31 marzo 2017

Multa illegittima, prostituta risarcita

A questo punto arrendiamoci e cerchiamo una soluzione diversa dalle multe. Qualche idea?



Montemarciano, il giudice di pace cancella la multa alla prostituta

MONTEMARCIANO - L’ordinanza è illegittima e il Giudice di pace annulla la multa alla presunta squillo. Una sentenza che rischia di vanificare gli sforzi fatti dal Comune di Montemarciano per arginare il fenomeno della prostituzione. L’ente, invece di incassare le 311 euro del verbale, dovrà pagare 546,31 euro di spese di lite. Il sindaco non si arrende e ha dato mandato di modificare l’ordinanza in base alle nuove esigenze normative. Il giudice di Pace ha dichiarato illegittima l’ordinanza 72 del 2010, che vieta l’esercizio del meretricio sulla pubblica via, e il verbale che da essa traeva origine, sostenendo che, a seguito della sentenza della Corte costituzionale che dichiarava l’illegittimità dell’articolo 54 del decreto di legge 267 del 2000, in merito ai poteri speciali conferiti ai sindaci, «anche l’ordinanza debba essere dichiarata illegittima, come il provvedimento sanzionatorio conseguente alla sua violazione, che perciò, deve essere annullato».

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30 marzo 2017

Esposizione di peni ricevuti (non richiesti)

L'incredibile storia della signorina Whitney che ha ricevuto talmente tante foto di uccelli (ci tiene a precisare: non richieste) che ha deciso di farci una mostra. 

Che ci siano tanti maiali tra gli uomini nessuno lo mette in dubbio ma perché scrivono tutti a lei?




Questa donna ha fatto una mostra con tutte le foto non richieste di piselli che ha ricevuto
 
L'abbiamo raggiunta per parlare di tecnologia, molestie ed estetica.

Ah, le foto di peni non richieste. La tecnologia ha reso fin troppo facile per gli uomini inviare la foto del proprio membro a una donna, che la riceverà magari mentre è sul treno che legge o sta tornando dal lavoro. È una cosa piuttosto recente, perché chi si sarebbe preso la briga di portare le foto al negozio per svilupparle? Ma oggi che tutti hanno uno smartphone queste foto arrivano ovunque, nonostante il fatto che molte donne non le vogliano. Non le vogliano proprio.

Whitney Bell è una di queste donne. Lo scorso weekend c'è stata l'inaugurazione della sua mostra, a Los Angeles, I Didn't Ask For This: A Lifetime of Dick Pics, che mette in mostra la quantità e la varietà di foto non richieste che ha ricevuto.

Appena entrata ho visto le pareti piene di foto incorniciate, come in una tradizionale galleria d'arte, e in mostra c'erano opere di 30 artisti. Dietro un'altra porta Bell aveva ricreato la sua casa, e ovunque erano appese foto di cazzi. Circa 200, per l'esattezza. Bell ha dichiarato di aver chiesto che le foto non richieste venissero disposte così per mostrare quanto invadenti e pervasive sono. Anche quando è da sola, a casa sua, non è al sicuro.

Ci siamo sedute sul divano, fingendo che quello fosse realmente il suo salotto, e abbiamo iniziato a parlare.

VICE: Come è cominciato il progetto?
Whitney Bell: Con una foto davvero bella di un cazzo poco illuminato mandatomi da un ragazzo con cui uscivo. L'ho mandato a un'amica che mi ha detto, "È una foto talmente bella che dovrebbe stare in un museo." È allora che ho pensato alla serie di foto di cazzi.

Quindi è nato tutto da una foto che ritenevi genuinamente bella?
Sì, la cosa è: non è odio per i cazzi o per gli uomini. Mi piacciono entrambi. Non mi piace essere molestata. Ed è così che dobbiamo cominciare a considerare la cosa. Queste foto sono non richieste. A volte ho chiesto foto simili ai miei ragazzi, ma non voglio vedere il cazzo di una persona che non conosco o con cui non c'è il rapporto per farlo.

Dove hai preso tutte queste foto?
Molte delle foto mi sono state inviate senza che le chiedessi, o me le hanno inoltrate altre donne a cui era successo lo stesso. Mi sono rivolta a donne che conosco, a organizzazioni femministe, sono andata su Chatroulette e Reddit e ho parlato con gli uomini che le mandano: volevo scoprire perché le mandano, quale spinta psicologica ci sia dietro. Una volta che abbiamo cominciato a parlare, molti uomini hanno cominciato a girarmi foto, senza fini provocatori etc. Su Chatroulette invece i cazzi erano pronti sullo schermo, non c'era nemmeno bisogno di chiedere.

Perché lo fanno? Hai avuto qualche lume?
È esattamente come me l'aspettavo. Molestie. Il sesso non c'entra. C'entra il potere. Sono uomini che vogliono avere il controllo. Gli piace sapere che ti stanno costringendo a vedere quello che vedi, lo sanno che non gli chiederai di uscire se ti mandano una foto simile.

Non è un approccio, è come quando fischi a una ragazza per strada. Lo fai perché puoi.

E quasi ce lo aspettiamo, anche.
Sì, e vorrei che il femminismo cambiasse questa prospettiva. Penso che un sacco di persone considerino il femminismo come una minaccia, ma in realtà il femminismo vuole solo l'uguaglianza. Che le donne siano pari agli uomini, e gli uomini pare alle donne. Quest'idea per cui gli uomini non riescono a controllare i propri impulsi è sbagliata. Il femminismo dice che gli uomini sono meglio di così. Ed è quello che voglio dimostrare.

Gli uomini non cercano mai di difendersi dicendo che hanno ricevuto—che so—foto di tette che non avevano chiesto?
C'è una cosa da specificare: quando un ragazzo con cui esco mi manda una foto, di solito c'è anche parte del corpo, non è un close up estremo sul pene. Quando le donne mandano foto sexy, non mandano un close up della vagina. La differenza sta lì, che un focus estremo sul pene è aggressivo. Penso che ci sia una differenza tra una ragazza che manda foto sexy e un ragazzo che manda foto del cazzo—non voglio dire che anche le donne non possano molestare sessualmente gli uomini...

Ma è diverso.
Sì, è diverso. Quando lo fai per molestare e mettere in chiaro che hai il potere, allora non va bene.

Quante foto non richieste di peni hai ricevuto?
Circa quattro anni fa, un tizio ha continuato a mandarmi foto del suo cazzo nella mail. Pensavo fosse un virus o che, ma alla fine dopo quattro mesi ero con un'amica a San Francisco, e lei mi ha chiesto se stavo ricevendo foto strane e io le ho detto sì. Insomma, è venuto fuori che ogni volta che un ragazzo le chiedeva una foto sexy su OkCupid lei diceva "foto per foto" e mandava il mio indirizzo email. Il mio odio è nato da lì. Ma non ho più quelle foto, le ho cancellate subito.

Ce ne sono alcune interessanti in mostra qui—pensi che gli uomini che le hanno scattate le trovino belle foto?
Qui ce n'è uno che sembra strozzarsi il cazzo. Questa secondo una mia amica sembra una balla di fieno con un parrucchino. E questa mi è arrivata su Instagram, quindi potevo cliccare sul suo profilo e guardare tutta la sua vita, la sua famiglia e i figli.

Ovviamente internet ha reso tutto più facile, ma secondo te ci sono altri motivi per cui il fenomeno è in crescita?
La tecnologia ti garantisce l'anonimato—anche se poi non è del tutto vero, ti senti così. Questi ragazzi non avrebbero mai il coraggio di farlo davanti a tutti. Come dicevo, lo fanno perché sanno di poterlo fare. Nessuno fa loro notare che hanno comportamenti molesti, non si preoccupano di possibili conseguenze. E io voglio che capiscono che possono esserci conseguenze.

Pensi ci dovrebbero essere dei provvedimenti?
Sì. So che la legge non farà mai niente, ma penso che questi uomini debbano scontare qualcosa.

La vergogna?
Esatto. Proprio questo sto tentando di fare, farli vergognare. Internet permette alle persone di essere al loro peggio—molti non ci pensano, perché non devono pensarci. E non parlo solo delle foto, prendi la droga: a noi come donne insegnano a non prenderla, agli uomini però non insegnano che il consenso è la base.

Cosa consigli di fare a una donna che riceve una foto di un pene che non ha chiesto?
Di spedire al mittente la foto di un pene più bello.


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29 marzo 2017

L'umanità dei vegani

E' veramente incredibile come questi signori riescano ogni volta farsi notare per le amenità che dicono. Il povero Emanuele, massacrato a calci e pugni, per questi geni vale come un pesce o un passeraccio. Ma siamo veramente impazziti?


Alatri, sciacallaggio dei vegani su Emanuele: «È morto anche il pesce»

«Beh, sembrerò cinica, ma quando muore un cacciatore, ossia uno che non ha il minimo rispetto per la vita, non provo nessuna pietà! Anzi… penso “uno di meno!”… E non conta niente se c’ha 20 anni e se gli hanno fatto la pelle!!! Lui la pelle l’ha fatta a tanti altri… e la ruota gira!!!». La follia vegana non risparmia nemmeno il povero Emanuele Morganti, massacrato dal branco per un banale pretesto prima, vittima della violenza delle parole poi, da morto.

Il 20enne picchiato a morte ad Alatri da un gruppo di coetanei dopo una lite nata per un drink, nelle ultime ore è diventato suo malgrado anche il protagonista di una serie di commenti al vetriolo ad opera di alcuni vegani, che ne prendono di mira la passione per la pesca e la caccia e, in alcuni casi, ne festeggiano la morte. Sotto le foto del giovane, sotto gli articoli che lo riguardano, sotto ogni discussione sull’orribile delitto di Alatri, i commenti degli animalisti integralisti non si risparmiano e non si fermano nemmeno davanti al dolore per la morte senza senso di un ventenne.

Fra i primi ad accorgersene, gli admin del gruppo satirico Facebook “Anche i vegani muoiono”, che hanno scovato e pubblicato uno dei tanti post sul ragazzo – quello di Sarah, ad esempio, che alla foto di Emanuele sorridente mentre mette in bella mostra una carpa appena pescata commenta: «Emanuele è stato ucciso. Il pesce anche», dando vita a una vera e propria raccolta di screenshot agghiaccianti da parte degli utenti, ora impegnati a segnalare qualunque tipo di comportamento scorretto nel nome di Emanuele.

Una vergogna che non fa ridere e che solleva i soliti dubbi sull’utilizzo scorretto della rete per scopi “poco nobili” o per sciacallaggio anche ai danni di chi non c’è più, senza che nessuno possa fare nulla.


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28 marzo 2017

Il decreto "salvaciclisti"

Se passerà questo disegno di legge, per sorpassare un ciclista, d'ora in poi, bisognerà portarsi un metro. E' infatti stato presentato in senato un ddl che mira ad introdurre sanzioni fino a 651 euro se si sorpassa a meno di un metro e mezzo di distanza. Se questi signori però viaggiano uno accanto all'altro se non addirittura in gruppo, può verificarsi il caso che la strada non sia sufficiente e per non incorrere in sanzioni, bisognerà aspettare pazientemente.


Multe fino a 651 euro per chi sorpassa un ciclista a meno di un metro e mezzo di distanza

ROMA - Novità sostanziose in vista per gli amanti delle due ruote senza motore e preoccupanti per tutti gli automobilisti. Vietato sorpassare il ciclista a meno di un metro e mezzo di distanza. È questa la novità introdotta dal ddl 2658, immediatamente ribattezzato "salvaciclisti" approdato in Senato nei giorni scorsi e ora assegnato all'esame della commissione competente.

Il testo, a prima firma Michelino Davico (Gal) ma sottoscritto da oltre 60 senatori di tutto l'arco costituzionale (e col sostegno del ciclismo agonistico italiano), vuole sopperire ad una lacuna esistente nel codice della strada che regolamenta il sorpasso delle due ruote solo in maniera generica, per proteggere i ciclisti "utenti deboli della strada" e rendere meno pericolosa la coesistenza con gli altri utenti della circolazione.

Il comma 2 dell’unico articolo del ddl “salvaciclisti” tutela quindi i ciclisti in strada e punisce gli automobilisti che infrangeranno la legge saranno applicate le seguenti sanzioni: una multa che parte da 163 a 651 euro, la sospensione amministrativa della patente di guida (da 30 a 90 giorni e fino a 6 mesi se il guidatore è un neo patentato).

Nel nostro sistema, si legge infatti nel testo, le biciclette sono troppo spesso “nemiche” degli automobilisti, che cercano il momento migliore per sorpassarle perché viste molto spesso come un “intralcio” alla circolazione a motore.

I dati, infatti, illustrati nella stessa relazione, sono allarmanti. Su 4 milioni di persone che pedalano in Italia (una media del 6% della popolazione, inferiore di due punti rispetto a quella europea) le statistiche mostrano circa 250 ciclisti morti in un anno, oltre 16mila feriti con un indice di mortalità pari ad 1,43 (contro lo 0,67 delle autovetture) e un indice di lesività pari a 94,23 (contro il 65,05 delle autovetture) (dati Istat, 2016).

Osservando gli indici di gravità, ossia il rapporto tra numero di morti e numero totale di morti e feriti, si può notare, prosegue la proposta di legge, che "gli incidenti più gravi avvengono nell'ambito extraurbano dove ad influire sul maggiore rischio di decesso per i ciclisti è proprio la velocità dei veicoli motorizzati". Tutto ciò impone, dunque, un intervento normativo, per porre rimedio alla situazione, partendo da una maggiore tutela dell'utente debole della strada e, in primis, da una delle fasi più pericolose per i ciclisti, ovvero "quella del sorpasso da parte dei veicoli a motore che, spesso, effettuano tale manovra a distanza eccessivamente ravvicinata rispetto alle biciclette".

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27 marzo 2017

Ferrari in salsa spagnola

In principio furono i cinesi che copiarono le auto della casa di Maranello vendendole per originali, un classico. La notizia di questi giorni invece, anche se era già successo qualche anno fa, viene dalla Spagna, dove, partendo da auto medie come Peugeot e Toyota, tiravano fuori delle Ferrari e delle Lamborghini che poi rivendevano come usate su internet a prezzi molto abbordabili.

Uno di questi giorni mi metto a cercarle e se le trovo, ne voglio ordinare una a metano.



Fabbricavano Ferrari false partendo da auto “medie”: tre arresti in Spagna

Sgominata una banda che ricostruiva supercar che poi vendeva su Internet come macchine usate

Avevano inventato un curioso business: prendevano auto di categoria media, ricostruivano intorno una carrozzeria il quanto più possibile simile a quello di supercar del calibro di Ferrari e Lamborghini, e poi le rivendevano su Internet spacciandole per le auto originali, di seconda mano, a 40 mila euro circa. 

Gli agenti della Polizia spagnola hanno smantellato un laboratorio clandestino nella città di Sils, Girona. L’indagine ha preso il via dopo che nella città di Benidorm era stata individuata una delle Ferrari contraffatte, spiega la Polizia nazionale sul suo sito, realizzata in violazione dei brevetti industriali della marca di Maranello.

Così le forze dell’ordine si sono messi sulle tracce dei falsari, individuando il laboratorio di Sils, dove hanno trovato ben 14 veicoli in diverse fasi della lavorazione, di cui quattro già terminati e pronte alla vendita. Nel laboratorio, gli agenti hanno trovato pezzi di ricambio, stampi in vetroresina per la realizzazione della carrozzeria, documenti e marchi falsi. 

Nel video diffuso dalla polizia si vede che i telai di partenza erano quelli di auto comuni, a marchio Peugeot e Toyota. Come se non bastasse, il capo della banda di falsari aveva attrezzato parte del garage per la coltivazione di marijuana: sono stati rinvenuti 950 vasi. La perquisizione ha portato all’arresto di tre persone. 


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26 marzo 2017

Il sobrio battesimo zingaro - Video

I signori di Libero hanno pubblicato un filmato fenomenale: il battesimo di un bambino rom, in Slovacchia, a cui gli invitati hanno regalato oro e denaro per almeno 30 mila euro. Una cosa da far accaponare la pelle per la cafonaggine ma che come sappiamo, piace molto a questi amici chic.


Regali da 30 mila euro. Il sobrio battesimo di un bambino rom

Il battesimo più oneroso di sempre: 30mila euro di regali per il figlio di una famiglia rom che vive in Slovacchia. La festa è quanto di più sfarzoso esista, i genitori Milan Krvel e Lenka Krvelova - di Michalovce - lo hanno addirittura vestito con uno smoking bianco e oro. Tra i regali, oltre ai soldi, una quantità smisurata di gioielli.


Guarda il VIDEO

25 marzo 2017

La meraviglia del grande nord

Ho letto e voglio condividere questa bellissima pagina del sito beyondthepillarsofhercules, di Valeria Castiello, che racconta del suo viaggio dello scorso febbraio nella Lapponia svedese. Dopo aver attraversato la Scandinavia in lungo e in largo nell'estate 2015 (Stoccolma-Capo Nord e ritorno) mi sono innamorato di quei posti ed uno dei miei sogni è di poterla visitare nel perdiodo invernale. Quello che ha fatto Valeria ed ha raccontato magnificamente.


Lapponia Svedese in inverno: la magia del Grande Nord

Lapponia Svedese: dove si trova, cosa vedere e fare

La Lapponia è una regione culturale artica e sub-artica che comprende il Nord della penisola Scandinava, e una minuscola parte della Russia: come avrete intuito noi siamo andati nel Nord della Svezia, nello specifico nei dintorni di Skellefteå, (leggi “Scvellefteo”, mi perdonino i linguisti).

Si sente il suono del silenzio, e ci riappropria di ritmi umani, cosa che nelle grandi città abbiamo dimenticato da tempo. Circa il 2% della Lapponia Svedese è abitata o coltivata; il resto è landa deserta o foresta: per chi come me viene da una metropoli, è un’emozione non da poco.

Visto che qui ogni cosa ruota attorno ai ritmi della natura, ogni stagione offre possibilità diversificate: noi abbiamo sperimentato la magia dell’inverno, e alcune delle incredibili attività legate al ghiaccio, alla neve, e alla fauna locale.

Attività invernali in Lapponia Svedese

Anche solo rimanendo nel raggio di 150 km da Skellefteå, di attività invernali ce ne sono infinite, ma sono soprattutto autentiche e originali.

Se, come noi, farete base al magnifico Lantliv Lodge, vi accompagneranno dove vorrete, offrendo tutta la loro conoscenza locale, fotografica e naturalistica.

Ecco la nostra selezione di esperienze, in 8 incredibili giorni lapponi:

1. Workshop fotografici con Edoardo Miola, fotografo di viaggio professionista
2. Trekking e pattinaggio sul Mar Baltico ghiacciato
3. Slitta trainata da husky (e un assaggio di motoslitta)
4. Passeggiata a cavallo nelle foreste innevate
5. Ciaspolata nel bosco: renne e Sami
6. Skellefteå: la Lapponia urbana in inverno
7. Pesca su ghiaccio
8. Luci del Nord e Aurora Boreale

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24 marzo 2017

Pianista fuori posto: multato

Ho letto sull'ottimo Picchionews di quello che è capitao a questo signore e come molte altre persone, sono rimasto basito. Si tratta di un pianista che ha suonato in tantissime piazze d'Italia, gratuitamente, e questa mattina era a Civitanova... dove è stato multato.



Civitanova, arriva "il pianista fuori posto" e i vigili lo multano

Grande sorpresa questa mattina per quanti si sono trovati a passare nei pressi di Piazza XX Settembre. C'era infatti l'esibizione de "Il pianista fuori posto", al secolo Paolo Zanarella, che in questi giorni sta omaggiando le piazze della regione con la sua musica.

In tanti si sono fermati ad ascoltarlo e a cercare di capire chi fosse quel musicista che incantava gli astanti.

Zanarella ha 49 anni, è nato a Campo San Martino, nel Padovano, e si definisce “amante dell’improvvisazione”. È laureato in teologia e lavora come consulente aziendale, infatti non fa il musicista per professione, ma per “vocazione”, “Per portare la musica ovunque”. Le sue melodie sono “reinterpretazioni musicali, espressioni intimistiche, di melodie che improvvisa, di musiche che ascolta e che lo emozionano”, spiega sul suo sito www.ilpianistafuoriposto.it, dove si possono vedere le foto dei luoghi “più strani” nei quali ha suonato.

Riferisce però una signora che si trovava in piazza, che ad un certo punto, quella presenza del "pianista fuori posto" non è sfuggita alla solerte polizia municipale che si è recata sul posto con addirittura due pattuglie. Nemmeno dovesse sgombrare dei venditori abusivi!

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23 marzo 2017

Scandalo in Via Duca degli Abruzzi

In Via Duca degli Abruzzi, quella delle poste per interderci, non c'è un palo della luce un cui non ci sia attaccato almeno un volantino, un adesivo o qualche annuncio. Non si possono prendere i numeri di telefono di costoro (niente di più semplice, sono tutti sui volantini) e farli venire a rimuovere quanto di loro competenza, oppure a scelta comminargli una bella multa. Tanto se non sono stati loro direttamente, è stato qualcuno che lavora per loro.



Civitanova: maleducazione e degrado sui pali della luce

In una delle vie principali del centro cittadino, Via Duca degli Abruzzi, è tradizione da parte di molti quella di usare i pali dell'illuminazione pubblica come vere e proprie bacheche.

Essendo una delle vie più trafficate e spesso anche pedonalizzata, si è certi che un volantino attaccato da quelle parti abbia molta visibilità, non pensando magari che la cosa, mettendo da parte il gesto incivile, possa essere anche sanzionata.

I metodi usati sono diversi: si va da quello che compra i pc portatili rotti che, essendo dotato di massima serietà (così scrive lui) mette un piccolo fogliettino con una striscia di nastro adesivo trasparente, alla società che effettua "Transport persoane si colete Italia Romania" che incolla dei veri e propri manifesti. Vanno per la maggiore comunque le girate di scotch, magari ricoprendo interamente l'annuncio, per metterlo al riparo anche dalle intemperie.

Compare anche la pubblicità di un Compro Oro e di un gestore del servizio elettrico ma a farla da padrone sono feste e locali di divertimento, con una discoteca cittadina che ha quasi il monopolio delle affissioni sui pali.
 

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22 marzo 2017

La situazione in città

Dopo il problema della Perego con le donne dell'est, è arrivato anche il ministro olandese che ha dato dei puttanieri a noi meridionali d'Europa. C'è un articolo su Picchionews che spiega la situazione civitanovese.



Nel sud Europa si spende tutto in alcol e donne? A Civitanova (e non solo...) un po' sì

Dato che erano su tutti i media, avrete sicuramente letto o sentito le bizzarre dichiarazioni del ministro delle Finanze olandese e presidente dell'Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem, che ha accusato i Paesi del sud Europa di spendere tutto in alcol e donne.

Ovviamente la cosa non ha nessun senso, perché non è lo Stato che spende soldi pubblici per questi scopi "ludici" ma, eventualmente, qualcuno dei malvissuti che ne fa parte.

Per quanto concerne Civitanova, data la notevole offerta, si deduce che ci sia anche una grossa domanda. Il consumo di alcol è indubbiamente abbastanza elevato, basta frequentare i locali cittadini o leggere i bollettini della polstrada sulle patenti ritirare nei weekend. Ma la cosa in cui eccelle la cittadina è sicuramente l'offerta di sesso a pagamento.

Non sappiamo se siano tutti funzionanti ma a nostra memoria, ci sono almeno tre night club, uno a Santa Maria Apparente, uno nella zona commerciale Aurora ed un altro alla fine della superstrada, dove non si consuma sesso ma si paga comunque per passare del tempo con delle avvenenti signorine.

La ciliegina sulla torta però è la prostituzione vera e propria, con ben 33...



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21 marzo 2017

Meravigliosa fioritura anche da noi

Qualche tempo fa, ho trovato in rete delle foto di un parco giapponese, nelle vicinanze di Tokio, dove la presenza esagerata di un particolare tipo di fiore dava al terreno la stessa tonalità del cielo.



La settimana scorsa mi trovavo a casa di un amico, nelle campagne tra Morrovalle e Montecosaro, ed ho notato tra le margherite, dei fiori azzurri che assomigliavano molto a quelli delle foto ma da un confronto diretto, devo dire che non sono gli stessi.

Pur non essendo propriamente identici però, qualora fossero leggermente di più e fotografati in un certo modo, non dico che raggiungeremmo lo stesso risultato ma potremmo comunque arrivare ad un effetto abbastanza simile al magico parco giapponese. 

Posto di seguito qualche foto.







Questi invece sono quelli originali.


20 marzo 2017

Razzi è ufficialmente un idiota

Finora l'avevo preso sempre come un simpaticone. Per carità, con tutti i difetti del peggior uomo politico, dalle registrazioni all'interno del parlamento che l'hanno reso famoso, con il mitico "fatte li cazzi tua" in poi.

Questa volta però ha passato il segno e nonostante il mio spiccato senso dell'umorismo, non riesco a capisco il cazzo di selfie che si è fatto con quel criminale sterminatore di bambini di Bashar al-Assad, in Siria. Non gli si può mettere un tutore o limitare in qualche modo questo coglione vestito da politico?


Antonio Razzi, quel selfie (osceno) con Bashar al-Assad.

Il senatore Antonio Razzi è una macchietta che non fa più ridere, ma mette solo molta tristezza. Anche il suo nuovo compagno di selfie, Bashar al-Assad, non fa ridere, ma lui fa paura.
«Macchietta» non è un termine offensivo, perché lo stesso senatore Razzi è sembrato apprezzare vivamente l’esilarante caricatura proposta da Maurizio Crozza, quella di un politico in guerra perenne con la lingua italiana e con la cultura in genere, di un senatore che non si sa come è riuscito a entrare in un’istituzione un tempo prestigiosa come il Senato, che insomma, per quanto screditata, dovrebbe aspirare a un minimo di solennità e di rispettabilità dei suoi singoli membri.

Ma da ieri, da quando Razzi si è appartato dalla delegazione europea in visita a Damasco e si è messo a scattare un selfie ridanciano con il tiranno siriano Assad, massacratore seriale del suo stesso popolo, e lo ha diffuso per farsi un po’ di pubblicità, da quel momento il riso si è spento, ogni ironia è inevitabilmente sfiorita, e ogni caricatura ha perduto il suo mordente.

Scherzare per il gusto della battutaccia con chi ha fatto strage negli ultimi anni di oltre duecentomila civili, compresi un numero incalcolabile di bambini, contiene qualcosa non di ridicolo, ma di francamente osceno. È vero che il senatore Razzi non è nuovo a questo tipo di bravate politico-mediatiche e in passato si è persino fatto passare (non il solo, c’era anche Matteo Salvini purtroppo) come ambasciatore delle ragioni della Corea del Nord, che poi è una feroce dittatura anche se la sua scenografia di regime raggiunge vette inarrivabili di grottesco. Ma adesso è diverso. Adesso abbiamo ancora nitide le immagini della carneficina di Aleppo. Abbiamo ancora il sentore del gas che Assad ha sparso sullo stesso popolo siriano. La nostra grande ipocrisia è che per battere l’Isis abbiamo bisogno di un’alleanza con questo tiranno, ma almeno sarebbe il caso di non riderci su, di produrre avanspettacolo dove c’è una tragedia. E non si capisce perché Forza Italia, se vuole mantenere un minimo di profilo serio, non prenda le distanze da un suo senatore che svilisce l’immagine di un partito che aspira a governare l’Italia. Non fa più ridere, Razzi. E ha perso il senso del limite oltre a quello del ridicolo. Il selfie con il dittatore mette solo pena, tristezza, e anche rabbia.


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19 marzo 2017

Infilzato come uno spiedino. E' vivo

Una di quelle vicende che al campionato di storie incredibili vincerebbe il primo premio a mani basse. Non escludiamo che il fatto di chiamarsi Santo e di avere una fede granitica non abbia influito in questa vicenda ai limiti del paranormale.


Cade da tetto, trapassato da una lancia, sopravvive per miracolo

Un ex bancario di 74 anni trafitto a Caltagirone dal fianco sinistro alla scapola destra da un tondino di ferro arrugginito di 15 millimetri di diametro. Senza toccare organi vitali

CATANIA – Volato giù da tetto di casa e letteralmente infilzato da una barra di ferro che l’ha trapanato come una lancia, entrata dal fianco sinistro fino ad uscire fuori dalla scapola destra, un bancario in pensione di 74 anni, dato per spacciato, ce l’ha fatta e dopo tre settimane di interventi e sala rianimazione è pronto per lasciare l’ospedale Cannizzaro di Catania. «So di essere un miracolato», racconta e sorride Santo Busacca, una fede granitica nei Testimoni di Geova e nel professore Maurizio Nicolosi, il chirurgo toracico che ha coordinato le quattro équipe entrate in azione il 24 febbraio, quando scattò un allarme scambiato per uno scherzo.

«Sembrava uno scherzo»

«In sala operatoria per uomo con lama nel corpo. Non credevamo ai nostri occhi vedendo arrivare in elicottero quel Cristo trafitto, gli spuntoni arrugginiti di un tondino di ferro da 15 millimetri che uscivano dal fianco e dalla spalla», ricorda Nicolosi, allora certo che la barra avesse forato organi vitali, che bisognasse attrezzarsi per evitare emorragie letali. Ma il miracolo sta proprio nel fatto che quell’asta rugosa, adesso esposta come un trofeo in ospedale, è penetrata come una freccia solo sfiorando la milza, insinuandosi fra le pieghe dell’intestino senza bucarne un solo centimetro, passando davanti al diaframma risparmiandolo e continuando la corsa in diagonale solo lacerando il lembo di un polmone, ma salvando aorta, arterie e vene polmonari, prima che la punta squarciasse la spalla, pur senza scalfire un osso, sbriciolando solo qualche cartilagine.

Ansia e sorpresa tra i medici


«Dire che ci è bastato sfilare la barra sarebbe riduttivo, ma in qualche modo è quello che è accaduto», commenta Nicolosi. Evocando l’ansia e la sorpresa di medici e infermieri in sala operatoria: «Certo, avevamo prima praticato un’incisione orizzontale sotto il capezzolo, anche per bloccare con i lacci emostatici tutti i vasi a rischio. Ma, quando abbiamo lentamente rimosso la barra, ci è apparso chiaro che il signor Busacca era stato protetto dal destino, dalla fortuna, dal Signore, come se qualcuno avesse teleguidato caduta e impatto con il tondino».

Caduto dal tetto

A quella caduta, a quel volo dal tetto, bisogna ritornare per capire cosa ha rischiato il bancario con casa, moglie e due figlie nel centro di Caltagirone, e con una villetta di campagna a pochi chilometri dal paese di don Sturzo e delle ceramiche, in contrada Mazzarrone, dove corre quando può. Quel giorno arrivò di buon’ora scoprendo che dai rubinetti non usciva acqua per un guasto ai serbatoi collocati sul tetto. «Presi la scala, mi arrampicai, ma una tegola deve aver ceduto...», ricorda. Un piede in fallo, le mani che s’afferrano al bordo dei contenitori ed eccoci al volo, preceduto dalla caduta di intonaco e calcinacci che, come in una carambola, finiscono alla base di un tondino di ferro da tre metri, appoggiato alla parete della casa. Adesso scatta la moviola dei flash rimasti impressi nella memoria del signor Busacca: «Una pietra o una tegola si abbatte alla base del tondino facendolo staccare per un istante dal muro, lasciandolo dritto e teso come un palo di vigna piantato a terra e io ci casco sopra senza potere frenare una corsa devastante». Un attimo dopo, a terra, impalato da quel giavellotto grinzoso, Busacca ha la forza di prendere il telefonino che ha in tasca e chiamare la moglie.

I soccorsi


Il resto è una corsa di ambulanze, medici e infermieri che sedano lo sventurato, di vigili del fuoco pronti a segare il resto della barra, lasciando solo due spuntoni, prima di adagiare il Cristo su un elicottero diretto al Cannizzaro. «Quella caduta è diventata l’incubo delle mie notti, da quando mi sono svegliato dopo due settimane di rianimazione», confida Busacca che non ha memoria nemmeno del volo in elicottero. Dettagli che moglie e figlie raccontano mentre lui indossa la panciera e il corpetto per la spalla, ascoltando le raccomandazioni di Nicolosi: «Ancora un po’ di letto e poltrona, poi riprenderà la vita di sempre». Adesso si preparano a fare il giro del web sia le riproduzioni della Tac con lo scheletro trapanato dalla barra, sia le foto del professore Nicolosi con quella lancia ripulita in mano. «Questa me la porto a casa», azzarda scherzando con il direttore generale dell’ospedale, Angelo Pellicanò, fiero della rapidità con cui quel giorno quattro équipe si ritrovarono pronte a una emergenza mai vista prima.


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18 marzo 2017

Cittadini turchi, fate cinquina

Il signor Erdogan, grande uomo di pace ed esperto in finti golpe, dopo aver rotto le palle a mezza Europa che non gli fa atterrare i ministri, si rivolge direttamente ai turchi che vivono da noi: fate almeno tre figli, meglio se cinque e li invaderemo lentamente.

Credo che aprirò una tabaccheria.



Appello di Erdogan ai turchi in Ue: "Fate almeno 5 figli, il futuro è vostro"

Il presidente di Ankara, durante un comizio in vista del referendum costituzionale del 16 aprile, fa riferimento allo scontro con i Paesi dell'Unione. E attacca anche la decisione della Corte di giustizia europea che permette di vietare il velo sui posti di lavoro

ISTANBUL - Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan lancia un appello inquietante ai turchi che vivono nell'Ue: "Da qui faccio un appello ai miei fratelli in Europa. Vivete in quartieri migliori. Comprate le auto migliori. Vivete nelle case migliori. Non fate tre figli, ma cinque. Perché voi siete il futuro dell'Europa. Questa sarà la migliore risposta all'ingiustizia che vi è stata fatta". Ha detto il presidente tornando sullo scontro con i Paesi Ue, durante un comizio, in vista del referendum, nella città di Eskisehir, a sud di Istanbul, nell'Anatolia nord-occidentale. Le parole del leader di Ankara fanno riferimento al suo frequente appello alle famiglie turche a "fare almeno tre figli". Lui stesso ne ha quattro.

La crisi tra Ankara e l'Ue è stata innescata dal rifiuto di autorizzare alcuni ministri turchi a tenere dei comizi elettorali in città tedesche ed olandesi in vista della consultazione che mira a rafforzare i poteri del presidente. Erdogan è arrivato a definire "nazista" il comportamento di Berlino e dell'Aia.

Circa 2,5 milioni di cittadini turchi che risiedono in Europa possono votare alle elezioni in patria. Ma diversi milioni di più sono le persone di ascendenze turche che vivono negli stati dell'Ue.

Erdogan inoltre non perde l'occasione per attaccare anche la decisione della Corte di giustizia europea che
permette di vietare il velo islamico nei luoghi di lavoro. "Siamo stanchi di tutto questo. Voi dite che è libertà di religione. Io vi sfido a vietare la kippah", ha detto Erdogan, durante lo stesso comizio.


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17 marzo 2017

Festeggiamenti a Dublino

La festa di San Patrizio che capita di venerdì può essere catastrofica per Dublino. C'è una bellissima webcam puntata sul Pub Temple Bar che è il fulcro dell'omonimo quartiere della capitale irlandese dove non entra nemmeno uno spillo dal numero esagarato delle persone presenti. Ogni tanti però, entra qualche ambulanza a prendere quelli che hanno esagerato, come nell'immagine seguente.






 
 
Da Wikipedia
 
Temple Bar è un quartiere del centro di Dublino particolarmente rinomato, ritrovo di molti artisti di strada, ristrutturato e rinnovato a partire dagli anni novanta ed adibito ad autentico luogo turistico. 
 
Nel quartiere, centro della vita notturna della capitale irlandese, vi sono numerosi pub e club. Tra i più importanti locali di questa zona ci sono il Temple Bar, che prende il nome dal quartiere, l'Hard Rock Cafe e la Porterhouse. 
 
Si suppone che questa via prenda il nome dalla famiglia Temple, che viveva in quest'area nel XVII secolo. Sir William Temple, rettore del Trinity College nel 1609, si fece costruire la casa in quest'area, non lontana da The Bar, nome di una passeggiata pedonale lungo il fiume Liffey. Diverse attività culturali hanno luogo nei dintorni, promosse dal Temple Bar Cultural Trust, e l'area di Temple Bar vede anche la presenza dell'Irish Film Institute e di altri centri culturali come il Project.

16 marzo 2017

E' incredibile cosa scrivono

Nella cronaca di Civitanova, sul Corriere Adriatico di ieri, ci sono stati un paio di errori clamorosi che fanno gridare allo scandalo.




Il primo riguarda i lavori alla stazione dove, un articolo che parlava dell'installazione dei tornelli, con la foto inequivocabilmente di Civitanova, iniziava con Macerata. Come se non bastasse la querelle infinata sull'uscita dell'autostrada, adesso ci mettiamo a far casino anche con la stazione?




Se al primo errore, in qualche modo si poteva trovare una giustificazione, il seguente invece è veramente brutto. Un attacco alla città con una cosa inventata di sana pianta. Scrivono infatti i signori del Corriere Adriatico che un telecronista della gara ciclistica dell'altro giorno, avrebbe criticato le condizioni scadenti dell'asfalto sul lungomare sud. 

A tal riguardo c'è un articolo su Picchionews in cui è stato riproposto anche il filmato e dal Broccolo allo stadio, non è stata detta una sola parola sulle condizioni dell'asfalto. [VEDI]


15 marzo 2017

Corruzione nella sanità

Si torna a parlare di corruzione nella sanità. Non ci posso credere! E' veramente strano che in un paese come il nostro, ai primi posti al mondo per la legalità, ci siano ancora episodi di corruzone. Veramente non me ne capacito.

La cosa più bella dell'articolo seguente è questa: "I rapporti tra il deputato-editore, un dirigente Asl che voleva far assumere le fidanzate dei figli e un alto magistrato che voleva il rimborso di un intervento al seno per una signora brasiliana"



Corruzione nella sanità a Roma, indagato il deputato di Forza Italia Angelucci
La sanità pubblica come vacca da mungere: 9 persone arrestate a Roma per corruzione e turbativa di appalti e altre dieci indagate per traffico di influenze e falso. Tra di essi il deputato di Forza Italia Antonio Angelucci, che da portantino è divenuto ras delle cliniche grazie ai buoni uffici del banchiere Cesare Geronzi e alla capacità di accreditamento presso il servizio sanitario.

Angelucci compare da sempre in cima alla graduatoria dei parlamentari più ricchi: nel 2015 dichiarava redditi per poco meno di quattro milioni di euro. L’anno successivo si è fermato a 1 milione e 657.

L’indagine tocca anche l’ex magistrato di Cassazione Franco Amedeo, noto alle cronache per aver redatto il verdetto sulla frode fiscale Mediaset, che costò il seggio da senatore a Silvio Berlusconi in virtù della legge Severino.

Le indagini dei carabinieri del Nas hanno preso il via nello scorso mese di maggio, a seguito della denuncia presentata dall’ex convivente di uno degli imprenditori. La donna avrebbe raccontato che il suo fidanzato era solito pagare tangenti.

Gli accertamenti si sarebbero allargati a macchia d’olio, consentendo agli inquirenti di cartografare quella che il gip Massimo Di Lauro definisce «una ramificata rete di reciproche facilitazioni affaristiche finalizzate alla realizzazione di profitti e vantaggi personali, perpetrate mediante traffici di influenze e la redazione di false attestazioni».

Il sostituto procuratore Corrado Fasanelli avrebbe ricostruito una catena che pare uscita da un film a episodi, ognuno dei quali contiene uno spaccato della commistione tra funzionari pubblici e profitti privati.

In carcere da ieri ci sono i personaggi principali: due dirigenti dell’Asl Roma1 e un gestore di laboratori di analisi cliniche. Ai domiciliari ci sono sei tra dipendenti Asl e imprenditori. Il primo episodio riguarda proprio il deputato berlusconiano, per il quale si ipotizza il reato di traffico di influenze.

Nella prima scena, Angelucci avrebbe contattato Maurizio Ferraresi, medico dirigente dell’Asl Rm1 e presidente della commissione patenti speciali, nel tentativo di sistemare un procedimento in Cassazione relativo a un sequestro preventivo a carico della sua Tosinvest. Come contropartita, Angelucci avrebbe promesso a Ferraresi di sistemare un po’ di faccende in famiglia: il patto pare prevedesse l’assunzione delle fidanzate dei suoi due figli in una delle sue aziende.

Nella scena successiva, compare l’ex toga Amedeo, indagato per corruzione. Costui ha a sua volta una questione da risolvere: una sua amica deve mettere una protesi al seno e necessita di un certificato medico per ottenere il rimborso. In cambio dell’interessamento, Amedeo incassa da Ferraresi la promessa di ottenere quel documento, ovviamente falso. L’intera operazione sarebbe sfumata per il rifiuto del presidente di Cassazione di accogliere le richieste del suo collega. Angelucci sostiene che l’intero teorema della procura si basa su «due assunzioni che non sono avvenute».

Attorno a Ferraresi ruoterebbero poi i 4 milioni e 140 mila euro incassati dal laboratorio di analisi cliniche «Diagnostica medica» per prestazioni eseguite, attraverso segnalazioni a utenti che, per ottenere il certificato di abilitazione alla guida, dovevano sottoporsi a visita. Per il «dirottamento» verso il settore privato, pare che Ferraresi ricevesse un fisso di 5 mila euro al mese.

E poi, ecco la terza storia, c’è l’accordo che Claudio Cascarino, responsabile dell’ufficio operativo dell’Asl Roma 1 che in un’intercettazione si definisce «il Re con il coltello dalla parte del manico». Tramite Ferraresi, Cascarino avrebbe raggiunto un accordo con alcuni imprenditori per truccare una gara da 14 milioni di euro relativa ai lavori di manutenzione di edifici di competenza dell’azienda sanitaria.

Il direttore generale della Asl Roma 1 Angelo Tanese fa sapere che «l’azienda sta collaborando fin dalle prime ore del mattino a fornire tutta la documentazione richiesta dalla Procura» e «non appena avrà notizie più circostanziate adotterà nei confronti dei dipendenti coinvolti i provvedimenti disciplinari del caso, sino all’eventuale risoluzione del rapporto di lavoro».


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Simone Pantanetti nel collegio delle guide alpine

E' stato un vero piacere poter raccontare del mio miglior amico, che conosco dall'età di tre anni e con cui siamo andati a scuola insieme fino alle medie

L'idea originale era quella di chiedergli un parere su alcuni degli incidenti accaduti in montagna quest'inverno ma dato che è un talebano, non ha voluto toccare questo argomento perché il grande pubblico secondo lui non avrebbe potuto capire.

Pensando insieme a qualcosa di interessante da raccontare, alla fine è uscita questa ma secondo me, se indago un po', su di lui ne trovo altre cento.


Montecosaro: Simone Pantanetti nel collegio delle guide alpine

Il montecosarese Simone Pantanetti, classe 1971, alla fine di un corso intensissimo di 720 ore, durato un anno intero, con lezioni pratiche e teoriche che l'hanno visto impegnato per tutti i fine settimana ed un esame finale superato brillantemente, entra a far parte a pieno titolo nel collegio regionale delle guide alpine, come accompagnatore di media montagna.

Il collegio delle guide alpine è l'organo di autodisciplina e autogoverno delle professioni delle guide alpine e degli accompagnatori di media-montagna e per entrarne a far parte è tutt'altro che semplice. Basti dire che il corso appena concluso è stato il terzo organizzato in regione negli ultimi quindici anni e per asserne ammessi bisogna presentare un curriculum che certifichi di aver fatto determinati tipi di escursioni e soprattutto bisogna superare delle difficilissime prove tecniche che hanno fatto una grossa selezione dei candidati.

Il Pantanetti vanta un esperienza decennale di tutto rispetto nell'attività di escursionismo, alpinismo e scialpinismo, sia in Italia che all'estero. Ha partecipato a varie spedizioni in Tibet, percorrendo il Kora del Lago Manosarovar e del Monte Kailash (montagna sacra per i tibetani sia di religione indù che buddista), in Patagonia sul Fitz Roy e Cerro Torre, in California nella valle delle Yosemite, ha percorso più volte in Sardegna il Selvaggio Blu, considerato uno dei dieci trekking più impegnativi d'Europa ed ha scalato le cime più significative delle alpi, Cervino, Monte Rosa e Monte Bianco, sia in estiva che in invernale. Questa è solo una parte del suo bagaglio di esperienze, quello diciamo più comprensibile per il grande pubblico ma vi assicuriamo che c'è molto altro.


 

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14 marzo 2017

Lo scandalo dei bambini

Ogni volta che vedo i coniugi Deambrosis in televisione provo un senso di tristezza immenso. Già il fatto di vedere anziani che soffrono mi fa molto effetto, sapere poi che a questi due signori è stata tolta una bambina senza motivo, mi angoscia letteralmente. Se avete letto la storia (riportata di seguito) saprete che il tutto è nato per una denuncia, rivelatasi poi infondata e che le possibilità che i due possano riavere la figlia, a questo punto, nonostante l'assoluzione, sono praticamente uguali a zero.

Lo stato che decide di toglierti un figlio è lo stesso che permette a due uomini di esseri padri dello stesso bambino o, come nel caso di oggi, a due mamme.

Secondo me è una cosa scandalosa.


Come è nato il dramma dei genitori-nonni di Casale Monferrato

È il 2010 quando Gabriella Carsano e Luigi Deambrosis, oggi rispettivamente 63 e 75 anni, residenti a Mirabello Monferrato, nell'Alessandrino, diventano genitori di una bimba grazie alla fecondazione eterologa effettuata all'estero.

  • Trascorrono poche settimane e i vicini di casa denunciano Deambrosis per presunto abbandono di minore. L'uomo, accusato di aver lasciato la piccola da sola in auto per alcuni minuti, anni dopo verrà definitivamente assolto.
  • Nel 2013 la Corte d'appello si pronuncia per l'adottabilità della piccola e la stessa Cassazione conferma tale orientamento.
  • Il legale dei coniugi Deambrosis, Adriana Boscagli, si oppone alla decisione della Suprema Corte, presentando un ricorso straordinario. Intanto la bimba, che oggi ha quasi 7 anni, dopo l'allontanamento dai genitori naturali, vive tra comunità e affidi provvisori.
  • Nel 2015 la piccola è definitivamente adottata da una famiglia.
  • La Cassazione accoglie il ricorso presentato dall'avvocato dei genitori e rinvia la discussione alla Corte d'appello. Secondo gli Ermellini, nel nuovo giudizio non si deve tenere conto della denuncia per abbandono conclusasi con l'assoluzione del padre e, soprattutto, dell'età dei genitori, in quanto al momento nessuna legge prevede limiti anagrafici per chi desidera avere un figlio.
  • Oggi la decisione dei giudici di secondo grado, che hanno ribadito l'adottabilità della bambina, negando di fatto la possibilità ai genitori naturali, che non vedono la piccola ormai da quattro anni, di riaverla con loro.

Lo psichiatra: "I bambini crescono bene anche con genitori anziani

Un bambino o bambina puo' crescere bene con genitori anziani? Si, secondo lo psichiatra Gustavo Pietropolli Charmet, esperto di problemi dell'adolescenza. "Non dimentichiamo che oggi in Italia c'è una percentuale alta di bambini che sono figli dei nonni, in quanto i genitori lavorano e non hanno il tempo di accudirli. Non è assolutamente vero che riescano peggio degli altri" sottolinea Pietropolli all'Agi, secondo il quale sarebbe bene dire la verità alla bimba sulla propria storia quando raggiungerà la maggiore età. "Il diritto a conoscere la proprie origini è universalmente riconosciuto - osserva - ed è infatti previsto dalla legge, che mette a disposizione gli strumenti necessari. Quando questa ragazza avrà i primi dubbi e farà qualche domanda sarebbe opportuno che la madre adottiva abbia la competenza educativa ed affettiva per poterle spiegare le cose con calma e chiarezza". In linea generale, secondo lo psichiatra, "se si è arrivati alla definizione di inadeguatezza genitoriale assoluta e nessuno dei familiari è stato ritenuto in grado di sostituire la coppia dei genitori naturali, vuole dire che c'erano fondati motivi. Decisioni di questo genere non vengono prese con superficialità".


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13 marzo 2017

Una luna spettacolare

Negli ultimi giorni c'è una luna grandissima, come non l'avevo mai vista e l'altro ieri, al tramonto, era di un colore rosso molto particolare. Purtroppo le foto fatte in auto, non rendono giustizia alla sua bellezza.





12 marzo 2017

Prezzi pazzi per l'assicurazione auto

Avendo la scadenza annuale a fine marzo, un paio di giorni fa ho ricevuto la mail per il rinnovo della polizza. La mia assicurazione è chiaramente una online perché costano meno e funzionano meglio delle altre, nonostante gli assicuratori inventino mille cavolate per negare ciò che invece è evidente.


Ho aperto la mail con questo preventivo e ci sono rimasto male, anche se in parte ero già preparato: pago 40 euro meno dello scorso anno! Una cosa inspiegabile perché per anni è sempre aumentata e negli ultimi tre invece, ha iniziato a scendere.

Ovviamente non c'entrano niente le classi di merito perché fortunatamente nonho fatto mai incidenti ed anzi, avendo come classe interna alla compagnia un -10, non posso più migliorarmi perché quella è la minima in assoluto.

Ma veniamo alle cifre che ho pagato negli ultimi anni: 2011 - 383,00 / 2012 - 411,20 / 2013 - 449,50 / 2014 - 455,53 / 2015 - 439,80 / 2016 - 404,98 / 2017 - 364,33

Nonostante la mia meraviglia di un prezzo così basso, facendo il confronto con la media europea siamo comunque ancora più alti ma sono comunque contento del trend discendente che abbiamo intrapreso.

11 marzo 2017

Uomo di merda

Ormai si vede qualsiasi cosa in televisione e ci siamo abituati quasi a tutto ma vedere il video, anche se interrotto nel momento peggiore, dell'uomo che versa un secchio di benzina sul povero senzatetto mi ha fatto molta impressione. 

Come cavolo puoi essere così crudele, spietato, disumano, brutale, perverso, turpe, immondo, abietto, truce? Il motivo del gesto poi quale sarebbe stato? Perché pensava che avesse una relazione, non con la donna con cui condivideva lo stesso tetto ma con una che l'aveva mandato a cagare e da cui era separato.

Ma in che cavolo di mondo viviamo??


Clochard bruciato vivo a Palermo Fermato benzinaio 45enne, ha confessato: «Ho ucciso per gelosia»

Fermato un benzinaio di 45 anni: il movente del delitto sarebbe legato alla gelosia, l’uomo era convinto che la vittima avesse una relazione con sua moglie, da cui si era separato da poco

Ha confessato l’assassino del clochard Marcello Cimino, 45 anni, bruciato vivo a Palermo all’interno della missione San Francesco, in piazza Cappuccini. Si tratta di Giuseppe Pecoraro, un benzinaio di 45 anni. L’uomo è accusato di omicidio volontario, avrebbe agito per un movente passionale: Pecoraro da poco si era separato dalla moglie e sospettava che la donna avesse una storia con la vittima. I vigili del fuoco erano intervenuti all’interno della struttura di accoglienza, nel cui porticato l’uomo trascorreva la notte, dove era stato segnalato un incendio. Ma avevano trovato il corpo carbonizzato del barbone e, nelle vicinanze, resti di liquido infiammabile.

Ucciso per gelosia

«Pensava che Cimino gli insediasse la moglie - ha spiegato il capo della Squadra Mobile Rodolfo Ruperti - Tra i due c’era stata una lite qualche giorno prima, nella piazza vicina alla Missione San Francesco dei Cappuccini dove è avvenuto il delitto». «Sono stati raccolti una serie di inconfutabili elementi che dimostrano le responsabilità di Giuseppe Pecoraro - spiega ancora il capo della Mobile - Questa triste vicenda - trova origine in futili motivi, un astio che nell’ultimo periodo si era evoluto per una gelosia che Pecoraro aveva nei confronti del senzatetto, per via del corteggiamento della sua donna». Gli agenti della squadra mobile, che erano già sulle tracce dell’assassino, non lo hanno trovato in casa ma per strada, con la barba fatta e con alcune bruciature sulla mano e in altre parti del corpo che cercava di nascondere. Pecoraro inizialmente ha sostenuto di essersi bruciato «con la macchinetta del caffè» ma poi ha ammesso le sue responsabilità.
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