31 gennaio 2013

70° della battaglia di Stalingrado

Oggi si celebra il settantesimo anniversario della Battaglia di Stalingrado (сталинградская битва), svoltasi durante la seconda guerra mondiale che, tra l'estate del 1942 ed il 2 febbraio 1943, vide i soldati dell'Armata Rossa combattere le forze naziste composte da tedeschi, italiani, rumeni ed ungheresi.




Stalingrado diventò un simbolo dell’inizio della sconfitta della Germania. Dopo la Battaglia di Stalingrado in Germania fu decretato il lutto. Per la Germania fu un colpo irrimediabile. Stalingrado è non solo una vittoria dell’arte strategica e tattica, ma anche una manifestazione dell’immenso spirito di sacrificio, di eroismo degli uomini.

Gli esperti occidentali hanno riconosciuto più volte che se non ci fosse stato il successo della Battaglia di Stalingrado, non si conosce quale fine avrebbe avuto la Seconda Guerra Mondiale.


Ho letto e riporto di seguito un interessante articolo che spiega perché, quella di Stalingrado, sia considerata la battaglia più importante della seconda guerra mondiale.

 

Da Russia Oggi: La battaglia di Stalingrado e il suo peso nella storia

Quella di Stalingrado non è stata l’unica brillante vittoria conseguita dall’esercito sovietico durante la Grande Guerra Patriottica. Ci sono stati anche altri successi, altrettanto brillanti, sia per i risultati strategici conseguiti, sia per il livello di arte bellica. Allora perché fra tutti questi successi si ricorda soprattutto quello di Stalingrado?

Colgo l’occasione per parlarne proprio nel 70mo anniversario della Battaglia. Gli interessi della storia, legati all’evoluzione dei rapporti tra i popoli, esigono di liberare la storia bellica da uno spirito di confronto e di sottomettere la ricerca degli studiosi agli interessi che derivano da un’interpretazione profonda, veritiera e oggettiva della storia della Seconda Guerra Mondiale. Compresa la battaglia di Stalingrado.

Nella storiografia mondiale non si trova un’interpretazione unica della battaglia di Stalingrado e della sua importanza per lo sviluppo e la conclusione della Grande Guerra Patriottica.

Al termine dei combattimenti nella letteratura occidentale si è infatti trovato scritto che non è stata la battaglia di Stalingrado a cambiare le sorti della guerra, bensì la vittoria delle forze alleate nella battaglia di El Alamein. Effettivamente, per dovere di obiettività, bisogna riconoscere che a El Alamein si è ottenuta una grande vittoria, capace di dare un contributo significativo alla sconfitta dei nemici.

Ma se osserviamo da un punto di vista strategico-militare, la battaglia di Stalingrado si è svolta su una superficie vastissima, pari a circa 100.000 metri quadrati di territorio, mentre le operazioni a El Alamein si sono susseguite solamente su una costa relativamente stretta del litorale africano.

Durante i fatti di Stalingrado, nelle diverse tappe della battaglia, presero parte più di due milioni di uomini, oltre 26mila mezzi e mortai, 2.100 carri armati e più di 2.500 aerei da guerra. I tedeschi impiegarono 1.110.000 soldati, 10.290 mezzi, 675 carri armati e 1.216 aerei. Mentre a El Alamein lo schieramento africano di Rommel aveva a disposizione solo 80mila persone, 540 carri armati, 1.200 mezzi e 350 aerei.

La battaglia di Stalingrado continuò per 200 giorni e 200 notti (dal 17 luglio 1942 al 2 febbraio 1943), mentre il combattimento a El Alamein per 11 giorni: dal 23 ottobre al 4 novembre 1942. Senza dimenticare l’incomparabile intensità e atrocità dei due combattimenti.

Se a El Alamein le truppe fasciste persero 55.000 uomini, 320 carri armati e circa mille mezzi, a Stalingrado le perdite della Germania e dei suoi alleati furono 10-15 volte di più.

Finirono in prigione circa 144.000 uomini. Anche le perdite sovietiche furono gravi, pari a 478.741 soldati. Molte di queste vite si sarebbero potute salvare. Ma la morte dei nostri uomini non è stata affatto inutile.

Pure l’importanza politica degli eventi non è paragonabile. La battaglia di Stalingrado si è giocata sul principale teatro di guerra europeo, sul quale vennero decise le sorti del conflitto. Gli scontri di El Alamein si sono invece svolti su un campo secondario e la loro influenza sul corso degli eventi può considerarsi indiretta. L’attenzione di tutto il mondo non era incentrata tanto su El Alamein, ma proprio su Stalingrado.

A sua volta, i gravi danni e le grosse perdite della Wehrmacht a Stalingrado aggravarono inaspettatamente la situazione economica e politico-militare della Germania, facendola cadere in una crisi globale. I danni causati ai carri armati nemici nella Battaglia di Stalingrado, ad esempio, sono stati pari a sei mesi di produzione; quelli dei mezzi, pari a quattro mesi, mentre i mortai e le armi da fuoco, a due mesi. Per compensare queste perdite, l’industria bellica tedesca dovette lavorare a ritmi molto elevati.

La catastrofe sul Volga ha lasciato un impatto visibile sul morale della Wehrmacht. Nell’esercito tedesco aumentarono i casi di diserzione. Anche il numero di condanne a morte, dopo Stalingrado, salì notevolmente. 

La vittoria dell’Armata Rossa a Stalingrado sconvolse il blocco nazi-fascista. I leader di Italia, Romania, Ungheria e Finlandia per sfuggire al disastro iniziarono a cercare il modo per porre fine al conflitto, ignorando gli ordini di Hitler sull’invio di nuove truppe sul fronte sovietico-tedesco.

Sotto l’influenza dei successi ottenuti dall’Armata Rossa a Stalingrado, aumentò l’isolamento della Germania sulla scena internazionale. Nel 1942-1943 il governo sovietico avviò relazioni diplomatiche con Austria, Canada, Olanda, Cuba, Egitto, Colombia, Etiopia. Mentre con il Lussemburgo, il Messico e l’Uruguay ripristinò i rapporti precedentemente interrotti.

Tutto ciò dimostra che fu proprio la Battaglia di Stalingrado a incrinare la spina dorsale della Wehrmacht, avviando una prima, vera svolta nella Seconda Guerra Mondiale a favore della coalizione anti-Hitler. Più precisamente, è stata Stalingrado a segnare questo cambiamento fondamentale.

Compleanno McDonald's in Russia

Oggi è il compleanno del McDonald's in Russia (31 gennaio 1990). Per l'occasione, ci sarà una grande festa al Burgher King.



Euro in Lettonia dal 2014

Ormai è ufficiale,nella giornata di ieri, il parlamento lettone ha approvato la legge per l'adozione dell'euro dal primo gennaio 2014.

Se non vado questa estate, nel prossimo viaggio a Riga pagherò finalemnte in EURI



30 gennaio 2013

Studio Aperto Show

STUDIO APERTO SHOW, nell'edizione delle 12:25 di oggi, tra un servizio di due ragazze inglesi morte assiderate perché ubriache ed uno sulla Concordia dove ne sono morti molti di più, ci ha infilato un bel servizio su degli elefanti pigmei uccisi in Borneo.

Con tutto il rispetto sia per gli elefanti che per i pigmei... che cavolo c'entrava una cazzata così in mezzo a due cose serie e molto gravi!!??


29 gennaio 2013

C'è crisi ovunque


28 gennaio 2013

Roberta Gambarini in concerto

Se non avete niente da fare, questa sera a Riga (Lettonia) c'è il concerto di Roberta Gambarini, una delle migliori interpreti del jazz italiano. Se proprio non potete recarvi a Riga, il concerto, tenuto nel prestigioso Latvijas Nacionālajā opera, sarà trasmesso anche da Latvijas Radio 3 Klasika, credo ascoltabile sul web.

Per tutti i dettagli cliccare sul link di Balticanews.


27 gennaio 2013

Giorno della Memoria

Il Giorno della Memoria è una ricorrenza internazionale celebrata il 27 gennaio di ogni anno come giornata in commemorazione delle vittime del nazismo, dell'Olocausto e in onore di coloro che a rischio della propria vita hanno protetto i perseguitati. In questo giorno si celebra la liberazione del campo di concentramento di Auschwitz, avvenuta il 27 gennaio 1945 ad opera delle truppe sovietiche dell'Armata Rossa. 


Di seguito alcune foto dalle mie tre visite ai campi di concentramento di Auschwitz e Birkenau (04.06.05 - 13.08.09 - 03.04.11)