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27 gennaio 2023

Il mio viaggio ad Auschwitz

Il mio viaggio a Auschwitz è stato un'esperienza indimenticabile e profondamente toccante. Quando sono arrivato al campo di concentramento, ho sentito un'ondata di emozioni negative che mi hanno invaso il cuore. La tristezza e il dolore erano palpabili nell'aria, come se il campo stesso fosse ancora impregnato della sofferenza degli ebrei e di altre vittime che erano state imprigionate e uccise lì.

Mentre camminavo tra le baracche, ho visto i letti a castello stretti e i forni crematori dove migliaia di persone erano state barbaramente assassinate. Mi sentivo oppresso dalla storia e dalla sofferenza che si respirava in quell'ambiente. Non riuscivo a capire come l'umanità potesse essere così crudele e spietata.

Una cosa che mi ha colpito particolarmente è stata la vista dei tanti oggetti personali delle vittime, come valigie e oggetti di abbigliamento, esposti in una delle baracche. Mi è sembrato di vedere un pezzo di vita di ognuno di loro, e questo mi ha fatto sentire ancora più vicino alla loro sofferenza.

La visita al campo di concentramento mi ha lasciato una sensazione di amarezza e tristezza che mi accompagnerà per sempre. È stato un monito importante sull'orrore dell'Olocausto e un ricordo indelebile dell'importanza di combattere l'intolleranza e l'odio in ogni forma.













31 gennaio 2018

Facebook censura foto dell'Olocausto

E' incredibile come il social network fondato da una persona di religione ebraica, riesca a censurare (sicuramente per qualche falla nel sistema e non per dolo), le immagini di bambini prigionieri ad Auschwitz, il principale campo di sterminio nazista.


Facebook rimuove le foto dell'Olocausto: le foto di nudo non rispettano gli standard

Facebook cancella le foto del campo di concentramento di Auschwitz, perché le immagini di nudo "potrebbero non rispettare gli Standard della community" ed è intenzione del social network di "limitare la visualizzazione di nudo e attività sessuali".

E' successo ad un nostro lettore che nella giornata di ieri, tra le varie notifiche, si è visto arrivare questo messaggio. 
L'immagine incriminata è quella di una gigantografia presente all'interno di uno dei "block" del campo di sterminio, che raffigura quattro bambini prigionieri dai corpi scheletrici e la colpa della sua rimozione sarebbe da addebitare ad un algoritmo. Il famoso algoritmo che abbiamo imparato a conoscere quando si è decisa l'ubicazione del nuovo ospedale unico regionale.

Fortunatamente, l'algoritmo di Facebook, sapendo di non essere infallibile, è disponibile a tornare sulle proprie posizioni e segnalato che si trattava di una rimozione errata, dopo qualche ora la foto è tornata online con tanto di scuse.




11 aprile 2017

Anniversario della scomparsa di Primo Levi

L'undici aprile di trent'anni fa, a 68 anni dalla nascita, moriva Primo Levi, scrittore, partigiano e chimico italiano, autore di racconti, memorie, poesie e romanzi (così lo definisce Wikipedia).



La sua vita su segnata dalla prigionia nel campo di concentramento di Auschwitz da cui, per una serie di circostanze favorevoli, riusci a tornare a casa sano e salvo, dopo la liberazione da parte dell'Armata Rossa, del 27 gennaio del 1945. Proprio da quella tragica esperienza nacque uno dei suoi principali capolavori, Se questo è un uomo, che racconta le sue terribili esperienze nel campo di sterminio nazista, ed è ormai considerato un classico della letteratura mondiale.

Proprio dal suo principale romano sono tratti i seguenti versi, ormai universalmente noti, che sono l'inizio della poesia Shemà: « Voi che vivete sicuri nelle vostre tiepide case, voi che trovate tornando a sera il cibo caldo e visi amici: considerate se questo è un uomo, che lavora nel fango, che non conosce pace, che lotta per mezzo pane, che muore per un sì o per un no… »

In uno dei miei viaggi ad Auschwitz ho visitato il Blocco 21, quello dedicato all'Italia, dove vicino all'ingresso c'è una targa con un messaggio proprio di Primo Levi che recita quanto segue:

Visitatore, osserva le vestigia di questo campo e medita.
Da qualunque parte tu venga, tu non sei estraneo,
Fa’ che il tuo viaggio non sia stato inutile, che non sia inutile la nostra morte.
Per te e per i tuoi figli, le ceneri di Oświęcim valgano di ammonimento,
Fa’ che il frutto orrendo dell’odio, di cui qui hai visto le tracce, non dia nuovo seme né
domani né mai!











27 gennaio 2017

Giornata della Memoria

Oggi si commemora la Giornata della Memoria, una ricorrenza internazionale celebrata il 27 gennaio di ogni anno come giornata per ricordare delle vittime dell'Olocausto. 

Si è stabilito di celebrare il Giorno della Memoria ogni 27 gennaio perché in quel giorno del 1945 le truppe dell'Armata Rossa, impegnate nella offensiva Vistola-Oder in direzione della Germania, liberarono il campo di concentramento di Auschwitz.




Sono stato ben quattro volte nei campi di concentramento di Auschwitz e Birkenau, non perché la cosa mi piacesse particolarmente ma perché sono andato sempre con persone diverse e a parte la prima, in tutte le altre ero la guida.

La prima visita fu nel giugno del 2005, uno dei miei primi viaggi all'estero, quando ancora non ero particolarmente esperto ed andava al seguito dell'amico Paolo che mi ha trasmesso la passione per i viaggi.

Tornai nell'agosto del 2009, già esperto viaggiatore e portai il mio amico Simone, durante un lungo viaggio tra Polonia ed Ucraina. La terza volta fu due anni dopo, nell'aprile del 2011, quando ad andare fummo addirittura in sei. Ero con due amici e tre colleghi di lavoro.

L'ultima visita è stata lo scorso agosto, durante un viaggio attraverso Germania e Polonia, accompagnato da due amici, di cui uno solo era già ed ovviamente siamo dovuti tornare. Essendo arrivati solo nel pomeriggio, dopo un lungo viaggio in auto, non ci è stato possibile entrare ad Auschwitz per via della troppa fila ed abbiamo quindi proseguito per Birkenau dove, data la vastità del campo, non ci sono ingressi contingentati ma si entra liberamente e senza bisogno di fare il biglietto.

12 agosto 2016

Czestochowa, Auschwitz e Birkenau

Giornata di trasferimento da Varsavia a Wroclaw. Durante il tragitto, di per se abbastanza lungo, avevamo in programma anche la visita alla cattedrale di Czestochowa, al campo di concentramento di Auschwitz e quello di Birkenau.

Tutto ok con la cattedrale della Madonna nera, arrivati quando c'erano ancora poche persone e letteralmente sommersi dalla folla quando è stato il momento di uscire.

Più o meno la stessa cosa è successa alla tappa successiva, cioè al campo di sterminio di Auschwitz dove però siamo arrivati dopo la folla e non ci hanno fatto entrare. Abbiamo provato se c'era qualche modo per riuscire ad entrare ma era assolutamente impossibile (non ho provato però a corrompere la ragazza all'uscita). Anche il tempo ha fatto di tutto per mandarci via, dato che, già nuvoloso, dopo un po' ha fatto un bello scroscio di pioggia.

Saltato Auschwitz, abbiamo proseguito per Birkenau, dove non ci sono stati problemi per entrare dato che era è immenso e non ci sono biglietterie all'ingresso, dato che è gratis. Nel frattempo è uscito anche un po' di sole che mi ha dato la possibilità di poter fare anche qualche foto decente.

Dopo i campi, ci siamo rimessi in auto per gli ultimi 220 km della giornata che a causa di qualche incrocio sbagliato, sono diventati 250 ma non ci hanno impedito di arrivare a Wroclaw dove siamo arrivati alle 21:15.