Visualizzazione post con etichetta omicidio. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta omicidio. Mostra tutti i post

27 luglio 2019

Carabiniere ucciso: insegnante scrive 'uno in meno' su Facebook

"Uno di meno, e chiaramente con uno sguardo poco intelligente: non ne sentiremo la mancanza". Questo il commento pubblicato da un'insegnante di 51 anni sulla morte dell'agente Cerciello. Poi le scuse: "Mi spiace, ho sbagliato"


Cc ucciso: scrive su Fb 'uno in meno', poi insegnante si scusa

"Uno di meno, e chiaramente con uno sguardo poco intelligente, non ne sentiremo la mancanza": è il commento alla morte di Mario Cerciello Rega, il vice brigadiere dei carabinieri ucciso due notti fa a Roma, che compare sulla pagina Facebook di un'insegnante novarese di 51 anni. A denunciarlo sono i parlamentari della Lega Paolo Tiramani e Cristina Patelli, dopo le segnalazioni di cittadini indignati. "Un commento vergognoso, a maggior ragione se davvero arriva da un'insegnante", dicono i parlamentari annunciando una interrogazione.

"Ho commesso un errore gravissimo, me ne sono resa conto appena ho cliccato su invia, ma ormai il danno era fatto", si giustifica poi l'insegnante.

"Ho scritto una cavolata, non c'è nulla dire - aggiunge -. Mi sono lasciata guidare dalla sensazione che spesso le forze dell'ordine non intervengono quando serve, quando una donna è maltrattata o peggio, si muovono solo quando ormai è troppo tardi - continua - E ho scritto quell'enorme sciocchezza, senza nemmeno pensare alla vedova e a chi voleva bene al vice brigadiere, una sciocchezza che ho provato a correggere immediatamente con un altro post, ma ormai...".

"Voglio chiedere scusa a tutti - conclude l'insegnante - In particolare a chi era vicino al militare e ora è straziato dal dolore e chiedo scusa all'Arma dei carabinieri e all'Italia intera. Sono stata una stupida". 

[Link]

29 marzo 2017

L'umanità dei vegani

E' veramente incredibile come questi signori riescano ogni volta farsi notare per le amenità che dicono. Il povero Emanuele, massacrato a calci e pugni, per questi geni vale come un pesce o un passeraccio. Ma siamo veramente impazziti?


Alatri, sciacallaggio dei vegani su Emanuele: «È morto anche il pesce»

«Beh, sembrerò cinica, ma quando muore un cacciatore, ossia uno che non ha il minimo rispetto per la vita, non provo nessuna pietà! Anzi… penso “uno di meno!”… E non conta niente se c’ha 20 anni e se gli hanno fatto la pelle!!! Lui la pelle l’ha fatta a tanti altri… e la ruota gira!!!». La follia vegana non risparmia nemmeno il povero Emanuele Morganti, massacrato dal branco per un banale pretesto prima, vittima della violenza delle parole poi, da morto.

Il 20enne picchiato a morte ad Alatri da un gruppo di coetanei dopo una lite nata per un drink, nelle ultime ore è diventato suo malgrado anche il protagonista di una serie di commenti al vetriolo ad opera di alcuni vegani, che ne prendono di mira la passione per la pesca e la caccia e, in alcuni casi, ne festeggiano la morte. Sotto le foto del giovane, sotto gli articoli che lo riguardano, sotto ogni discussione sull’orribile delitto di Alatri, i commenti degli animalisti integralisti non si risparmiano e non si fermano nemmeno davanti al dolore per la morte senza senso di un ventenne.

Fra i primi ad accorgersene, gli admin del gruppo satirico Facebook “Anche i vegani muoiono”, che hanno scovato e pubblicato uno dei tanti post sul ragazzo – quello di Sarah, ad esempio, che alla foto di Emanuele sorridente mentre mette in bella mostra una carpa appena pescata commenta: «Emanuele è stato ucciso. Il pesce anche», dando vita a una vera e propria raccolta di screenshot agghiaccianti da parte degli utenti, ora impegnati a segnalare qualunque tipo di comportamento scorretto nel nome di Emanuele.

Una vergogna che non fa ridere e che solleva i soliti dubbi sull’utilizzo scorretto della rete per scopi “poco nobili” o per sciacallaggio anche ai danni di chi non c’è più, senza che nessuno possa fare nulla.


[Link]

18 febbraio 2017

Omicidio con candid camera

Fantasia da vendere per le assassine di Kim Jong-nam. Due omicide mercenarie che si giustificano raccondando di una candid camera riuscita male.


Nord Corea, fratello di Kim Jong-un ucciso col gas nervino. “Doveva essere una candid camera”

Una delle due ragazze arrestate per l'omicidio ha detto di essere stata fermata da finta troupe televisiva per fare scherzi ai passanti. Un'ex agente di Pyongyang: "Le due sono mercenarie". Dopo il 26enne malese, arrestata una quarta persona: è un cittadino nordcoreano


Quel che è certo è che è morto avvelenato all’aeroporto di Kuala Lumpur in attesa di imbarcarsi su un volo per Macao. Ma su mandante, movente e dinamica dell’omicidio di Kim Jong-nam, fratellastro del leader nordcoreano Kim Jong-un, continuano a susseguirsi indiscrezioni, sospetti e possibili ricostruzioni. A ucciderlo, secondo quanto emerso finora, sono state due donne, la 29enne vietnamita Doan Thi Huong e la 25enne indonesiana Siti Aisyah. Che agli agenti hanno raccontato di essere state ingaggiate in aeroporto da una finta troupe televisiva per realizzare candid camera coi passanti.

Aisyah, dipendente di un nightclub a Kuala Lumpur, ha ripetuto lo scherzo alcune volte. E ha detto di non essersi accorta che la troupe, quando doveva avvicinarsi a Kim, le aveva dato una sostanza diversa da quella usata per le candid precedenti. Le autorità di Seul ritengono che sia stato utilizzato il gas tossico VX, capace di causare la morte anche solo tramite un contatto con la pelle, senza che debba essere inalato o ingerito. L’agente nervino, già usato dal regime di Pyongyang, paralizza parte del sistema nervoso e causa difficoltà respiratorie, fino a portare alla morte. Aisyah ha ripetuto lo stesso ‘copione’ “tre o quattro volte”, ha spiegato il capo della polizia indonesiana, Tito Karnavian, ed è stata pagata “pochi dollari”. E la ragazza, ha concluso l’ufficiale, “non era consapevole che si trattasse di un tentativo di assassinio da parte di presunti agenti stranieri”. Doan Thi Huong, invece, scrive il Corriere, “ha cambiato albergo tre volte, si era tagliata i capelli e messo un trucco molto pesante prima dell’azione”.

Secondo l’ex agente nordcoreana Kim Kyon-hui le due ragazze sono mercenarie. La 007 è una delle autrici dell’attentato compiuto nel 1987 contro un aereo della compagnia sudcoreana Korean Airlines, costato la vita a 104 passeggeri e 11 membri dell’equipaggio. “Non posso credere che siano agenti che hanno completato un rigoroso addestramento in Corea del Nord“, afferma Kim in un’intervista alla rivista giapponese Mainichi, sottolineando che è più probabile che si tratti di “donne assunte come mercenarie per l’attacco” e provenienti dal sudest asiatico “per non destare sospetti”. E dopo l’arresto di un 26enne malese legato all’omicidio, è stata fermata a Selangor una quarta persona.

Risulta essere un cittadino nordcoreano di nome Ri Jong-chol, nato il 6 maggio 1970. Secondo le registrazioni delle telecamere di sicurezza dell’aeroporto, in alcuni momenti le due ragazze sono accompagnate da quattro uomini che la polizia sta cercando. Il malese è, da quanto sembra, il fidanzato della donna indonesiana e non avrebbe ricoperto un ruolo di primo piano nel delitto. Intanto il cadavere di Kim è ancora all’ospedale generale di Kuala Lumpur in attesa della prova del Dna, prima della restituzione alla famiglia. L’autopsia è già stata completata e l’identificazione è stata confermata attraverso le impronte digitali. Da Pyongyang, però, hanno già chiarito che non accetteranno i risultati dell’autopsia dei medici malesi.


[Fonte: ilfattoquotidiano.it]

22 luglio 2016

Giustiziato pedofilo

Se la notizia fosse vera, si potrebbe dire che la Gran Bretagna, oltre ad essere uscita dall'Europa, abbia anche introdotto la pena di morte. Si tratta indibbiamente di uno dei crimini più odiosi ma leggendo l'articolo, sembra si sia trattato di una eseuzione in piena regola.

Con tutto il rispetto per la vittima, uccidere così a sangue freddo mi sembra un po' eccessivo.


[Fonte: ilGazzettino.it]

Un giudice si è offerto di pagare di persona le spese processuali per una ragazzina di 15 anni colpevole di aver accoltellato e ucciso il pedofilo che abusò di lei quando era solo una bambina. Inoltre, Jonathan Durham Hall ha anche evitato che l'adolescente finisse in carcere, condannandola a due anni in un centro di riabilitazione per minori: "Sarebbe una disgrazia imperdonabile mandare una sopravvissuta come te in prigione", ha detto l'uomo.

A motivare la decisione del giudice, la convinzione che la giustizia inglese fosse stata troppo tenera con il pedofilo che abusò della ragazza quando aveva solo otto anni: dopo essere stato arrestato, l'uomo ha scontato una pena di sei anni ed è tornato in libertà. Stessa convinzione che ha armato la mano della ragazzina: quando ha saputo che l'uomo che le aveva rovintato la vita era tornato in libertà non ha saputo resistere allo sdegno. Inoltre, il suo aguzzino si era anche fatto vivo per farle sapere che era tornato, così lei è andata a casa sua e non appena l'uomo ha aperto la porta gli ha piantato un coltello nella pancia dicendogli "Ho intenzione di ucciderti", poi lo ha finito tagliandogli la gola. 

17 maggio 2008

Lorena Cultraro

Oggi pomeriggio a Niscemi (Caltanissetta) si sono svolti i funerali di Lorena Cultraro, la ragazzina quattordicenne uccisa da tre minorenni di 15, 16 e 17 anni qualche giorno fa.

Un fatto avvenuto così distante ma che sento, per una serie di motivi, come se fosse accaduto ad una persona cara. Ormai sentir parlare di omicidi, stragi e calamità è la routine quotidiana ma questo fatto mi ha colpito particolarmente.


Prima è stata spogliata ed io suoi vestiti, con il cellulare, portati fuori e bruciati, poi è stata massacrata con calci, schiaffi e pugni prima di essere strozzata con un cavo da antenna e gettata in un pozzo. Il corpo della quattordicenne era pieno di lividi ed il volto tumefatto era quasi irriconoscibile: il padre, l’ha potuta riconoscere, come lui stesso ha spiegato, s
olo per le meches ai capelli che si era fatta da poco.

La cosa che più mi fa incazzare è pensare che tra poco tempo, come avviene sempre in questa merda di Italia, questi assassini, per un indulto, per uno sconto di pena, per una stronzata qualsiasi saranno di nuovo liberi o comunque potranno iniziare ad uscire dal carcere come accaduto alla famosa Erika che insieme al fidanzato Omar uccisero la mamma di lei ed il fratellino, oppure quelle ragazze che uccisero Suor Maria Laura Mainetti che possono già uscire o Pietro Maso che uccise i genitori per l'eredità fotografato fuori da carcere. Ma in che cazzo di paese viviamo?

La povera Lorena sicuramente non avrà giustizia.

Non ho ancora detto il motivo per cui ho sentito particolarmente questo vicenda: la bella Lorena era uguale, identica e poteva benissimo essere scambiata per gemella di una mia amica.