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13 aprile 2018

L'ira della Lega: Berlusconi comunista

I signori leghisti, da quello che si legge in giro, sono letteralmente furibondi con Berlusconi e di seguito, riporto un articolo di Maurizio Blondet che è una vera e propria bomba su l'ultraottantenne teppista, come viene "simpaticamente" definito dal giornalista (c'è anche molto di peggio nelle righe successive).


OLTRETUTTO, E’ ANCHE DIVENTATO COMUNISTA

Vedere al Quirinale  l’ultraottantenne  fare il teppista,  prodursi in ostentate  e  deliberate  pagliacciate,   atteggiando la mummificata faccia a mimiche da guitto, facendo il verso a Salvini, è stato uno spettacolo degradante. Disonorevole. Per lui. Per il vecchio incartapecorito saltimbanco, ovviamente. Che altrettanto ovviamente se ne infischia dell’onore, non avendone mai avuto sentore. Il pregiudicato ineleggibile – che non avrebbe quindi nemmeno dovuto essere lì  a  presentarsi con  due delle sue soubrettes al fianco – ha rivelato  tutta la sua invidia, rabbia e bassezza. Cosa ci possa guadagnare non so. Secondo me, è solo riuscito a far  apparire per contrasto un vero grande Salvini,  il giullare di corte quando  sberleffa il suo nobile padrone.

Ma forse sbaglio.

Secondo Travaglio, B. “tiene Salvini al guinzaglio. Solo le famose fidejussioni con cui B. garantì la Lega con le banche e che lo resero azionista del Carroccio fin dai tempi di Bossi, nel lontano 2000? O qualcos’ altro? Mistero”.  Essendo Il Fatto Quotidiano l’organo delle Procure intercettatrici, ce lo dirà nei prossimi giorni. Dice che Maroni, Bossi e i bossiani eletti nella Lega sono lì che non aspettano  che pugnalare  Salvini  alla schiena, transumando nel partito del teppista mummificato, e non ho fatica a crederci. Dice che Sallusti, dal giornale del Pregiudicato, gli ha lanciato un avvertimento: “Occhio al confine tra un legittimo rinnovamento e tradimento. Sono certo che Salvini, anche per il suo bene, sappia esattamente dov’è e mi auguro non lo attraversi”. Avvertimento che potrebbe minacciare  qualche macchina del fango tipo quella che seppellì Fini con la casa di Montecarlo.  E’ possibile. Su tutte queste faccende, Travaglio e  le procure ne sanno più di chiunque.

Le sue purghe staliniane
Noi, modestamente, siamo in grado di rivelare – una verità che in qualche modo già è trapelata –   che Berlusconi ha completato il suo  tradimento verso il popolo italiano: è diventato comunista. Ha cercato di  provocare una reazione   di nervi di Salvini e Meloni, per avere la scusa per uscire dall’alleanza  di destra e unirsi nel sospirato  matrimonio con il PD. Non è un mistero che la Merkel l’ha incaricato di costituire un governo servile all’Europa. Ha sempre detto che “Renzi mi piacque molto”. Gli piace anche Gentiloni . Si strugge dalla rabbia perché il suo piano   comunista-europide è fallito e spera ancora di unire il suo partito-azienda di  leccapiedi, leccaculi, avvocati di rubagalline e di escort a Martina, a Orlando, Franceschini; i voti se non bastassero, comprerebbe “responsabili” in vendita. Una delle sue specialità.

Il passaggio di B. al comunismo, anzi allo stalinismo, è confermato anche  da un fatto vistoso: in poche ore, ha licenziato tre giornalisti, tre direttori, De Debbio, Belpietro e Mario Giordano.  Una vera purga sovietica. E pensare che un anno fa pensava ad alta voce di candidarli tutti al parlamento, tanto gli piacevano.  Adesso, notoriamente,    crede invece che  con le loro trasmissioni contro la Casta , le tassazioni predatorie, le inadempienze  e corruzioni dei pubblici poteri, essi abbiano tirato la volata alla Lega, danneggiando Forza Italia.  Ritengo siano state le sue escort-badanti che ha messo a carico di noi contribuenti facendole eleggere al parlamento, ad invelenirlo in questi  sospetti senili e idee di essere tradito; anche Stalin era così. O forse, dobbiamo vedere qui l’effetto dell’invidia del compagno Renato Brunetta, che  odia tutti i giornalisti dei talk show berlusconiani perché lo invitano poco. Siamo in grado di assicurare che in questo, sono caritatevoli: il nano di corte è troppo stupido per capire quel che deve o non deve dire.  In trasmissione, trascina nel ridicolo il partito, che di ridicolo ne ha già abbastanza dal fondatore.

Se  Forza Italia non ha preso il 20% che il Teppista Mummificato sognava, non è colpa dei “suoi” giornalisti, ma di aver scelto uno come Brunetta – a Venezia grazie a lui FI prende il 3% – o troppe   ballerine  impresentabili in pubblico, perché di solito aprono la bocca per altri motivi. Quando la aprono per “parlare di politica”, si salvi chi può. Mica per niente i  gestori dei talks-shows chiamano sempre e soltanto  due forzitalisti, la Santanché e Gasparri – i soli passabili  in tv. Il che è tutto dire sulla selezione delle elites .  Nemmeno  per la politica-spettacolo  l’impresario B. ,   sedicente magnate dello spettacolo, è riuscito a scegliere .

Sarà interessante vedere che trasmissioni ordinerà ai nuovi  giornalisti  che sostituiranno quelli epurati: inchieste sulle opere del regime renziano, tranquillizzanti  documentari sulle  riforme Fornero,  sereni documentari  sul Patto di Stabilità? Sulle liete comitive di giovani disoccupati  che portano le pizze a domicilio  che cantano in coro “ce lo chiede l’Europa”? Che rapiti di felicità  ricevono, grati e commossi, gli 80 euro? Rispettosi e un  po’ complici reportages in casa della Boschi per ammirarne l’arredamento?

Se Forza Italia fosse un partito  vero, molte voci gli avrebbero chiesto di fare il passo indietro e andare a passare gli ultimi anni  della sua malvissuta senilità ad Antigua. Ovviamente, zitti tutti. Per forza: sono tutti  suoi dipendenti e favorite, li ha selezionati uno per uno. Come uno Stalin che è anche un po’ Totò- e  persino più comico di Beppe Grillo.

[Link]

29 giugno 2017

Lo striscione di Latina nella storia

Avrete sicuramente letto la vicenda dello striscione di Latina, appeso da un signore che voleva affermare la sua eterosessualità di fronte alla sfilata del gay pride (leggi). A tal proposito ho fatto una ricerca su internet ed ho trovato numerosi ed illustri predecessori che avevano gli stessi gusti e li hanno palesati in pubblico, anche se qualcuno di questi, in realtà, aveva il "culo chiacchierato".










12 gennaio 2017

Berlusconi e gli acquirenti cinesi

Ho trovato un interessantissimo punto di vista sulla vicenda della vendita del Milan ai cinesi, nel diario dell'amico Daniele e lo posto di seguito, dopo l'immagine, che invece ho confezionato io.



E poi scopri che il famoso avvocato inglese David Mills (si quello che presumibimente aiutò Berlusconi in operazioni finanziarie utili ad evadere il fisco italiano) ha creato una rete di società off-shore nei paradisi fiscali (tra cui le British Virgin Islands) pari al valore di 750 milioni di euro. 

Guarda caso la stessa somma che spenderanno i presunti acquirenti del A.C. Milan. E stranamente la seconda tranche di pagamento a Fininvest (100milioni di euro che ha versato nelle casse di finvest Ses) è partita da un societa' off-shore con sede nelle British Virgin Islands, la Willy shine. Isole Vergini dove lo stesso Berlusconi risulterebbe proprietario di alcune societâ off-shore. 

Proprio strani questi cinesi...a me ricordano più un gruppo di paraculi lombardi ...

P.S. la banca utilizzata per transare questi soldi è la credite suisse, la stessa banca condannata in USA a pagare una multa da 2,5 miliardi di dollari perchè rea di essere la banca piu usata per evadere il fisco. 

23 settembre 2016

La Norwegian prende l'occasione al volo

Strepitosa trovata pubblicitaria della Norwegian Air che ha pubblicato su quotidiani e social network una campagna con lo slogan: “Brad er singel” (in Norvegese, ma c’è anche la versione in inglese), offrendo un volo diretto e di sola andata da Oslo a Los Angeles a 169 £. Il riferimento alla separazione di Brad Pitt ed Angelina Jolie è fin troppo evidente. La mossa della compagnia norvegese è una vera e propria chicca di instant marketing.


Come non ricordare le altrettanto divertenti pubblicità della concorrente Ryanair basate sulle vicende italiane, con Berlusconi e Valentino Rossi, tra gli altri, protagonisti.