31 luglio 2017

Messa disturba ristorante, arrivano i carabinieri

Ha quasi dell'incredibile quello che è successo a San Benedetto del Tronto ieri sera. Sembra che la celebrazione di una messa, durante i festeggiamenti della Festa della Madonna della Marina, abbia disturbato gli avventori di un vicino ristorante al tal punto che hanno fatto intervenire i carabinieri. 

Posso capire che in chiesa ormai vanno sempre meno persone, che in nome del rispetto delle altre religioni vogliono farci togliere tutti i simboli della nostra, ma, a meno che tu non sia un fondamentalista islamico, quanto cavolo ti avrà disturbato quella cerimonia?


Polemiche per messa al porto di San Benedetto

È finita in polemica e con la presenza di vigili urbani e carabinieri la messa celebrata ieri sera al porto di San Benedetto del Tronto (Ascoli Piceno) dal vescovo Carlo Bresciani in occasione della tradizionale festa della Madonna della Marina. La cerimonia si è svolta in piazza Mar del Plata, nei pressi di un ristorante i cui avventori si sono sentiti disturbati da preghiere e litanie dei fedeli. Tanto che sono dovuti intervenire i carabinieri per placare gli animi. La 'location' della messa, celebrata al termine della processione in mare delle barche dei pescatori della marineria sambenedettese, era stata cambiata proprio quest'anno: prima, veniva utilizzata l'area dello scalo d'alaggio, ma la scelta non si è rivelata felice, tanto che il sindaco Pasqualino Piunti annuncia già modifiche in vista del 2018, ricordando che la scelta per questa edizione è dovuta al rispetto delle norme anti terrorismo.

[Ansa]

30 luglio 2017

La stazione centrale di Milano senza controllo

Ormai dovremmo essere abituati a queste scene, con il degrado che si sta allargando a macchia d'olio, anche nella città più piccole. Le stazioni poi, sono sempre le zone peggiori delle città e quando la città in questione è Milano, una delle più grandi d'Italia, il risultato è sotto gli occhi di tutti.



Stazione Centrale: degrado senza fine

Ecco la foto della vergogna

Ancora degrado in Centrale. E ancora proteste. È la consigliera comunale Silvia Sardone (Fi) che attacca: «Ecco nuove scene di indecente degrado in Stazione Centrale - dice, pubblicando le fotografie - bivacchi di immigrati ovunque, per la sinistra questo spettacolo è normale utilizzo delle piazze.

Basta con il buonismo, la zona va liberata da delinquenti e clandestini». E, dopo le proteste e gli episodi di violenza, il Comune ora deve fare qualcosa.

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29 luglio 2017

Esce Caronte ed entra Lucifero. Sarà un inferno!

Tra Caronte e Lucifero, è una bella lotta, ma quello che sembra ormai chiaro è che la situazione sarà davvero infernale, con il record stagionale del caldo.

Nonostante i titoloni dei media, a me sinceramente la cosa non dispiace. E' estate, che sia caldo.. anche molto!



Arriva LUCIFERO. Dal 31 Luglio Super-ondata di CALDO sull'Italia

Caronte cederà lo scettro del caldo all'infernale Lucifero; temperature roventi quasi ovunque

"Dalla padella alla brace" dice un famoso detto... è quello che sembra prospettarsi, a livello meteorologico, per l'Italia a partire da Lunedì 31 Luglio e soprattutto dal 1° Agosto. 

STAFFETTA INFERNALE - Se l'anticiclone africano Caronte ha portato, a metà Luglio, caldo intenso e punte di 40° diffusi al Sud, oltre alle tristi conseguenze di incendi e siccità, questa ancora in atto, sarà Lucifero ad infuocare l'Italia. I 40/41° si potrebbero toccare anche al Centro e al Nord.

SITUAZIONE PROSSIMI GIORNI - Dopo il ritorno dell'alta pressione Caronte che riporterà il sole su gran parte dell'Italia, valori temici un po' più miti, ma in graduale aumento, ecco che da Lunedì 31 Luglio l'anticiclone africano Lucifero prenderà il posto di Caronte.

EVOLUZIONE - Se già nel corso del weekend le temperature inizieranno ad aumentare grazie a Caronte, con Lucifero queste schizzeranno ancora più in alto. 

La bolla calda africana diretta verso l'Italia riuscirà a portare la colonnina di mercurio fino a 41/42° al Centro e al Nord, poi il caldo infernale si porterà anche al Sud. Roma potrebbe sfiorare i 41°, come Firenze e molte città del Centro. 

Bologna proverà a superare i 41°, così anche Rovigo, Ferrara e molte località della Pianura Padana centro-orientale. La Sardegna sarà la regione più colpita con punte di 45/46° nelle zone più interne.

SICCITA' E NIENTE PIOGGIA - Con Lucifero il tempo si presenterà ampiamente soleggiato, molto caldo, afoso e le precipitazioni sembrano esser relegate soltanto ai settori alpini, e sotto forma di temporali pomeridiani. In queste condizioni la siccità si aggraverà ulteriormente su tutte le regioni.

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28 luglio 2017

I genitori: «Il nostro bambino se n'è andato»

Ormai, anche contro la logica e la razionalità, facevamo tutti il tifo per lui sperando in una cura miracolosa che potesse salvarlo. Abbiamo provato le stesse sensazioni, la stessa angoscia dei giorni interminabili in cui si cercavano la piccola Yara Gambirasio e Sarah Scazzi, solo per citarne un paio, e purtroppo, anche se questo finale era annunciato, la notizia arrivata in serata dall'Inghilterra ci lascia una tristezza infinita.

Riposa in pace piccolo angelo.



Charlie, i genitori: «Il nostro bambino se n'è andato»

Alcune fonti di stampa britanniche, fra cui il Daily Mail, affermano che il piccolo Charlie Gard è morto.

«Il nostro splendido bambino se n'è andato», è stato il lapidario annuncio dato dai genitori. Charlie, bambino britannico di 11 mesi malato terminale, ha sollevato un dibattito mondiale.

La morte del piccolo Charlie, di soli 11 mesi, era di fatto annunciata dopo che ieri l'Alta Corte di Londra ha ordinato che fosse trasferito dall'ospedale ad un hospice, dove non avrebbe più avuto il respiratore a tenerlo in vita. La decisione è stata presa perché Connie Yates e Chris Gard, che chiedevano che morisse a casa, non sono riusciti a raggiungere un accordo con il Great Ormond Street Hospital, che chiedeva di continuare ad assisterlo negli ultimi giorni con i macchinari appropriati nelle sue strutture. «Il nostro splendido bambino se n'è andato. Siamo veramente orgogliosi di Charlie», ha detto la madre Connie, chiudendo una battaglia legale durata mesi che ha diviso l'opinione pubblica e coinvolto anche figure di peso come Papa Francesco e Donald Trump.

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27 luglio 2017

Cielo "strisciato" nel pomeriggio

CIVITANOVA - Cielo particolarmente strisciato nel pomeriggio quando, con il passare dei minuti, hanno iniziato a comparire prima una traccia, poi un'altra e ancora altre, fino a risultato che si vede nelle foto.


Dato che non erano previste esibizioni della Pattuglia Acrobatica Nazionale, che tra l'altro è già stata sia a Civitanova che a Numana in questa stagione, il pensiero va inesorabilmente ai signori sciachimisti che con un cielo così sono andati letteralmente a nozze.

Di seguito una foto panoramica della situazione verso le 17 di oggi. Davvero inquietante.



26 luglio 2017

Singolare protesta contro la Boldrini

Credo che sia un gesto di grande civiltà, un forma di protesta pacifica per affermare la vicinanza ai migranti, sempre più spesso in autostrada in bicicletta, e soprattutto al poliziotto sospeso dal servizio per aver criticato il presidente Boldrini. Uno dei peggiori, tra l'altro, della storia della Repubblica.

Anche se l'invito è rivolto ai veneti, credo che siano tutti ben accetti. Interveniamo numerosi!


Polemica sul web, 2 mila in bicicletta in autostrada contro Laura Boldrini e il Governo

Stipendio dimezzato al poliziotto che ha girato il video di un migrante in bici in autostrada. I padovani lo sostengono con un evento sul web, inneggiando all'autonomia del Veneto

Ha già ottenuto 2 mila partecipazioni la pedalata in autostrada A4 contro la presidente della Camera Laura Boldrini e il Governo. L'evento, in programma per il prossimo 16 settembre, è stato pubblicato sul social network Facebook. "Diamo massimo supporto al poliziotto sospeso con dimezzamento dello stipendio e chiediamo che venga riassunto sul posto di lavoro", si legge nel post.

I MOTIVI. La polemica nasce da un episodio accaduto una settimana fa. È diventato virale, sui social, il video girato da una pattuglia della polizia stradale sull'autostrada Torino-Bardonecchia che immortala un migrante in bicicletta. L'autore del video pronuncia frasi a sfondo razzista e irriguardose nei confronti di Laura Boldrini. Sembra che il video fosse stato pubblicato in una chat privata e poi fatto girare da qualcuno. Il poliziotto è stato sospeso e gli è stato dimezzato lo stipendio.

LA REAZIONE. "La pedalata è aperta a tutti i cittadini veneti", si legge, "partenza ore 9.30 dal parcheggio dell'Ikea e poi via in direzione Venezia percorrendo la bellissima autostrada A4 in bicicletta come fanno tranquillamente "le risorse" della Boldrini. E' stata creata questa pedalata abusiva (senza permessi, come fanno "le risorse" utilizzando le autostrade senza rispettare le regole) per protesta contro chi ci governa a Roma".

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25 luglio 2017

Grandinata record sulla Riviera delle Palme

Dopo il caldo afoso, arrivano i temporali. E la grandine che ha sorpreso i bagnanti in spiaggia a San Benedetto del Tronto e Grottammare (Ascoli Piceno).

Oltre a disagi e allagamenti, con vetri delle auto rotte e lampioni distrutti dai pezzi di ghiaccio precipitati, un'insolita spiaggia imbiancata, con tanto di lettini e ombrelloni rovesciati.


Le foto pubblicate dai cittadini sui social network sono incredibili.

Poco distante la tragedia: a Giulianova (Teramo) due persone sono morte dopo che il peschereccio su cui stavano lavorando è affondato probabilmente a causa del mare agitato. I corpi dei due sono stati recuperati dalla Gaurdia costiera, mentre l'imbarcazione è ancora dispersa.




24 luglio 2017

Boldrini contro i capolavori fascisti

C’era da aspettarselo. A supporto delle legge Fiano contro i gadget fascisti arriva l’illuminato parere di Laura Boldrini, il presidente della Camera che già in passato non ha nascosto il suo fastidio per l’obelisco del Foro Italico a Roma (ex Foro Mussolini). 
Per quanto riguarda Civitanova, tra le opere da abbattere, figurano senza dubbio del due palazzine liberty del Lido Cluana che, come impresso alla base delle ringhiere, sono state costruite nell'undicesimo anno dell'era fascista, periodo di tempo che va dal 
28 ottobre 1932 al 27 ottobre 1933.

L'era fascista, per chi non lo sapesse, fu creata adottando come data di inizio quella del giorno successivo alla marcia su Roma, che avvenne il 28 ottobre 1922. Il primo anno di quella che fu l'era fascista iniziava dunque il 29 ottobre 1922 e terminava il 28 ottobre 1923 e poi a seguire tutti gli altri.





Ecco i capolavori fascisti che la Boldrini vorrebbe abbattere

Laura Boldrini non lo sa, così come molti italiani poco appassionati di storia, ma probabilmente se passasse l’idea di radere al suolo tutti gli edifici, i monumenti e le opere pubbliche realizzate durante il Ventennio dai fascisti, l’Italia sarebbe ridotta a una città post-atomica, praticamente un rudere con macerie in ogni angolo delle principali città italiane. 

Fascisti con il piccone 

A prescindere da cosa si pensi sul fascismo e delle polemiche sulla spiaggia “nera” di Chioggia, è innegabile che per l’Italia l’architettura fascista, sia per qualità che per quantità, così come la mole di investimenti pubblici che Benito Mussolini attivò su tutto il territorio nazionale, abbia lasciato un’eredità insostituibile sul fronte delle infrastrutture. Pensare di compiacere i partigiani, nel 2017, abbattendo le opere del Ventennio, oltre che impossibile da fare, sarebbe anche stupido da immaginare. Mussolini vide nel futurismo e nell'architettura razionale una sorta di fiore all'occhiello per un partito rivoluzionario e alimentò con denaro pubblico cantieri ovunque, non solo per estetica ma anche per siti istituzionali, di trasporto e di rappresentanza.

Non solo le bonifiche dell'agropontino

Oltre alla riqualificazione di ampie aree dell’Italia meridionale abbandonate alle paludi e la creazione di città ex novo (furono 110 le città di fondazione), come Littoria (l’attuale Latina), Pomezia, Sabaudia ed Aprilia, anche a Roma la mole di lavoro e di opere fu imponente, dall'Eur42, acronimo di Esposizione Universale di Roma, il quartiere che ospita i più importanti e famosi monumenti di ideologia fascista, agli edifici del Ministero delle Comunicazioni, il Ministero dell’Ambiente, la sede centrale delle Poste Italiane e la sede dell’Inps, fino al palazzo della Civiltà Italiana o della Civiltà del Lavoro, simbolo dell'Eur, il cosiddetto “Colosseo quadrato”, in marmo bianco, costruito per celebrare il ventennale della “Marcia su Roma” che si sarebbe dovuta tenere nel 1942. Sempre di architettura fascista è il Foro Italico, o Foro Mussolini, che ospita lo Stadio Olimpico, lo Stadio del Tennis, lo Stadio del Nuoto e lo Stadio dei Marmi, così come l’Obelisco, simbolo fascista eretto nel 1932 che riporta la scritta “Mussolini Dux”. In centro, anche via dei Fori Imperiali fu fatta costruire dal Duce spianando il quartiere Alessandrino, per collegare il Colosseo a Piazza Venezia, ma sempre al Ventennio sono da attribuirsi le cittadelle di Cinecittà e quella universitaria che ospita l’ateneo La Sapienza.

A Venezia il ponte dei record

Anche a Napoli i palazzi realizzati durante il ventennio sono tantissimi, dal Palazzo delle Poste, al palazzo degli Uffici Finanziari, della Questura ed il palazzo del Banco di Napoli a Via Toledo e della Banca Nazionale del Lavoro all'apice di Via Armando Diaz. Fascista anche tutto il complesso fieristico della Mostra d’Oltremare di Fuorigrotta, la stazione cumana di piazzale Tecchio e la fermata di via Leopardi, così come piazza Carità, i giardini del Molosiglio, la Galleria Vittoria. A Milano, nel Ventennio furono realizzati l’Idroscalo, il Palazzo di Giustizia, la trasformazione di Palazzo Castani,  l’inaugurazione della Stazione Centrale. Tra le opere infrastrutturali,da ricordare varie tratte di autostrade al nord, dalla Genova – Serravalle Scrivia alla Milano-Varese-Sesto Calende, fino alla Milano-Bergamo, la Napoli-Pompei, la Torino-Milano. A Firenze si ricorda l’edificio di maggiore pregio fascista è la Biblioteca Nazionale Centrale e la stazione di Santa Maria Novella all'interno di una vasta e funzionale area ferroviaria, A Venezia fu invece costruito il ponte del Littorio (oggi della Libertà), che collega l’isola alla terraferma. In 657 giorni. Meno di un terzo del tempo speso per la Nuvola di Fuksas. L’elenco delle opere pubbliche costruite sotto il Ventennio sarebbe troppo lungo: ci limitiamo a citare il Palazzo delle Poste a Palermo (realizzato nel 1934 da Angiolo Mazzoni) e la casa del Fascio di Giuseppe Terragni a Como. 

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23 luglio 2017

Le amicizie virtuali

Ho ricevuto qualche foto da un'amica che oggi era a spasso per il centro (lei vive a 30 minuti di metro da questi posti) e abbiamo ricordato quando ero andato a trovarla, nel 2011 e soprattutto l'inizio della nostra conoscenza che risale a due anni prima.


Erano gli anni in cui Skype, senza troppi problemi di privacy, ti faceva cercare persone in tutto il mondo in base a dei semplici criteri che erano sesso, lingua, età, nazione e qualcos'altro. Mi sembrava incredibile poter conoscere gente da tutto il mondo, poterci parlare, potersi vedere e addirittura incontrarsi di persona. Nei miei numerosi viaggi per l'Europa è capitato spesso di incontrare persone conosciute in rete e, nonostante quello che si possa pensare, non erano solo donne. A pensarci bene però, quella volta che ho incontrato l'amico Tomi in Bulgaria, senza che nessuno l'avesse chiesto, aveva portato a farci conoscere la sorella. Ok, diciamo pure che ho conosciuto tutte donne.

Ho avuto esperienze bellissime, grandi amicizie e vacanze indimenticabili. Ricordo picnic in riva al lago di Trakai, in Lituania oppure una gita in barca sul Daugava (il fiume di Riga) con un tramonto meraviglioso ma anche un pomeriggio al lago quando eravamo a Kiev e sempre nella capitale ucraina, una cena indimenticabile in un ristorante tradizionale che si trovava in mezzo ad un bosco. 

Con qualcuna di queste persone conosciute in rete ci siamo un po' allontanati ma con altre, anche dopo dieci anni, siamo costantemente in contatto, come ad esempio questa Anna che oggi mi ha mandato le foto della sua città. Nonostante si sia anche sposata nel frattempo, siamo rimasti ottimi amici ed ogni volta che sento qualche notizia da Mosca, la contatto per avere informazioni dirette. A me questa cosa piace molto.










22 luglio 2017

La moglie è all'ospedale. Prova con la suocera

Sembra uno dei tanti b-movie che hanno accompagnato la nostra giovinezza invece è tutto vero, accaduto a Frosinone. Il marito in calore è un cinquantenne e la suocera di sette anni più grande. Non contento, per farla tacere, sembra che l'abbia minacciata anche di morte. Il caldo fa brutti scherzi.


La moglie è incinta e all'ospedale. Lui tenta di violentare la suocera

Frosinone - Un corriere cinquantenne indagato per abusi sessuali. Ora la donna si trova in una struttura protetta

Una scena boccaccesca. Con la moglie in ospedale, pronta a dare alla luce un bambino, il marito ha pensato bene di concedersi una distrazione, insidiando niente di meno che la suocera. Quest'ultima non l'ha presa per nulla bene. Anzi, ha reagito in malo modo ed è stata pure minacciata di morte. Lei ora si trova in una località protetta per evitare ulteriori contatti con il genero. Lui, invece, è finito indagato per violenza sessuale. Con un ulteriore problema, quello di giustificare alla moglie l'improvviso "raptus".

I fatti sono accaduti una decina di giorni fa. I due protagonisti di questa storia hanno sette anni di differenza, lui 50, lei 57. L'uomo è un corriere di Frosinone, lei vive a Ceccano. Il primo è sposato con la figlia della seconda. Marito e moglie stanno per avere un figlio. La data del parto è prossima, per cui un giorno la donna si reca in ospedale per degli accertamenti. Forse ci siamo. Vista la situazione, l'uomo si fa ospitare per qualche giorno dalla suocera. Ed è lì che scatta la scintilla. Il cinquantenne, causa l'astinenza forzata, ha un forte desiderio di un rapporto sessuale. In casa ci sono solo loro due. E allora inizia ad incalzare la signora, prima una serie di apprezzamenti, che però non hanno esito. La donna si nega, tenta di respingerlo. A quel punto il corriere cambia strategia e, stando alla denuncia presentata dalla cinquantasettenne, diventa sempre più violento. Cerca di avere un rapporto con forza e arriva perfino a cercare di spogliare la suocera. Che reagisce e riesce a sottrarsi all'assalto. Lei non ci pensa due volte. Si reca in questura e denuncia nei minimi dettagli l'accaduto. Partono così i primi accertamenti. Il racconto della donna appare molto circostanziato. In denuncia ha rappresentato che si è trattato solo dell'ultimo episodio. La classica goccia che ha fatto traboccare il vaso. La suocera ha spiegato di esser stata più volte, in passato, oggetto di desiderio del genero. Anche se in precedenza il frusinate - in base alla denuncia - non avrebbe compiuto degli atti espliciti, ma si sarebbe limitato ad apprezzamenti e smancerie.

Dopo la denuncia, la donna è stata accompagnata in una località protetta e sconosciuta al corriere. Un modo per evitare ulteriori contatti tra i due e per impedire che il cinquantenne possa importunarla ancora. La donna, infatti, nella denuncia ha spiegato che per farla tacere e costringerla a non raccontare nulla il genero l'avrebbe minacciata di morte. Stando così le cose, con un'inchiesta, pur nelle fasi iniziali, in corso, la posizione dell'uomo si fa complicata. E non solo da un punto di vista giudiziario. Il frusinate, infatti, dovrà trovare una versione convincente per sottrarsi da un'eventuale imputazione, ma anche per giustificarsi davanti alla moglie. E non è detto che sia più facile trarsi d'impiccio più facilmente dalla seconda situazione rispetto alla prima. Lui, nel preparare la linea difensiva, nega con fermezza quanto gli viene contestato.

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21 luglio 2017

Le nuove affermazioni di Giuliano Giuliani

A sedici anni dal quel maledetto 20 luglio 2001, il padre di Carlo Giuliani torna ad esternare, prendendosela di nuovo con le forze dell'ordine. Per rispettando il suo punto di vista, devo dire che nonostante lo ripeta dal giorno dopo, a me ancora non ha convinto, così come non mi convince la nomina a senatrice della moglie, dal 2006 al 2008 e la sua candidatura al parlamento europeo del 2009, dove per fortuna non è stata eletta. Un'altra cosa che non mi convince in questa brutta storia è la morte della zia del povero Carlo, mentre piazzava una bomba all'ambasciata americana di Atene tanti anni fa.

Comunque, hanno detto che Carlo voleva solo andare al mare.. 



Giuliano Giuliani: "Certi carabinieri travolgono le regole democratiche"

Le accuse del padre di Carlo Giuliani, ucciso a Genova 16 anni fa: "Alcuni reparti impiegati nell'ordine pubblico spesso travolgono la democrazia"

Sono passati sedici anni e un giorno da quel maledetto 20 luglio 2001, quando Carlo Giuliani morì in piazza Alimonda a Genova, colpito da un proiettile esploso dal carabiniere ausiliario Mario Placanica.

E in quella stessa piazza è stato organizzato ieri un presidio di commemorazione, con la presenza anche di Giuliano ed Heidi Giuliani, i genitori di Carlo. Intervistato fra gli altri dal Fatto Quotidiano, il padre di Giuliani ha commentato la recente intervista del capo della polizia Franco Gabrielli, che in un'intervista a Repubblica parlò di una "catastrofe" a proposito della gestione dell'ordine pubblico in quel G8 macchiato di sangue.

"Ho apprezzato le parole di Gabrielli – ha detto il padre di Carlo a margine della cerimonia – ho apprezzato quando ha detto che Gianni De Gennaro avrebbe dovuto dimettersi. Il problema è che queste dimissioni non sono mai arrivate: sono arrivate invece promozioni successive e De Gennaro è diventato presidente della più grande azienda pubblica del Paese che è Finmeccanica e questa è una cosa assolutamente incomprensibile"

Poi le parole, molto dure, sull'Arma dei carabinieri: "Spero in un miglioramento del modo in cui la polizia svolge il proprio ruolo. Ma aggiungo sempre che questo non basta, perché c'è un'arma dei carabinieri che spesso travolge le regole della democrazia. Non parlo in generale dell'Arma, parlo di reparti spesso impiegati proprio in azioni di ordine pubblico e che non fanno il loro dovere e non fanno il dovere di una forza che invece deve rispettare la Costituzione. Mi auguro che quello sia l'inizio di una fase nuova".

"Rimane un problema grave - ha inoltre dichiarato alle agenzie di stampa - quando a commettere abusi o addirittura uccisioni sono reparti dei carabinieri e in questo Paese non succede nulla. Non c'è la possibilità di aprire processi nei confronti degli appartenenti all'Arma dei carabinieri: questo - aggiunge Giuliani - è un problema che intacca la democrazia di questo Paese."

Va ricordato che Mario Placanica, con altri, venne indagato per i fatti di piazza Alimonda ma nel 2003 il procedimento nei suoi confronti venne archiviato perché si tenne che il carabiniere avesse "agito in presenza di causa di giustificazione che esclude la punibilità del fatto".

Al consigliere comunale del Pd di Ancona che oggi ha affermato che "Placanica avrebbe dovuto prendere meglio la mira", Giuliani preferisce non opporre alcun commento, mentre sua moglie Heidi invita l'esponente dem a "vergognarsi".

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20 luglio 2017

Spiagge per cani a Civitanova

Visto che l'argomento cani in spiaggia è sempre molto sentito, spesso con veri e propri scontri verbali tra favorevoli e contrari, riprendo un articolo del mese scorso, comparso su Picchionews, che spiega in maniera chiara e dettagliata quali sono gli stabilimenti balneari civitanovesi in cui è possibile portare i propri amici a quattro zampe.


Civitanova ai primi posti in Italia per l'accoglienza dei cani in spiaggia

La notizia, data dal TG5 qualche tempo fa, poneva Civitanova al secondo posto in Italia tra le città amiche degli animali, seconda solo a Rimini che a livello turistico non è minimamente paragonabile alla nostra cittadina. Segnali di una sensibilità crescente nei confronti degli animali arrivano anche dalla crescita delle spiagge aperte a "Fido" che in città sono addirittura sei, con un paio di queste realtà che accolgono i nostri amici a quattro zampe già da più di quindici anni.

Fermo restando il divieto di balneazione comune a tutti, la modalità di accoglienza dei cani in spiaggia varia da uno stabilimento all'altro. Qualcuno lascia libero accesso senza limitazioni mentre altri hanno una parte di ombrelloni riservati ai possessori di animali e gli altri per il resto della clientela. I più organizzati offrono addirittura cuscini, sdraio e ciotole per i pelosi e in un caso è presente un dog park, per far giocare il proprio amico a quattro zampe.

Partendo dal lungomare sud, il primo stabilimento balneare pet-friendly che troviamo è Cima, dove il cane è super coccolato e non poteva essere altrimenti, dato che la stessa titolare è veterinario. Ci sono a disposizione ciotole, cuscini e perfino sdraio per loro. Proseguendo verso nord, è la volta dello stabilimento Solemar, anch'esso amico degli animali, dove non ci sono spazi riservati ma è possibile accedere a qualsivoglia ombrellone della propria spiaggia.

Troviamo quindi il Lido Cristallo, dove il titolare ci fa sapere di essere stato uno dei primi in Italia per l'accoglienza degli animali, partito addirittura nel 2002 e comparso su riviste nazionali insieme ad altri 5 pionieri amici di "fido". All'inizio si era fatta la prova con la creazione di un'area recintata dove poter lasciare liberi i cani che però purtroppo non è andata a buon fine e allo stato attuale i cani devono essere tenuti al guinzaglio dai proprietari.

Dallo stabilimento Marebello ci fanno sapere di essere stati tra i primi in Italia ad aprire all'accoglienza dei cani, iniziata già dal 2000, appena uscita la legge nazionale che consentiva ai sindaci di rilasciare autorizzazioni in tal senso. Il titolare ci racconta che a quel tempo qualcuno si meravigliò di tale scelta, non essendoci ancora una spiccata sensibilità come oggi. Il numero di persone che viene con il proprio cane aumenta sempre di più, continua, e molti di questi sembra addirittura che portino un bambino, forse esagerando un po' nelle attenzioni. Ci sono persone che a pranzo nel loro ristorante hanno ordinato una coda di rospo per il cane. Attualmente il titolare di Marebello sta portando avanti una battaglia per poter far fare anche il bagno ai cani, ora vietato durante la stagione estiva. Lo stabilimento è dotato di un parco giochi per i cani.

Lo stabilimento Ai Due Re, pur essendo in possesso di regolare licenza, avuta dal precedente gestore, la titolare ci dice che al momento ancora non sono organizzati e stanno studiando sul da farsi. Da Arturo è possibile portare i cani da 7/8 anni ed il consiglio da parte dei titolari è di tenere il proprio animale sotto l'ombrellone. Non ci sono spazi riservati ma si può scegliere un ombrellone qualsiasi, anche se si tende a tenerli negli spazi laterali, non proprio al centro. Ci confida la titolare che anche gli stessi proprietari dei cani lo vogliono, per evitare la ressa e soprattutto per il rispetto di tutti e vivere in piena tranquillità la giornata in spiaggia.

Concludiamo il nostro viaggio con Ippocampo, l'unico stabilimento del lungomare nord che ha aperto l'ingresso ai cani da tre anni. Ci sono le ultime due file di ombrelloni riservate e nel rispetto delle ordinanze ricevute, si invitano i proprietari degli animali a non lasciarli soli sotto l'ombrellone, a non farli passeggiare in spiaggia ed ovviamente a non farli fare il bagno.

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19 luglio 2017

Canadair pesca un sub

Quando la barzelletta diventa realtà e rischia pure di trasformarsi un tragedia. Secondo sky24ore il fatto sarebbe accaduto in Sicilia, alle prese con gli incendi da parecchi giorni ed è solo per una serie fortuita di coincidenze che non ci è uscito il morto.


Sicilia. Canadair prende un sub per sbaglio. Sopravvissuto e ”miracolato” ci racconta la sua esperienza ai limiti dell’incredibilie.

Nelle ultime settimane il sud Italia è stato messo in ginocchio dagli incendi dolosi. Accanto alle storie dei pompieri che eroicamente hanno lavorato per 48 ore di seguito, accanto a retroscena sconcertanti come quello dei gatti usati per appiccare i roghi, spunta ora una nuova storia che ha dell’incredibile. A raccontarcela è proprio lui, Giovanni T. , operaio 34enne di Termini Imerese con la passione per le immersioni che, durante una delle sue uscite in mare, è stato accidentalmente prelevato da un Canadair e gettato sulle fiamme. Una storia che descritta così sembrerebbe assurda. A rendere ancor più inverosimile l’accaduto è anche il fatto che Giovanni si è salvato. Ha riportato qualche ustione e qualche frattura, ma è contento di poter raccontare quanto è successo, e lo ha fatto davanti ai microfoni di alcuni giornalisti. Queste le parole di Giovanni:

“Stavo facendo un’immersione nelle acque del palermitano. Generalmente non mi allontano troppo dalla riva ma quel giorno, senza rendermene conto, mi allontanai un po’ di più. Di solito non uso palloncini o altri segnalatori, e so che questo ha influito negativamente, il pilota del Canadair non avrebbe mai potuto vedermi. Ho ricordi un po’ confusi, ma ho ancora impressa nella mia mente un’immagine. Stavo risalendo a galla quando all’improvviso ho notato dei vortici nell’acqua. Il mare era diventato schiumoso all’improvviso e avvertii una corrente fortissima che mi stava trascinando. Non capii proprio nulla di quello che stesse succedendo. Ricordo che a un certo punto fu come se fosse arrivata la notte. Ci volle qualche minuto per capire che mi trovavo su un mezzo di trasporto. Me ne resi conto perché riconobbi il rombo del motore e perché andai a sbattere sulla lamiera del velivolo. Ma  all’inizio pensai che si trattasse di una nave, o comunque di un mezzo marino . Non potevo di certo immaginarmi di essere finito su un aereo. Lo capii solamente quando rividi la luce. In quel momento il Canadair stava scaricando l’acqua sul fuoco e io, nonostante cercai istintivamente un appiglio, fui sbalzato a terra. Non ricordo null’altro. So soltanto che mi sono salvato grazie alla tuta da sub, impregnata di acqua, e grazie all’ossigeno che mi era rimasto nella bombola”. 

Queste le parole di Giovanni che, dopo la caduta, ha perso conoscenza. Ma cosa è successo effettivamente? Gli addetti ai lavori, quel giorno, lo hanno trovato appeso a un albero. Uno di loro ha fatto la fotografia che mostriamo nell’articolo. Il corpo sembrava carbonizzato e non dava alcun segno di vita. In realtà, come già detto, Giovanni aveva perso i sensi per la caduta. Come ha fatto a scamparla? I medici e i pompieri hanno provato a ricostruire quanto è accaduto. Quello che ne viene fuori sono una serie di coincidenze che hanno permesso a Giovanni di salvarsi. Iniziamo dal prelievo in mare. Giovanni poteva essere travolto dalla carcassa dell’aereo, invece ha avuto la fortuna di ritrovarsi al centro del portellone e di finire, senza toccare la carcassa, dritto nel serbatoio del canadair. Successivamente il sub è stato lanciato nella zona dell’incendio che, però, era già stato domato. Le ultime fiamme rimaste non hanno permesso che morisse carbonizzato. La caduta sull’albero, secco per via dell’incendio, ha inoltre attutito la sua caduta (il velivolo ha sganciato l’acqua da un’altezza di massimo 6-7 metri, volava molto basso). Non dimentichiamo poi l’importanza che ha avuto la bombola dell’ossigeno ancora piena che gli ha concesso di evitare un’intossicazione da monossido di carbonio (le fiamme in quel momento erano state domante, ma il fumo ha impiegato qualche ora per svanire del tutto).

I medici hanno dato una prognosi di due mesi, prognosi dovuta alle 5 fratture scomposte che ha riportato (la più grave ad una costola) e alle ustioni di secondo grado che ha sul 60% del corpo. Non ci resta che fare tanti auguri a Giovanni.

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18 luglio 2017

Li accoglie in casa e loro lo cacciano

Non so se ridere o piangere per questa vicenda, l'ennesima, che ha dell'incredibile. Questa volta, a differenza delle altre di cui i giornali parlano spesso, non c'è stata nessuna occupazione illegale ma la decisione del proprietario di accogliere un invito del comune ad ospitare degli stranieri. Spero almeno che il comune paghi l'affitto altrimenti la bella sarebbe doppia.


Bressanone, accoglie in casa una famiglia in difficoltà che poi lo caccia

Dopo aver affittato a degli stranieri una parte della sua villa, Alex è stato costretto a svendere la casa

Fa molto discutere la vicenda di Alex, cacciato dalla sua villa in malo modo dalla famiglia di serbi a cui l'aveva affittata. Nella puntata di "Dalla vostra parte" andata in onda martedì 11 luglio, l'uomo di Bressanone ha raccontato di aver concesso una parte della sua abitazione ad alcuni stranieri con delle difficoltà. "Il Comune mi aveva chiesto di accoglierli per uno o due anni, poi sarebbero stati sistemati in una casa sociale" racconta Alex ai microfoni del preserale di Retequattro. Una volta sistemata, però, la famiglia non avrebbe mai pagato l'affitto e avrebbe commesso diversi furti ai danni del proprietario. Alex ha quindi provato a chiudere le porte  con un fabbro, in modo che gli occupanti non possano più entrare nella sua parte dell'abitazione, ma costoro reagiscono e l'uomo, che anche per vie legali non è riuscito ad avere indietro casa sua, ha deciso di svendere la villa.

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17 luglio 2017

Le aveva tutte negli occhi

Non ho mai fatto questa esperienza, per cui non posso dire se sia credibile o meno ma la notizia mi sembra molto improbabile. Si possono avere 27 lenti a contatto negli occhi, accumulate in 35 anni? Non era mai andata da un oculista in tutto questo tempo? Vabbè, facciamo finta di crederci..


Le trovano 27 lenti a contatto negli occhi. Negli anni non se n'era mai accorta

Il caso in Inghilterrra di una paziente di 67 anni che i medici stavano preparando per un intervento di cataratta all'ospedale Solihull, in Inghilterra. "Nessuno di noi aveva mai osservato un caso del genere", hanno detto gli oculisti dopo la scoperta

AVEVA 27 lenti a contatto negli occhi. Perdute, raggruppate "in una massa bluastra" e tenute insieme dal "muco". Lei è rimasta sotto shock quando ha realizzato la cosa, ma anche i medici sono rimasti a bocca aperta appena hanno scoperto questo "deposito" di lenti a contatto in una paziente di 67 anni che stavano preparando per un intervento di cataratta all'ospedale Solihull in Inghilterra. Intervento che - naturalmente - è stato rinviato. I fatti si riferiscono allo scorso novembre e sono stati rivelati da un medico solo adesso al British Medical Journal.

La storia ha dell'incredibile. Soprattutto perché avere tutte quelle lenti negli occhi per anni e anni non deve essere particolarmente piacevole. "Quando la donna è stata visitata due settimane dopo aver rimosso le lenti ha detto che i suoi occhi si sentivano molto meglio", hanno riferito  non senza ironia i medici. "Nessuno di noi ha mai osservato un caso del genere", hanno spiegato meravigliandosi che la donna non avesse riscontrato alcun sintomo in quella insolita situazione. Sì, perché aveva usato le lenti a contatto mensili per qualcosa come 35 anni, frequentando molto poco lo studio del suo oculista per i controlli.

"Ci sono a volte dei pazienti con una lente a contatto incastrata sotto la palpebra superiore, soprattutto se non sono abituati all'usura delle lenti o sono particolarmente maldestri, ma la situazione dinanzi alla quale ci

siamo stavolta ha dell'eccezionale". Anche perché, hanno spiegato i medici dell'associazione di optometristi clinici, "la maggior parte dei pazienti in questo caso avrebbe un arrossamento significativo e fastidioso, con alto rischio di infezioni oculari".

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16 luglio 2017

Italiani delinquenti in Spagna

Scritte contro gli italiani a Tenerife, per colpa di qualche delinquente con il cervello in fuga (dal corpo) che evidentemente in Italia ha troppa concorrenza e non riesce a farsi valere. Ormai ci sono talmente tanti criminali d'importazione a casa nostra che anche per lavorare disonestamente bisogna emigrare. 



“Fuori gli italiani”: a Tenerife aumenta l’esasperazione nei confronti di troppi “scappati di casa”

Il seguitissimo blog Diario di Tenerife, gestito da italiani residenti sull’isola, riporta una notizia che non ci stupisce affatto. Da tempo, parlando con amici che vi risiedono, siamo a conoscenza di troppe malefatte compiute da connazionali che, non priprio bonariamente, vengono oramai definiti in tutte le Canarie scappati di casa.

Ecco l’articolo integrale:

Negli ultimi anni è aumentato enormemente il numero degli italiani residenti a Tenerife e alle Canarie: connazionali che non sempre si comportano nel migliore dei modi e vivono onestamente. E l’aumento di episodi di truffe o microcriminalità commessi da italiani, sta alimentando sentimenti di antipatia e diffidenza…

Una connazionale che vive a Tenerife, Anna Canepa, ha segnalato sul gruppo Facebook “Italiani a Tenerife” la comparsa di una scritta su un muro della frazione di Guaza – una località a pochi km dalla zona turistica di Los Cristianos – che recita: “Fuera Italianos” ovvero “fuori gli italiani”, accompagnata dalla parola “mugres” che significa “sporchi”, “feccia” ma può essere inteso anche come “inutili, di scarso valore”, in una parola pezzenti.

E’ bene sottolineare che si tratta di un episodio isolato, la comunità italiana non è vittima di episodi razzisti o di intolleranza, ma sicuramente negli ultimi anni la reputazione degli italiani è precipitata, e siamo visti sempre con maggiore diffidenza, cosa tangibile talvolta anche quando andiamo ad affittare una casa.

Una situazione simile a quella dei migranti in Italia

Gli italiani di Tenerife potrebbero trovarsi a vivere una situazione simile a quella che vivono comunità come i romeni o gli albanesi in Italia, la maggioranza dei quali sono brave persone, ma per colpa di una minoranza sono visti con diffidenza. A Tenerife sta accadendo qualcosa di simile, grazie ad italiani che si trasferiscono sull’isola e non riuscendo a trovare un lavoro si mettono a delinquere, truffare connazionali e non, e altre “bravate”. Per non parlare di quelli che partono dall’Italia con l’idea di vivere di spaccio o simili.

Non ci sono controlli sui precedenti

Spostandosi da un paese all’altro della zona Shenghen per ottenere la residenza non è richiesto il certificato penale, che invece viene richiesto da alcune nazioni a chi vuole aprire un’azienda o trasferirsi,  pertanto una persona che ha precedenti penali, specie se non gravissimi, si rifà la verginità, risultando incensurato in Spagna. Un ex delinquente non viene distinto da chi invece ha sempre vissuto onestamente.

Arrivano, delinquono e se ne vanno

Come avviene un po’ ovunque, le leggi fanno paura principalmente a chi ha “qualcosa da perdere”, dei beni, un posto di lavoro, una casa o altro. Chi è nullatenente non teme multe, non teme sanzioni, sicuro della propria impunità. In molti espatriano con questo spirito, verso la Spagna ma verso anche altri paesi. Gli italiani si lamentano dei migranti che giungono in Italia, ma anche noi non è che esportiamo solo ‘cervelli’. Ultimamente in particolar modo.

I delinquentelli italiani per fortuna non commettono reati gravi di allarme sociale, reati violenti etc. ma truffe e altri crimini minori comunque odiosi e da stroncare. In ogni caso la nostra reputazione è sicuramente in via di peggioramento.

Isolare le mele marce

Alcuni italiani, come Franco e Bina, titolari di Leggo Tenerife, il giornale degli italiani di Tenerife, da tempo sono in prima linea per informare e segnalare su casi di truffa e altri episodi, spesso compiuti da italiani a danno di altri connazionali, ma ovviamente questo non basta. Anche su questo blog abbiamo ripetutamente segnalato e messo in guardia i lettori sulle tecniche usate dai truffatori e dai ‘falsi amici’. Ma evidentemente non basta.

La comunità italiana rischia di pagare le colpe di una minoranza

Gli italiani di Tenerife rischiano di pagare le colpe di gente che dopo aver prodotto danni alla collettività ed in particolare agli italiani stessi, tornano in Italia oppure si spostano in altre nazioni dove iniziare da capo le truffe o le altre attività illecite.

Ci auguriamo che i canari sappiano distinguere, sappiano non fare di tutta l’erba un fascio, come fanno gli stessi italiani in patria nei confronti degli stranieri.

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15 luglio 2017

I sottopassi di Civitanova

Ci sono sicuramente problemi più grossi a Civitanova ma a me personalmente fa schifo vedere tento degrado, scritte ovunque, immondizia e nell'articolo non l'ho visto ma il sottopasso Esso era una latrina fino a poco tempo fa. Tra scrizzolina, fidel, islam e i pallonari, con i loro scarabocchi hanno ridotto Civitanova uno schifo.


Civitanova, i sottopassi del lungomare nord tra scritte e immondizia (Foto)

Percorrendo la statale, tra la Castellara ed il Broccolo, ci sono diversi sottopassi a Civitanova, tra pedonali, per auto e per mezzi pesanti. Caratteristica abbastanza comune è la situazione di degrado in cui versano, alcuni ricoperti dalle scritte più svariate, molte delle quali sono abbastanza recenti e sicuramente vergate dalla stessa mano, data la loro ricorrenza.

Procedendo in direzione nord, il primo che incontriamo e il sottopasso dalla Castellara dove non ci sono problemi particolari, se non qualche furgone che ogni tanto si incastra. Il successivo è quello pedonale che sbuca in via Regina Elena, tra la pasticceria Montanari e la..

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14 luglio 2017

Sesso in pieno centro

Diciamolo pure, il sesso in auto, in strada, in spiaggia ormai non fa quasi più notizia ma la cosa che mi ha colpito di questo articolo è il fatto che la macchina non era loro. I due amanti focosi, arrivati a piedi, stavano facendo sesso sopra la prima auto che hanno trovato (dalle immagini sembra anche l'unica).


Sesso lungo le Rive: coppia immortalata prima su un'auto, poi sull'asfalto (VIDEO)

Le immagini pubblicate dalla pagina Facebook MdMItalia hanno generato sdegno e ilarità

"Com'è bello far l'amore da Trieste in giù" cantava Raffaella Carrà. Ma da qui a farlo per strada, davanti i passanti, sulle auto in sosta e poi sull'asfalto, c'è un oceano di senso civile e del pudore. 

Pubblico social diviso per le foto pubblicate dalla pagina Facebook MdMItalia con il commento "questi due stavano ... in pieno centro a Trieste sul cofano di una Honda Civic, dopo qualche ..., sguardi increduli dei passanti, sono caduti sul marciapiede per poi continuare l'amplesso. La situazione è diventata ancora più strana quando è arrivato il proprietario dell'auto, che per fortuna sua non ha visto cosa stessero facendo sulla sua Honda". Se da una parte c'è chi critica l'inciviltà del gesto e si chiede perchè non siano state chiamate le forze dell'ordine (avrebbero potuto incappare in una denuncia per atti osceni in luogo pubblico), dall'altra c'è chi invece afferma "cosa c'è di male?"; mentre per la maggiore vanno i commenti ironici. 

Siamo dunque intorno alle 00.45 di mercoledì 12 luglio lungo riva Ottaviano Augusto, nella zona dei parcheggi nei pressi della Sacchetta: due giovani, una coppia eterosessuale, è stata immortalata dai passanti mentre appunto hanno deciso di fare l'amore in pubblico, in un luogo neanche appartato, sfuggendo tra l'altro ai stringenti controlli istituiti per il vertice sui Balcani in corso da ieri.

Un nuovo caso che farà discutere dopo quello di qualche tempo fa a Monfalcone: anche lì due giovani erano stati addirittura filmati dai passanti mentre raggiungevano l'apice dell'intimità su un marciapiede. 

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13 luglio 2017

Super cafone eccolo quà!

Non posso partire senza avervi fatto vedere il mio vicino di lettino di venerdì scorso. Un tipo figo (crede lui), tutto depilato e con il piercing sul capezzolo. Finché non l’ho visto con i miei occhi non ci potevo credere: quella cosa che porta nel costume è il portafogli.


12 luglio 2017

Vesuvio, si bruciano i gatti

Avevo già letto in altre occasioni di questa tecnica criminale che usano i piromani per appiccare gli incendi: si utilizzano animali, probabilmente gatti, povere vittime da sacrificare e, una volta cosparsi di benzina, vengono dati alle fiamme. Nella loro disperata e inutile fuga hanno raggiungono la boscaglia più fitta dov'è impossibile intervenire con rapidità, per i vigili del fuoco,  quando scoppia un incendio.


Incendi sul Vesuvio: animali vivi usati per estendere le fiamme

Vesuvio in fiamme, famiglie evacuate, tensione. Fumo nero, denso, irrespirabile: una colonna immensa, tragica, colma di cenere che s'è posata sulla città di Napoli, poi sui comuni vicini fino ad arrivare in Irpinia e nel beneventano. E poi la grande paura che le fiamme potessero raggiungere le discariche alle pendici del vulcano trasformando l'incendio in un drammatico rogo tossico di rifiuti: esercito schierato fino a notte fonda a protezione della discarica di Novelle Castelluccio per intervenire con immediatezza in caso di fiamme troppo vicine. 

L'incendio è doloso, esattamente come quelli che nell'ultima settimana si sono susseguiti senza sosta all'interno del Parco Nazionale del Vesuvio. L'hanno immediatamente appurato i carabinieri forestali che hanno individuato otto inneschi differenti, tutti partiti nello stesso momento, tutti in zone impervie, irraggiungibili. Stavolta, però, chi ha dato fuoco al Vesuvio ha deciso di fare le cose in grande, per rendere impossibile lo spegnimento. Chi ha agito conosce bene quella montagna, s'è inoltrato nei boschi e per rendere più difficile l'intervento dei vigili del fuoco, ha utilizzato animali, probabilmente gatti, povere vittime da sacrificare: cosparsi di benzina e dati alle fiamme, nelle loro disperata e inutile fuga hanno raggiunto la boscaglia più fitta dov'è impossibile intervenire con rapidità quando scoppia un incendio.

Il fuoco è partito all'alba, due diversi focolai che a metà giornata si sono uniti generando un fronte di fuoco lungo due chilometri, impossibile da tenere sotto controllo. Le fiamme inizialmente sono partite da una zona compresa fra Ottaviano e Terzigno, poi il vento le ha spostate trascinandole fino alla fascia litoranea, sempre più vicine alle zone abitate. Subito sono scattate le procedure di emergenza: bloccate tutte le vie di accesso al vulcano di Napoli, evacuati ristoranti e abitazioni nei comuni di Ercolano e di Torre del Greco, evacuate anche alcune abitazioni nel comune di Boscoreale. 

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