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14 gennaio 2019

Prostituta anziana, cliente va dai carabinieri

Di questi tempi, con la crisi che ci attanaglia, sono molte le donne che hanno deciso di dedicarsi al meretricio per riuscire a sbarcare il lunario ma questa ha esagerato. Rifiutata, ha provato a ricattare il cliente per avere almeno 20 euro.


All'appuntamento con la prostituta scopre che è un'anziana, cliente va dai carabinieri

SAN MARTINO DI LUPARI (PADOVA)  - La scappatella con la prostituta del paese non è andata a buon fine e quello che doveva essere un momento di spensieratezza ha rischiato di trasformarsi in un incubo. Prostituta colombiana di 63 anni denunciata per estorsione. Si tratta di G.G.E. con un domicilio fittizio a San Martino di Lupari. Dall'attività investigativa messa in atto dai carabinieri della locale stazione si è scoperto che lo scorso 9 dicembre la donna aveva fissato un appuntamento con un potenziale cliente di 61 anni, italiano residente sempre a San Martino di Lupari.

Doveva essere uno dei tanti incontri occasionali da consumarsi nell'alcova della sudamericana. Quando l'uomo è arrivato sul pianerottolo della prostituta, ha però fatto marcia indietro. Evidentemente pensava di trovarsi di fronte una giovane donna e le sue fantasie sono scemate in pochi secondi. Il gran rifiuto messo in atto dal cliente avrebbe mandato su tutte le furie la donna. Quest'ultima pur di non perdere i soldi della prestazione ha minacciato il malcapitato di raccontare tutto al suo protettore. Per mantenere l'anonimato pretendeva una mancia di 20 euro. Di fronte a queste minacce l'uomo si è allontanato in tutta fretta. Ha trovato poi il coraggio di recarsi in caserma per segnalare la disavventura. I carabinieri dopo aver approfondito la vicenda hanno convocato in caserma G.G.E. e l'hanno denunciata per estorsione.

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27 giugno 2017

Ricatto in pieno centro a Bologna

Ecco una nuova trovata per guadagnare qualche euro: si fermano le macchine e ci si piazza davanti, senza spostarsi se non dopo aver ricevuto del denaro. Sembra che questi chiedessero due euro ma poi il sistema va perfezionato e si può adattare alle esigenze del momento. Un Panda e una Ferrari non possono e non devono pagare lo stesso importo.

Secondo me, comunque, non avrà il successo sperato questo modo di estorcere denaro. Non so perché.


Bologna, automobilisti ricattati in pieno centro: «Due euro o non si passa»

Succede in zona universitaria. La denuncia con un video del gestore di un locale: «Un ragazzo si è messo davanti al paraurti, ho frenato appena in tempo. Mi ha chiesto soldi, altrimenti non si sarebbe spostato»

BOLOGNA - «Vuoi passare? Dammi due euro». Era questo il messaggio che domenica sera quattro ragazzi hanno consegnato ai guidatori fermando le auto che da via San Vitale volevano raggiungere via Zamboni, in pieno centro a Bologna. In due fermi in mezzo alla strada con il rischio di essere investiti. Agli automobilisti che gli chiedevano di spostarsi hanno chiesto soldi. Martedì uno dei malcapitati guidatori sporgerà denuncia. Un altro ha chiamato le forze dell’ordine ma quando hanno visto le volanti i quattro ragazzi sono scappati.

IL RACCONTO - «A un certo punto un ragazzo di colore è sbucato fuori all’improvviso, pensavo volesse attraversare, invece si è messo davanti al paraurti della mia auto — racconta Rachid Daniane del Café Paris e presidente dell’associazione Bologna centro storico —. Ho frenato appena in tempo e quando gli ho chiesto di spostarsi non lo ha fatto. Pensavo non avesse sentito, ma anche dopo il mio secondo tentativo era ancora lì, con la mano ha gesticolato chiedendomi i soldi altrimenti non si sarebbe spostato. E mi sono accorto che non era solo. Accanto all’auto c’era un altro ragazzo e di fronte a me sotto il portico di via Zamboni, invece, in due controllavano che tutto filasse liscio. A quel punto per evitare qualsiasi problema ho preso due euro dalla tasca e glieli ho dati. Solo allora si è spostato e mi ha fatto finalmente ripartire». I quattro hanno ripetuto la stessa scenetta: «Dopo di me c’era un’altra auto — continua Daniane —. Il ragazzo che aveva fermato me ha rifatto la stessa cosa. Ha chiesto nuovamente del denaro, il conducente prima è sceso dall’auto e poi quando ha capito che quel ragazzo non si sarebbe mosso, ha accelerato ed è ripartito. Ha chiamato le forze dell’ordine ma i quattro purtroppo si sono dileguati. Io oggi sporgerò denuncia».

SICUREZZA IN ZONA UNIVERSITARIA - L’episodio di piazza Rossini scatena ancora una volta le polemiche sulla sicurezza in zona universitaria. Anche partendo dal portico della chiesa di San Giacomo in via Zamboni dove nelle ultime settimane sono stati beccati dalle forze dell’ordine diversi spacciatori: «Ho accettato di dare dei soldi per evitare conseguenze peggiori — conclude l’esercente che non si capacita di quanto gli sia successo domenica dopo mezzanotte — . È stato un atto estremamente violento, e non possono accadere cose del genere. Rischiamo sia nel non dargli dei soldi, sia nel non fermarci perché potrebbero essere investiti. È assurdo. Queste bande stanno bloccando la zona universitaria con una violenza inaudita. Prima piazza Verdi, poi via Petroni e piazza Aldrovandi e ora anche piazza Rossini. Dove dovremo arrivare? Cosa dovrà accadere ancora, sono persone senza scrupoli e non hanno nulla da perdere».

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