La stessa organizzazione internazionale segue dal 2017 le prestazioni di Girmawit Gebrzihair che l'anno scorso ha percorso i 10 chilometri di una gara ad Addis Abeba in 32 minuti e 33 secondi mentre a maggio, sempre in Etiopia, ha segnato il suo miglior tempo nei 3 mila metri in 9 minuti e 28 secondi.

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12 luglio 2018

Niente più riprese di tifose attraenti negli stadi

Dopo averci tolto le "ombrelline" dalla MotoGp, ecco arrivare una nuova censura incomprensibile, questa volta sul calcio: spariranno dalle riprese televisive tutte le belle ragazze: questi scienziati dicono che sia sessismo.


Fifa, stop alle riprese delle tifose attraenti durante il Mondiale

Intervento della federazione internazionale perché i casi di sessismo sono stati più frequenti di quelli di razzismo

La Fifa ha deciso di richiedere alle emittenti e alle troupe televisive di diminuire le riprese delle tifose durante le partite del Mondiale in Russia in quanto considerate di carattere sessista. Lo ha dichiarato il capo del dipartimento per la responsabilità sociale Fifa Federico Addiechi, secondo quanto riportato dall’agenzia Ap. Lo stesso Addiechi ha fatto notare che durante il Mondiale in corso di svolgimento i casi di sessismo sono stati più frequenti di quelli di razzismo.

MOLESTIE — In particolare sono stati registrati una trentina di casi di molestie nei confronti delle croniste televisive. Il funzionario Fifa ha aggiunto che la decisione è una "normale evoluzione", facendo notare che rispetto al precedente Mondiale, le riprese delle partite sono migliorate significativamente. Addiechi ha poi ricordato che la Fifa era già intervenuta nel lavoro delle emittenti televisive in passato ma solo in "casi individuali e piuttosto evidenti".

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11 luglio 2018

L'incredibile video del salvataggio in Thailandia

Thailandia, lo spettacolare video delle operazioni di salvataggio in grotta realizzato dai Navy Seal


https://youtu.be/5LoOwWM0x-0


I Navy Seal thailandesi hanno pubblicato un video che mostra l’intera operazione di salvataggio dei 12 ragazzi e del loro allenatore intrappolati in una grotta allagata, un calvario di 17 giorni che ha tenuto il mondo incollato alla tv. Gli ultimi membri del gruppo sono stati tratti in salvo martedì 10 luglio.

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10 luglio 2018

Nonnina chiama il 113 per una rapina, poi confessa: “Sono sola, aiutatemi”

Una triste storia di solitudine, quella di questa nonnina di 93 anni, quasi coetanea della famosa Peppina di Fiastra, nelle Marche, che abbiamo conosciuto per un'altra brutta vicenda, legata al terremoto. A differenza di Peppina, circondata dall'affetto dei familiari e virtualmente di tutta l'Italia, questa signora napoletana però non ha nessuno vicino a lei e ieri mattina, sentendosi sola e abbandonata, ha chiamato la polizia fingendo una rapina.


Napoli. Anziana di 93 anni chiama il 113 per una rapina, poi confessa: “Sono sola, aiutatemi”

ROMA – Nonna Ester, una anziana signora di Napoli, vive sola e da un mese non esce di casa: a 93 anni avrebbe un disperato bisogno di aiuto ma i soldi per una badante non ce l’ha. Ieri mattina alle 9, senza nemmeno aver preso un caffè, solitudine e sconforto devono aver preso il sopravvento, ha preso il telefono e ha chiamato il 113: “Presto, venite in via Centauro, sono stata rapinata e legata, sono sola”.

Di gran fretta una pattuglia di agenti è giunta sul posto. La signora si era preparata come per una delle sue rarissime uscite, il vestito in ordine, la borsa elegante. Con gli agenti accorsi ha provato a recitare ancora, ma delle banconote bene in vista sul tavolo del salottino l’hanno tradita. Perché i ladri non le hanno prese? Allora è scoppiata in lacrime e raccontato la verità.

Si sentiva sola e abbandonata, voleva un po’ di compagnia, prendere un po’ d’aria, evadere un momento dalla sua prigionia casalinga. Agli agenti, si è spezzato il cuore. Rientrato l’allarme, i poliziotti si sono concessi il tempo necessario per accontentare l’anziana signora. Cornetto e caffè freddo al bar sotto casa, poi una visita in chiesa. Mentre la signora scioglieva il suo rosario, gli agenti hanno fatto quattro chiacchiere con il parroco. Una donna la accudirà, da domani sarà un po’ meno sola.

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