30 aprile 2017

Hacker viola account Isis

I signori terroristi credo che non abbiano apprezzato più di tanto lo scherzo di quell'hacker burlone e guarda caso l'hanno minacciato di morte. Che strano.. ha solo messo qualche foto di gay all'interno dei loro profili social. Loro che sono così tolleranti con il sesso omosessuale.


L’hacker che viola i profili Isis riempendoli di foto porno gay

Il suo nome si chiama WauchalaGhost e la sua storia la racconta la Cnn

Lui si chiama WauchalaGhost e fa l’hacker. Ha riempito oltre 200 account Twitter di persone affiliate all’ISIS con immagini pornografiche gay.

Come? WauchalaGhost ha rimpiazzato le foto pro ISIS con immagini LGBT. L’Isis, a sua volta, lo ha minacciato di morte. La sua storia la racconta la Cnn.

«Inizialmente io e il mio gruppo abbiamo iniziato a invadere i loro account con le immagini legate al porno e all’orgoglio gay solo per trollarli: abbiamo pensato che mettere immagini di nudo potesse offenderli», ha raccontato l’hacker alla Cnn.

L’hacker afferma che ci vogliono solo 60 secondi per rompere un account e la maggiorparte degli utenti pro ISIS hanno le competenze tecniche di un bambino di 10 anni.

“Daesh [ISIS] ha diffuso e lodato l’attacco di Orlando, quindi ho pensato di difendere coloro che hanno perso la vita.  Voglio sottolineare una cosa: non stiamo usando pornografia per offendere i musulmani, non è questo il nostro scopo. Le nostre azioni sono dirette a estremisti jihadisti. Molti ragazzi del nostro [gruppo di hacker] sono musulmani e rispettiamo tutte le religioni”

ISIS ha utilizzato da sempre le piattaforme di social media come Twitter come strumento di propaganda e di reclutamento. Twitter ha anche intrapreso azioni varie per disattivare oltre 125.000 account che promuovevano l’estremismo.

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29 aprile 2017

Le consegnano una mulatta, la rimanda indietro

Ci sono una romena, un marocchino, un'italiana e un malese... Sembra l'inizio si una barzelletta ma quello che è successo è tragicamente tutto vero: l'italiana compra per 20mila euro una bambina dalla romena, che prima l'aveva abbandonata in ospedale, invenduta, e poi è andata a riprenderla. La piccola è stata concepita con un malese e a fare da tramite un mediatore culturale marocchino. 

Cose da pazzi!



Neonata venduta a 20mila euro, poi rifiutata perché mulatta

Fermate la madre naturale e l’acquirente

Ventimila euro per comprare una bambina partorita da un’altra donna. Ma poi alla mamma acquirente la neonata non era piaciuta perché di pelle mulatta e così l’aveva restituita. L’incredibile storia é stata scoperta dalla squadra mobile di Latina, che ha rintracciato la bimba, nel frattempo finita al padre naturale. Arrestati la donna italiana di 35 anni che ha pagato per diventare madre, la mamma naturale - una romena di 25 - e l’intermediario marocchino. Tutti e tre sono stati posti ai domiciliari. 

Durante la gestazione della madre naturale la donna aveva indossato una pancia finta acquistata online per simulare la gravidanza. La neonata é stata consegnata poco dopo la nascita in cambio della somma pattuita di 20 mila euro, ma é stata rifiutata in quanto mulatta: il padre naturale é infatti del Mali. L’acquirente avrebbe avuto troppa difficoltà a giustificare la sua nascita con la pelle di quel colore. La polizia il 15 marzo scorso, dopo una rapida indagine, ha rintracciato la bambina in un appartamento a Roma, a Tor Vergata. Stava bene, il giovane africano se ne era preso cura, ed è stata subito affidata ad una casa-famiglia. 

In manette è finita l’aspirante madre, Francesca Zorzo, sposata con un uomo detenuto per traffico di droga e già madre di un bambino; Nicoleta Tanase, romena di 25 anni, e Youssef Berrazzuk, 48 anni, marocchino residente a Latina, il mediatore. Tutto é nato da una segnalazione di un funzionario di stato civile del Comune di Latina al quale Zorzo, accompagnata dalla madre, si era rivolta per il riconoscimento di una bambina partorita in casa. All’appuntamento per la registrazione all’ anagrafe però la donna non si era mai presentata, ogni volta con scuse diverse. Così l’impiegato, insospettito, ha avvertito la Procura e in due giorni la polizia ha ritrovato la bambina. 

La madre naturale era andata all’ospedale di Anzio, a sud di Roma, per partorire, aveva lasciato lì la bambina ed era tornata due giorni dopo per riconoscerla e riprenderla, accompagnata da Berrazzuk, che diceva di essere il padre. I medici, sospettosi, hanno convinto la donna a non farla riconoscere dall’uomo. Quando gli investigatori sono riusciti a contattare Zorzo, la donna ha spiegato che non aveva idea di dove fosse la piccola. Gli investigatori sono riusciti prima a rintracciare l’intermediario e poi, grazie alle informazioni fornite dall’ospedale di Nettuno, ad avere il nome della madre naturale e dopo diverse perquisizioni andate a vuoto l’hanno trovata in un quartiere popolare di Anzio abitato per lo più da immigrati. Ma la neonata non c’era. La situazione di degrado in cui la ragazza viveva ha fatto inizialmente temere il peggio. Poi è stata la stessa ragazza romena a decidere di collaborare rivelando il nome del padre naturale a cui la bambina era stata affidata. Ai tre arrestati, tutti ai domiciliari, sono contestati i reati di alterazione di stato civile e quelli relativi alla normativa sull’adozione, che puniscono chi aliena, acquista o fa opera di mediazione in danno di un minore. 

«Sono sempre più all’ordine del giorno fatti che riportano all’aberrante tratta degli esseri umani - dice Emmanuele Di Leo, del Comitato Difendiamo i Nostri Figli, promotore del Family day e presidente della Steadfast Onlus -. Come accade in Nigeria nel fenomeno delle Baby Fabric (luoghi dove le donne vengono violentate e costrette a partorire a pagamento, ndr) -. Ora anche in Italia s’iniziano ad utilizzare metodologie simili».  

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28 aprile 2017

Il nuovo sindaco di Civitanova

Elezioni Civitanova - Uno sguardo ai sondaggi

Nel principale gruppo social cittadino era presente da diversi giorni e fino a questa mattina, un post tramite il quale si aveva la possibilità di esprimere la propria intenzione di voto per le prossime elezioni comunali.



Consapevole come l'attendibilità non sia proprio ad altissimi livelli, ma elezioni francesi a parte i vari Pagnoncelli & c. di recente non hanno certo brillato per i loro risultati, sono comunque andato a controllare la situazione odierna.

Dalle intenzioni di voto espresse fino a questo momento, risulta un testa a testa tra il candidato di Vince Civitanova, Fabrizio Ciarapica, e quello della lista "Civitanova il nostro futuro", Stefano Massimiliano Ghio, rispettivamente al 32,33% e 33,53%. Il Movimento 5 Stelle con Stefano Mei come candidati, si attesta al 16,31%, molto al di sotto delle percentuali nazionali dove è oramai il primo partito. Seguono nell'ordine il sindaco uscente Tommaso Corvatta con il 10,57%, Dimitri Papiri con il 5,44% e Giovanna Capodarca Agostinelli con il 2,11%

Un in bocca al lupo a tutti e che vinca il più onesto.





27 aprile 2017

Attentato sventato da animali selvatici

I tanto vituperati cinghiali per una volta sono stati utili a qualcosa che non sia una tagliatella. Sembra infatti che un branco di questi animali selvatici abbiano attaccato un gruppo di terroristi pronti a colpire e ne abbiamo uccisi 3 e feriti 5.


Tre militanti dell'Isis uccisi dai cinghiali in Iraq

Si erano nascosti in un canneto per tendere un'imboscata alle milizie locali anti-Isis tra le montagne di Hamrin, a circa 90 chilometri da Kirkuk. L'agguato di un gruppo di militanti dello Stato Islamico in Iraq è però fallito a causa della carica di un branco di cinghiali selvatici, che li ha travolti e ha ucciso tre di loro. Altri cinque sarebbero rimasti feriti. 

A dare la notizia è Sheik Anwar al-Assi, capo di una delle brigate tribali dell'area, uomini rifugiatisi in montagna dopo la conquista della limitrofa città di Hawija da parte dell'Isis, avvenuta tre anni fa. Al-Assi ha spiegato al Times che "probabilmente i loro movimenti hanno disturbato un branco dei cinghiali che abitano in quell'area, così come nei campi di mais vicini. L'area è piena di canneti, che sono ottimi per nascondersi". Secondo Alsumaria News, i jihadisti si sarebbero poi vendicati sui suini ma non è chiaro in che modo.

Negli ultimi mesi l'Isis ha ripreso l'iniziativa nell'area di Kirkuk in quanto il governo centrale, nonostante i ripetuti appelli delle autorità locali, sta concentrando tutte le sue forze per strappare ai terroristi la roccaforte di Mosul. I miliziani dello Stato Islamico hanno insanguinato la zona con ripetute esecuzioni di civili accusati di collaborare con le forze di sicurezza o di sfollati in fuga verso i campi per i rifugiati.

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26 aprile 2017

Il referendum di Alitalia

Questa mattina a Radio24 hanno fatto meglio i conti e i miliardi di soldi pubblici bruciati in Alitalia sono diventati 12, molti di più di quei 7,4 di cui tutti parlano.

7,4 miliardi sono quelli che Mediobanca ha classificato come perdite di Alitalia pubblica fino al 2007, diciamo che ce sono altri 7 quasi, tra i 3 miliardi del fallimento e gli aiuti dati con una cassa integrazione generosissima, costata 1,4 miliardi, di 7 anni ad 8mila esuberi del 2008 e gli oneri che hanno pagato tutti i passeggeri con la maggiorazione del biglietto e i mancati introiti iva. Non sono solo 7, come dicevano tutti in questi giorni, ma siamo oltre i 12.
Ieri ho letto un articolo molto duro sulla situazione della compagnia aerea e sui sindacati che pubblico di seguito.


I privilegi e il massacro

"I lavoratori di Alitalia che hanno votato no e i sindacati che hanno indetto il referendum-scommessa sul destino della compagnia hanno deciso di suicidarsi. A questo punto, così sia"

Milano, 25 aprile 2017 - I lavoratori di Alitalia che hanno votato no e i sindacati che hanno indetto il referendum-scommessa sul destino della compagnia hanno deciso di suicidarsi. A questo punto, così sia. Si proceda al commissariamento e alla liquidazione dell’azienda. Senza che lo Stato (e, dunque, tutti noi) ci metta un solo euro per il salvataggio estremo di un’impresa che, per decisione dei suoi stessi dipendenti, non merita di essere salvata. Per chi conosce un po’ della storia della compagnia, una volta di bandiera, non poteva finire diversamente.

Salvata da se stessa in decine di occasioni, Alitalia è stata e rimane l’azienda dei privilegi corporativi di tutti i suoi lavoratori: stipendi d’oro e regole senza pari come per nessun altro competitor, vantaggi e benefit a go go, ammortizzatori infiniti con indennità all’80 per cento dello stipendio effettivo. Niente di paragonabile si è visto mai per nessun altro gruppo italiano e per nessuna altra categoria di lavoratori.

Eppure, nonostante tutto questo ben di Dio di tutela sindacale e di welfare pubblico, è stato talmente forte il riflesso corporativo del privilegio storico che anche di fronte al baratro del possibile fallimento i lavoratori in massa hanno votato no. Con la presunzione di chi pensa che alla fine, come nelle occasioni precedenti, tutto finirà a posto. Ma questa volta non può finire a posto, come se niente fosse accaduto. E gli stessi vertici di Cgil, Cisl eUil dovrebbero trarne più di una conseguenza. In altri referendum, come quello di Pomigliano e Mirafiori, lavoratori sicuramente meno garantiti e autoreferenziali hanno fatto ben altre scelte.

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25 aprile 2017

La pista ciclabile, questa sconosciuta

Ho fatto una piccola raccolta dei tanti distratti, per non usare termini più appropriati che però potrebbero risultare offensivi, che si fanno le loro belle passeggiate sulla pista ciclabile, senza essere muniti della cosa fondamentale: il ciclo.


Magari non tutti possono essere stati all'estero ed aver visto come si usano le piste ciclabili nelle capitali del nord Europa ma quando ti scampanellano di continuo persone che devono passare, ti verrà il dubbio che sei nel posto sbagliato?

Non mi rassegnerò mai all'ignoranza!

24 aprile 2017

Il filmato dei topi dell'Arco sul Mare

La presenza dei topi era più che nota ma con un filmato così quasi gli vuoi bene. Viva Topolin! 



Civitanova: la zona è derattizzata ma i topi non lo sanno

Oltre al pericoloso spuntone in ferro del Lido Cluana di cui abbiamo scritto ieri, proseguendo qualche metro più avanti, alla base sinistra del famoso Arco sul Mare, c'è una colonia di topi che non si è riuscita ancora a debellare e che potenzialmente è ancora più pericolosa.

All'inizio si era data la colpa di tale nutrita presenza di ratti all'abbattimento dei locali dell'ex fiera, che avendogli distrutto "la casa", ne aveva liberata una discreta quantità in giro per la zona. Si era detto che il fenomeno sarebbe stato temporaneo ma da quella demolizione sono passati già quasi cinque mesi ed una derattizzazione.

Ieri pomeriggio passando da quelle parti, dietro all'isola ecologia (attualmente spostata), siamo stati accolti da un'abbondante deiezione canina e un grosso topo a poca distanza che appena ci ha visto è corso a rifugiarsi dentro una delle tante tane scavate nel terreno.

Ci siamo accostati alle recinzioni che delimitano quella piccola porzione di prato dietro all'isola ecologica e di topi ne abbiamo visti e filmati diversi. Ricordiamo che nelle vicinanze c'è una scuola materna, ci sono un paio di ristoranti, nel prato ci sono dei giochi per i bambini e soprattutto che domani ci sarà la festa per le celebrazioni del 25 Aprile e l'inaugurazione ufficiale dell'Arco sul Mare.

Bisogna dire che il livello di educazione di qualcuno è davvero sconcertante e contribuisce attivamente anche al fenomeno. Oltre infatti alla popò di cane non raccolta, qualcuno ha pensato bene di foraggiare i roditori lasciandogli un paio di sacchetti della spazzatura a pochi centimetri dalle tane, con i cassonetti che si trovano poco distante, e a quanto sembra i roditori hanno anche gradito, dato che i sacchetti sono stati aperti ed il contenuto in parte fuoriuscito.

Speriamo vivamente che si intervenga al più presto in maniera radicale e si riesca a debellare definitivamente la presenza di topi da quella zona.




 

23 aprile 2017

L'incomprensibile a giustizia italiana

La giustizia che spesso si dimostra incapace di punire violenti e criminali, si è dimostrata invece spietata con un ottantenne ladro di biciclette, tenuto in carcere nonostante l'età e il motivo che lo portava a rubare di natura patologica. E' incredibile come possano succedere queste cose e poi ci sono i soliti noti che continuano a rubare indisturbati dentro le case senza che nessuno possa impedirglielo in nessun modo. 

Si chiamava Francesco Cameriere e viveva a Roma, nel quartiere Prati. Avrebbe compiuto 80 anni il prossimo agosto. Si fosse chiamato Adrian o Muhammad non sarebbe andata a finire così. E' una vergogna!


80ENNE ITALIANO CADE IN CARCERE E MUORE, DETENUTO PER FURTO DI BICICLETTE

Un 80enne italiano, detenuto nel carcere romano di Regina Coeli per il vizio di rubare bici, è morto in seguito a una caduta all’interno del penitenziario. L’anziano, conosciuto come ‘Il ladro di biciclette’, è stato portato ieri all’ospedale San Camillo dove è morto questa mattina. Lo rende noto il Segretario generale aggiunto Cisl Fns, Massimo Costantino, che da tempo denuncia le condizioni di sovraffollamento del carcere trasteverino dove sono reclusi 909 detenuti rispetto ai 622 previsti. Grazie ai migranti.

“Era un cleptomane, rubava le biciclette ma non per necessità – riferisce Costantino -. E’ assurdo che una persona di 80 anni stia in carcere per reati del genere“.
Per la Fns Cisl Lazio occorrono “misure diverse per detenuti che hanno una certa età che, compatibilmente alla gravità del reato, dovrebbero espletare la loro pena in altre strutture e certo non penitenziarie”

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22 aprile 2017

I brani di Lucio Battisti saranno preso online

Con la liquidazione della società che detiene i diritti delle canzoni, finisce il potere di veto della vedova che ha ostacolato in tutti i modi la diffusione delle canzoni di Battisti, e termina la guerra con Mogol. Tanti brani celebri torneranno finalmente ad essere suonati.


Vivendi costringe gli eredi Battisti e Mogol a vendere i diritti delle loro canzoni

Senza un accordo comune, su istanza di Universal-Ricordi, la società Acqua Azzurra, fondata dagli autori nel 1969 è in liquidazione e quindi dovrà vendere al miglior offerente i diritti di canzoni come Emozioni o Mi ritorni in mente

MILANO - Il titolo potrebbe essere “Eppur mi sono scordato di te,” dato che i diritti di alcune delle canzoni più conosciute della musica italiana degli anni Sessanta, quelle di Lucio Battisti e Mogol, sono in cerca di un compratore e la società che li possiede, Acqua Azzurra srl, è in liquidazione. I soci dopo una serie di litigi, incapaci di prendere una decisione unanime, hanno deciso di mettere in liquidazione la Acqua Azzurra, che era stata fondata dai due autori nel 1969.

A non voler continuare nell’avventura è la Universal che controlla la Ricordi, che a sua volta fa capo alla Vivendi di Vincent Bollorè e che ha una quota del 35% della società padrona dei diritti di brani come “Mi ritorni in mente”, “Emozioni”, “Pensieri e parole”, “La canzone del sole” e “Il mio canto libero". Gli altri soci sono con il 56% Aquilone srl (detenuta pariteticamente dalla vedova di Lucio Battisti, Grazia Letizia Veronese e dal figlio Luca) e al 9% L’altra Metà srl (controllata all'89% da Mogol, all’anagrafe Giulio Rapetti, al 10% da Alfredo Rapetti e all'1% da Carolina Rapetti). La vendita non vuol dire che gli eredi di Lucio Battisti e Mogol non continueranno a ricevere una percentuale dagli incassi derivanti dallo sfruttamento delle canzoni. Per legge e per contratto, infatti, è previsto che chiunque comprerà il catalogo continuerà a versare loro quanto dovuto.

In occasione del cda del 10 gennaio scorso infatti, secondo quanto risulta a Radiocor, i consiglieri hanno preso atto che la casa discografica "ha dichiarato di non essere favorevole" alla proroga della società in occasione dell'assemblea del 21 dicembre 2016, quando non è stata "raggiunta la maggioranza richiesta per l'adozione delle modifiche statutarie, necessaria per prorogare il termine della durata della società", come si legge dal verbale del cda. La messa in liquidazione della società, con la nomina di due liquidatori, è stata decisa nelle assemblee del 9 e 14 marzo scorsi. In quella occasione è stato deliberato di "porre in essere le attività ritenute utili e/o necessarie per il miglior realizzo dell'intero catalogo editoriale". La richiesta ai liquidatori è quella di promuovere "la vendita in blocco” entro il dicembre 2017 onde evitare di svalutarne il prezzo di realizzo vendendo canzone per canzone. Acqua Azzurra ha chiuso il bilancio 2015 con un valore della produzione di quasi 800mila euro e utili per 510mila euro (circa 780mila euro e 536mila euro nel 2014).

Questa non è la prima volta che i soci della società in liquidazione non sono in perfetta sintonia. Nel luglio del 2016 c'era stata la sentenza di primo grado della causa promossa da Mogol contro la società

e la vedova di Lucio Battisti ai quali chiedeva 8 milioni di euro. Il tribunale di Milano ha parzialmente accolto le richieste di Mogol, condannando Acqua Azzurra a pagare all'autore 2 milioni e 651mila euro. Quella decisione è stata impugnata e si aspetta la sentenza di appello.

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21 aprile 2017

Fare l'amore con Siri e Cortana

Avendo un telefono di legno non ho mai usato l'assistente vocale ma sembra che molti di quelli che lo fanno, restino rapiti dalle loro voci e spesso abbiano addirittura fantasie erotiche. Maiali!



Intelligenza artificiale, un utente su quattro ha fantasie sessuali sull'assistente vocale

Intelligenza artificiale e impulso sessuale reale sembra essere la fantasia del terzo millennio. La ricerca “Speak easy” realizzata dall’agenzia pubblicitaria statunitense J.Walter Thompson ha rivelato dati sorprendenti. Lo studio, nato con la volontà di indagare il rapporto tra utente e assistente vocale, è stato condotto in Gran Bretagna su un campione di poco più di mille possessori di smartphone (maggiorenni) e su cento proprietari di Echo, lo speaker Amazon. L’indagine, però, non specifica quanti siano gli uomini e le donne intervistati. Il primo risultato rilevante è che il 90% dichiara di usare questa funzione e che un terzo spera sinceramente che, in futuro, l’assistente vocale possa essere in grado di anticipare richieste e necessità o, addirittura, prendere iniziative.

Ma il rapporto con le funzioni che danno voce all’intelligenza artificiale non si ferma qui: il 60% degli intervistati sostiene: «Se gli assistenti fossero in grado di capirmi esattamente e rispondermi come farebbe un umano li userei sempre». Poi c’è chi va oltre: il 37% ama così tanto la voce del comando vocale da desiderare fosse reale. Il 26% conferma, poi, di aver avuto fantasie sessuali su di loro. Echo, Alexa e Siri, dunque, si fanno spazio tra i sogni erotici di un utente su quattro. Una faccenda privata, insomma. Talmente privata che il 22% rivela che usare la funzione in pubblico li fa sentire stupidi, meglio nell’abitacolo della propria auto o, comunque, lontani da orecchie indiscrete.

Impossibile non pensare ad “Her” in cui il protagonista Theodore si innamora di Samantha, un sistema operativo basato sull’intelligenza artificiale e dal tono di voce seducente. Un rapporto sul filo del virtuale che scatena, però, eventi e sensazioni reali. E dal film alla vita vera è un battito di ciglia: soltanto pochi mesi fa, Terry Wise, Vice Presidente di Worldwide Partner Ecosystem di Amazon Web Services Inc., aveva raccontato come 250mila persone avessero chiesto in sposa Alexa. Finché batteria non ci separi. 


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20 aprile 2017

Spari a Parigi. Morti due poliziotti

Proprio oggi avevo sentito al telegiornale che in vista delle elezioni di domenica prossima erano previsti attentanti e puntualmente si sono verificati.


Parigi, spari sugli Champs Elysees. Due poliziotti uccisi

Morto anche uno degli assalitori, mentre un altro sarebbe nascosto in un garage. Azione a colpi di kalashnikov, indaga l'antiterrorismo

Parigi, 20 aprile 2017 - Torna il terrore nel cuore di Parigi a due giorni dalle elezioni in Francia. Intorno alle 21.10 sono stati esplosi colpi d'arma da fuoco lungo gli Champes Elysees. La prefettura cittadina ha lanciato un allerta su Twitter, chiedendo di non recarsi nella zona e ha chiuso il viale al traffico. Il bilancio è tragico: un agente di polizia è morto subito nella sparatoria - pare a colpi di kalashnikov - mentre un altro è rimasto ferito gravemente alla testa e si è spento dopo un'ora in ospedale.

Il killer è stato ucciso, mentre un altro assalitore si sarebbe dato alla fuga e secondo alcuni testimoni sarebbe riuscito a nascondersi - ovviamente armato - in un garage del centro. L'attentatore ucciso - prima dell'attacco di stasera - aveva scritto sul sistema di scambio di messaggi Telegram di voler uccidere degli agenti di polizia. Lo riferisce la rete Bfmtv che poco prima aveva riferito che era conosciuto agli 007 del Dgse, i servizi segreti francesi e della polizia. Telegram è stata più volte impiegata dai terroristi di Isis come sistema di comunicazione. 

Impressionante lo spiegamento di forze di polizia nel centro della Ville lumiere.

La tensione è alle stelle, tutti pensano al terrorismo ma le fonti ufficiali sono caute. Di certo c'è che le indagini sull'assalto sono stati affidate alla procura antiterrorismo: è quanto riferiscono le autorità francesi. In realtà in queste ore le informazioni si rincorrono e spesso sono contraddittorie: la sparatoria potrebbe essere stata causata da un tentativo di rapina armata.

La polizia parla di altri spari che si sono uditi nelle vie vicine agli Champs-Elysees, il celebre viale di Parigi che attraversa il cuore della capitale dall'Arco di Trionfo a place de la Concorde

Un'evacuazione è in corso sugli Champs-Elysées, elicotteri volteggiano sulla zona, la polizia chiede attraverso i media a tutti i parigini di evitare la zona. I social impazziscono e già parlano di un atto terroristico. Il presidente Hollande, il premier Cazeneuve si sono riuniti all'Eliseo per decidere il da farsi. La tensione è alle stelle in tutto il Paese.

Non più tardi di due giorni fa gli 007 francesi avevano avvertito i candidati alle elezioni dell'alta probabilità di attentati. 

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19 aprile 2017

Remutanda

Del calcio non mi frega niente e anzi, credo che debba essere abolito, ma quando si tratta di cazzate, potete sempre contare su di me. 

Barcellona eliminato e Juventus ai quarti di Champion's League. 

La Remuntada fallita diventa la Remutanda 

18 aprile 2017

Magrebini minorenni devastano un treno

Sedili divelti, vetri in frantumi, mani addosso alle ragazze, vomito nei bagni, alcol, droga, minacce a chi osava protestare ed ovviamente senza biglietto. Il tutto all'interno di un treno, facilissimo da fermare dovunque si volesse e prendere almeno le generalità di tutti.

Sapete quanti ne hanno fermati? Quattro.


Treno ostaggio di 60 vandali minorenni: viaggio da incubo sul regionale Savona-Torino

La domenica di Pasqua una sessantina di ragazzi, tra cui diversi nordafricani, è salita a Finale Ligure e ha creato il caos tra grida e presunte molestie. Il convoglio è stato costretto a fermarsi per un’ora e mezza dopo l’intervento dei carabinieri

Sedili divelti, vetri in frantumi, mani addosso alle ragazze, vomito nei bagni. Tanto alcol e tanta droga. E poi, quelle minacce rivolte a chi osava protestare: «Oltre che marocchino sono anche disturbato, faccia la brava signora». È durato quasi sei ore l’incubo dei 300 passeggeri che la domenica di Pasqua, nel pomeriggio, di ritorno dal mare, viaggiavano sul treno 10138 Ventimiglia-Torino, partito dalla cittadina ligure alle 15.30 e arrivato a Porta Nuova con oltre 90 minuti di ritardo.

Con loro, a occupare un intero vagone, l’ottavo, quello che chiude il convoglio, un gruppo di sessanta ragazzi, tra cui molti minorenni di origine nordafricana, tutti senza biglietto. La posizione di quattro di loro, fermati a Porta Nuova, è ora al vaglio dell’autorità giudiziaria. Si tratta di un maggiorenne italiano e di tre ragazzi di 15 e 16 anni originari del Marocco.

Identificati quattro ragazzi

I giovani sono saliti sul treno alle stazioni di Finale Ligure e Alassio. Dopo le prime molestie il convoglio si ferma per un’ora e trenta a Cengio, sosta necessaria per identificare gli autori di due presunte violenze sessuali. Quindi una seconda fermata, più breve, a Carmagnola, dopo che i vandali avevano tirato per gioco il freno a mano. Adesso, per fare luce sull’accaduto, indagano la Polfer e due procure, quella di Torino e quella per i minori, sempre del capoluogo piemontese. Partecipano all’inchiesta anche la polizia postale e i commissariati delle questure di Torino e Cuneo: i vandali, almeno alcuni di loro, potrebbero essere volti già noti alle forze dell’ordine

A Finale Ligure

Tutto sarebbe cominciato con un passaparola su Facebook. L’appello è nato da pochi adolescenti, torinesi di origine magrebina, che hanno lanciato l’idea di trascorrere la giornata di Pasqua al mare. Si conoscevano in dieci e si sono trovati in sessanta. Hanno occupato l’ultimo vagone del treno. Musica alta, schiamazzi e atti di inciviltà vari — dalla gara di rutti al vomito nei bagni — hanno cominciato a esasperare gli altri passeggeri. La situazione è degenerata quando due ragazzi hanno avvisato il capotreno: «Stanno violentando due ragazze». La segnalazione è stata girata al 112 da una coppia di anziani. Il treno si è fermato a Cengio, dove sono intervenuti i carabinieri.

Fino a Torino


Qui il convoglio è rimasto bloccato per un’ora e mezza. Le due presunte vittime sono state portate via, ma in caserma hanno dichiarato che non ci sarebbe stata alcuna violenza. Tutti i membri del gruppo sono stati invece identificati. Quell’operazione, che è costata un’attesa che è parsa infinita ai passeggeri già provati dal caldo e dalla paura, potrebbe rivelarsi, nelle prossime ore, fondamentale per incastrare i responsabili dei danneggiamenti.

Il capotreno ha chiesto ai giovani senza biglietto di scendere. Nessuno ha obbedito. Ma per tutta risposta con un martelletto hanno spaccato vetri, i sedili sono stati divelti e le fodere buttate fuori dai finestrini. Poi, a Carmagnola, a pochi chilometri da Torino, i vandali hanno azionato il freno a mano, provocando la seconda fermata. Quando il regionale è arrivato, intorno alle 21, a Porta Nuova, sui binari c’erano gli agenti della Polfer, che hanno fermato quattro persone. Gli altri ragazzini sono riusciti a fuggire correndo all’impazzata sui binari e mandando in tilt per altri venti minuti la circolazione ferroviaria.

Il gruppo è fuggito, ma ha lasciato dietro di se molte tracce. A partire da Facebook. E le telecamere della stazione potrebbero aver immortalato diversi volti. Infine ci sono i testimoni. «Chi è interessato a fornire elementi può contattare il compartimento della polizia ferroviaria» è l’appello di Silvia Burdese, dirigente della Polfer.

[Video]

17 aprile 2017

Civitanova caput mundi

Dopo le molte presenze iniziate già da venerdì, proseguite sabato e continuate domenica, la giornata di ieri ha visto una quantità di persone incredibile in città, come riporta Picchionews. Tante persone in spiaggia e tantissime sul lungomare, proprio una giornata da incorniciare.



Civitanova invasa dai turisti per la Pasquetta - FOTO GALLERY

La giornata di oggi ha rispettato pienamente il copione della perfetta Pasquetta: traffico per arrivare, afflusso record e traffico per tornare.

Nonostante la nottata che ha visto la città sotto una pioggia che a tratti è stata molto intesta ed una vera e propria tempesta di fulmini, fin dalla mattina Civitanova è stata letteralmente presa d'assedio dai turisti. Come era facile prevedere, moltissimi sono venuti dai paesi dell'interno che con la nuova superstrada, hanno sensibilmente accorciato i tempi di percorrenza fino a Civitanova.

E' anche vero però che con l'afflusso record di oggi, in tarda mattinata e nelle prime ore del pomeriggio, qualcuno ha iniziato ad incontrare la fila a Montecosaro e raggiungere la costa è stata quasi un'Odissea. La tanto declamata ora di macchina per arrivare da Foligno a Civitanova si è tragicamente infranta contro una fila interminabile di macchine.

Per il resto, una volta riusciti ad arrivare, è stato tutto come da copione: bar e ristoranti

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16 aprile 2017

Sicurezza o discriminazione?

L'altro ieri è circolata la notizia di una ragazza islamica che all'aeroporto di Ciampino ha rifiutato di togliere il velo durante i controlli e secondo la procedura, non è stata fatta passare ed è rimasta a terra. 

Posso capire le sue rimostranze se è vero come ha detto che a due suore non è stato chiesto di toglierlo, ma per il clima che si respira in questi periodi, preferisco passare da razzista che rischiare di saltare in aria prendendo un Ryanair dall'aeroporto Pastine, da cui, tra l'altro, ho già volato parecchie volte.

A giustificazione degli addetti ai controlli, c'è però il fatto che a lei ha suonato il metal detector e quindi la richiesta di controllare sotto il velo era più che plausibile.


Ciampino, le impongono di togliere il velo. Lei si rifiuta: "Ditelo alle suore"

Duro scontro all'aeroporto romano. Una islamica fermata perché indossava il velo. Si è rifiutata di toglierlo e ha denunciato: "Sono stata discriminata"

Scontro all'aeroporto di Ciampino. Le forze dell'ordine, che presidiano lo scalo, chiedono a una islamica di togliersi il velo. Ma lei si rifiuta e, dopo aver postato su Facebook il video del botta e risposta, denuncia: "Sono stata discriminata". Accusa che è stata respinta dall'aeroporto: "Quanto accaduto riguarda solo ed esclusivamente il rispetto delle procedure di sicurezza".

Aghnia Adzkia è indonesiana ma studia alla Goldsmith University di Londra. Ed è proprio nella capitale inglese che si stava dirigendo, quando all'aeroporto di Ciampino è stata fermata ai controlli di sicurezza. Lo scontro che ne è venuto fuori è stato filmato e postato su Facebook. Nel filmato si sente chiaramente un'addetta ai controlli dello scalo romano spiegare pacatamente in inglese che era opportuno che si togliesse il velo islamico: "Potresti nascondere qualcosa sotto il velo. Se non lo togli non possiamo sapere se c’è qualcosa dentro. Non sei sicura per noi". Ovviamente non le è stato chiesto di farlo davanti a tutti, ma è stata invitata in una stanza privata con un addetta donna.

Aghnia Adzkia non ha voluto sentire ragioni. "A due suore non è stato chiesto di togliere il velo", ha tuonato contro l'addetta alla sicurezza dell'aeroporto di Ciampino. Quindi, si è rifiutata e non si è imbarcata sull'aereo diretto a Londra. La ragazza è partita l'indomani con un altro volo da Fiumicino, ma ha denunciato su Facebook l'accaduto accusando l'Italia di discriminazione. Ma la realtà è un'altra. Come spiegato anche dallo scalo romano, infatti, la passeggera, attraversando il portale di sicurezza, ha fatto scattare un segnale di allarme proprio "nella zona del capo" e così le è stato chiesto di togliere il velo. "I nostri addetti - fanno sapere dall'aeroporto - le hanno chiesto di raggiungere una sala riservata, dove effettuare in modo discreto il controllo della testa e del copricapo, così come rigidamente previsto da leggi europee e nazionali, la cui finalità è garantire la sicurezza e la civile convivenza". Ad Aghnia Adzikia è stato mostrato il "Programma nazionale di sicurezza", tradotto pure in inglese.

Aghnia Adzkia non ha, quindi, voluto rispettare elementari prescrizioni di sicurezza che vengono adottate nell’interesse della sicurezza di tutti i viaggiatori. "Siamo davvero spiacenti per la giovane", concludono i vertici dello scalo ribadendo che "una deroga sarebbe stata impossibile ed anche contraria alle più elementari regole di sicurezza".

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15 aprile 2017

Vigili via, abusivi al lavoro

C'è una foto nell'articolo di Picchionews di oggi che parla degli abusivi a Civitanova che è strepitosa. Mostra i vigili che staccano dal turno ed un signore con merce illegale che va a prendere il loro posto ed inizia a lavorare. Questo è il cambio della guardia in salsa civitanovese, altro che Buckingham Palace!


Sabato Santo di grandi affari per i venditori abusivi a Civitanova

Nonostante l'argomento sia tritro e ritritro, ne parliamo ancora una volta perché oggi gli abusivi, in questo Sabato Santo, hanno fatto il record di incassi. Giubbini, borse e scarpe sono andati letteralmente a ruba nel giorno che precede la Pasqua. Molti di essi saranno pure di religione islamica ma oggi di sicuro, guardando i portafogli gonfi a fine mercato, avranno ringraziato la festività cristiana.

Due vigili urbani hanno stazionato per quasi tutta la mattinata nell'incrocio tra Corso Dalmazia e Vicolo Marte e in quella decina di metri in effetti il marciapiede era sgombro dalla mercanzia, ma nel resto del centro c'era una frenesia incredibile tra abusivi che si spostavano, acquirenti a caccia di venditori e viceversa. Negli ultimi periodi, oltre alle viette interne, va per la maggiore anche Via Lido, parallela di Corso Dalmazia, dove stamattina c'è stato un commercio fiorente con giovani coppie che cercavano la scarpa da tennis o il giubbino per i propri figli o ragazze che si accaparravano delle originali borse tarocche sborsando diverse decine di euro.

Purtroppo la gente pensa che sia normale comprare da questi giovanotti o magari non si pone particolari problemi pensando prima di tutto a "griffare" il figliolo. Se ragioniamo invece sul discorso crisi o povertà con cui molti giustificano i loro acquisti illegali, si dovrebbe ricordare che ci sono molti negozi che vendono merce agli stessi prezzi e di qualità quasi certamente migliore, pagando regolarmente le imposte. Certo, forse negli abiti comprati nei negozi economici non c'è il logo della griffe che piace tanto. Non sia mai che il bambino cresca con dei complessi...

Vedi le foto..

14 aprile 2017

Il playboy dagli occhi a mandorla

La storia puzza di bufala lontano un chilometro ma il giornale da cui l'ho presa è abbastanza autorevole e quindi facciamo finta di crederci. Anche perché, il povero cinesino sarebbe il campione mondiale di sopportazione!


Cina, ha un incidente d'auto: all'ospedale si presentano 17 fidanzate

Yuan, giovane cinese, ha un incidente d'auto. Non è in pericolo di vita ma ha ferite che fanno decidere i medici per il ricovero. Sedato e medicato viene messo a riposare in una stanza dell'ospedale. Infermiere premurose gli chiedono se vuole che la famiglia venga avvisata. Lui dice di sì. E, da questo momento, si scatena il putiferio.

I familiari, a loro volta informano altri amici e altri parenti. Il tam tam sull'incidente di Yuan abitante a Chansha, nella provincia dello Hunnan, corre, rimbalza. In capo ad un'ora, al capezzale del letto, oltre fratelli e genitori cominciano ad arrivare delle ragazze. Visi preoccupati, lacrime agli occhi. Le ragazze, piano piano, diventano diciassette. E tutte, sì tutte, si dichiarano come «la sua fidanzata».

Ognuna, cioè, crede di essere l'unica. Imbarazzo tra medici e infermieri. Si rischia la rissa. Urla, spintoni, parolacce, disperazione. Finché le donne fanno conoscenza. Si danno la mano, si presentano e, una alla volta, racconta la sua storia con Yuan. Un equilibrismo di bugie da record dei primati. I sanitari fanno muro intorno a lui tra sgomento e  risate.

«Ero molto preoccupata quando ho saputo che per un incidente era in ospedale - racconta una delle donne - Ma quando ho iniziato a vedere tante belle ragazze che arrivavano mi sono messa a piangere. Non mi sono potuta trattenere». La interrompe una accanto: «Noi abbiamo un bambino».

Dai racconti esce una sceneggiatura da miglior film. Altro che “Luomo che amava le donne” di Truffaut dove le fidanzate si ritrovano al suo funerale. Nel caso del giovane cinese l'amore non sembra essere la spinta portante delle sue relazioni: alcune ragazze confessano di avergli prestato dei soldi, un'altra dice di averlo mantenuto per nove anni. Con un'altra ancora si sarebbe dovuto sposare.

Una volta che si sono riprese, le signore, si mettono a incrociare date, orari, promesse, confessioni e tutto il resto. Un puzzle perfetto, senza un'incrinatura. Nessuna aveva capito o sospettava. Al massimo pensava che ce ne fosse un'altra ma non sedici.

Adesso Yuan, oltre a dare spiegazioni alle ragazze, deve rendere conto delle sue truffe (non amorose ma di denaro!) alla polizia. E' stata aperta un'inchiesta. Certo è che la vicenda del fidanzato modella della Cina, già provato dalle ferite dell'incidente, non potrà finire qui.

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13 aprile 2017

Proposte per l'ex Ente Fiera

Nonostante da qualche parte abbia letto delle critiche all'arco lasciato in piedi, devo dire che a me piace e mi piace anche l'idea di uno spazio che colleghi la piazza con il lungomare. 




Il mio modestissimo progetto, ispirato al Kungsträdgården di Stoccolma, consiste nella creazione di una specie di anfiteatro con una fontana centrale, ottenibile con la costruzione di una specie di gradinata sui due lati lunghi e se vogliamo esagerare anche negli altri a chiudere la struttura. L'acqua della fontana, che sarebbe alta pochi centimetri, nel caso di eventi o manifestazioni si potrebbe togliere per lasciare più spazio. Nella foto seguente ho messo solo un lato, giusto per rendere l'idea.

Da un pre-sondaggio è stato detto: bello, togliendo l'acqua uscirebbero quintali di mer.., sfruttare per spettacoli, mercatini e parcheggio, farci un parcheggio e un campeggio.

Voi come la vedete? Siete per il progetto A, B o avete alternative?



12 aprile 2017

Parole di fuoco sulla Romania

Luigi Di Maio la tocca piano, come direbbe la Gialappa's, e spara a zero contro la Romania, nell'intento di criticare l'Unione Europea.


Di Maio e la frase choc sui romeni “criminali”. L’ambasciatore protesta

«Sono preoccupato quando le parole feriscono», dice l’ambasciatore romeno George Gabriel Bologan a La Stampa. Ha appena letto quello che ha scritto Luigi Di Maio su Facebook: «L’Italia ha importato dalla Romania il 40% dei loro (così nel testo, ndr) criminali. Mentre la Romania sta importando dall’Italia le nostre imprese e i nostri capitali. Che affare questa Ue!».  

ECCO LA LETTERA INTEGRALE DELL’AMBASCIATORE ROMENO  

Il ragionamento del deputato che ha indosso la grisaglia di prossimo candidato premier del M5S parte dalle parole del procuratore di Messina Sebastiano Ardita che ricordava come, secondo il governo di Bucarest, 4 romeni su 10 che avevano deciso di delinquere avevano scelto l’Italia. Il motivo? La debolezza del nostro sistema penale. A partire da qui Di Maio si avventura in scivolose deduzione («stiamo attraendo delinquenti, mentre le nostre imprese scappano dove i sistemi giudiziari sono più efficienti: come in Romania!») che scatenano l’ira dei romeni in Italia, dalle associazioni fino all’ambasciata di Romania. «È un messaggio che, al di là delle opinioni personali, offende tanti miei concittadini di buona volontà»: in una lettera inviata a La Stampa Bologan insiste sull’importanza delle parole: «Sosteneva John Austin che “pronunciare una frase significa svolgere un’azione che può distruggere o edificare”. E le parole, anche se in un certo contesto, possono offendere senza che questo sia il fine voluto. La comunità romena è ben integrata nel tessuto sociale italiano». L’ambasciatore non vuole entrare nel merito della polemica ma non gli sfugge che a parlare così di un partner Ue è il leader del primo partito d’Italia: «Al di là della dialettica politica interna che non mi riguarda, credo che i messaggi positivi possano dare di più. Il dialogo e la conoscenza aiutano tanto».  

La diplomazia mitiga lo sdegno che pure passa attraverso altre fonti consolari che definiscono «grave» quanto scritto da Di Maio. «Grave», non ha timore a definirlo Simona Farcas del’Associazione Futuro Insieme: «È uno sputo, uno scadimento nel populismo peggiore. Sono molto delusa ma sarà un danno per i 5 Stelle. La nostra comunità guardava a questi giovani, dopo quelle frasi non lo farà più». I membri dell’Associazione romeni in Italia, divisi tra Roma e Milano, sono circa 11 mila, su 1,2 milioni di emigrati. Romolus Popescu è il presidente del ramo milanese ed è un cittadino italiano: «Di Maio è un ignorante. È vero che ci sono i delinquenti ma sa quante badanti e infermiere curano i vecchi italiani? Si informi meglio prima di aprire la bocca».  

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11 aprile 2017

Anniversario della scomparsa di Primo Levi

L'undici aprile di trent'anni fa, a 68 anni dalla nascita, moriva Primo Levi, scrittore, partigiano e chimico italiano, autore di racconti, memorie, poesie e romanzi (così lo definisce Wikipedia).



La sua vita su segnata dalla prigionia nel campo di concentramento di Auschwitz da cui, per una serie di circostanze favorevoli, riusci a tornare a casa sano e salvo, dopo la liberazione da parte dell'Armata Rossa, del 27 gennaio del 1945. Proprio da quella tragica esperienza nacque uno dei suoi principali capolavori, Se questo è un uomo, che racconta le sue terribili esperienze nel campo di sterminio nazista, ed è ormai considerato un classico della letteratura mondiale.

Proprio dal suo principale romano sono tratti i seguenti versi, ormai universalmente noti, che sono l'inizio della poesia Shemà: « Voi che vivete sicuri nelle vostre tiepide case, voi che trovate tornando a sera il cibo caldo e visi amici: considerate se questo è un uomo, che lavora nel fango, che non conosce pace, che lotta per mezzo pane, che muore per un sì o per un no… »

In uno dei miei viaggi ad Auschwitz ho visitato il Blocco 21, quello dedicato all'Italia, dove vicino all'ingresso c'è una targa con un messaggio proprio di Primo Levi che recita quanto segue:

Visitatore, osserva le vestigia di questo campo e medita.
Da qualunque parte tu venga, tu non sei estraneo,
Fa’ che il tuo viaggio non sia stato inutile, che non sia inutile la nostra morte.
Per te e per i tuoi figli, le ceneri di Oświęcim valgano di ammonimento,
Fa’ che il frutto orrendo dell’odio, di cui qui hai visto le tracce, non dia nuovo seme né
domani né mai!