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02 novembre 2022

L'incidente mortale di Tommaso De Luca poteva accadere anche a me

Non conoscevo la tragedia di Tommaso De Luca, operaio 58enne di Casoria morto sul lavoro a Benevento, ma quando ne ho sentito parlare alla radio, un paio di giorni fa, mi si è gelato il sangue nelle vene.

In questi giorni, infatti, nel Tribunale di Benevento, si è svolta l’udienza preliminare relativa al procedimento penale per il suo decesso (avvenuto il 3 febbraio 2020) e un sindacalista, intervistato, riferendo che la sua organizzazione si era costituita come parte civile, aveva raccontato i dettagli dell'incidente.




Il signor Tommaso - da quanto ho ascoltato - è stato mandato a lavorare a quattro metri di altezza senza casco protettivo, senza dispositivi e imbracature di sicurezza, senza parapetti e nonostante fosse inidoneo a svolgere lavori in quota. 

Praticamente quello che è successo anche a me qualche giorno fa e che avevo raccontato in questo post (leggi), solo che io sono durato mezza giornata e il povero De Luca chissà da quanto lo faceva.

Avevo raccontato quello che mi è successo a un amico che fa la guida alpina e mi diceva che, tra le cose che ha studiato, c'era anche il lavoro in quota, la cui definizione fa pensare a qualche operazione in alta montagna ma in realtà si riferisce a qualsiasi attività svolta a un'altezza superiore ai due metri.

Meglio che non penso a quel carrello traballante sul quale mi sono dovuto arrampicare altrimenti ho gli incubi.

24 luglio 2019

Le auto elettriche dovranno fare rumore

A partire dal 1 luglio, i veicoli elettrici e ibridi a quattro o più ruote, per poter circolare legalmente nell'Unione Europea, dovranno essere dotati di un avvisatore acustico, non disattivabile, che generi un rumore continuo di almeno 56 decibel e non più di 75 decibel se l'auto è in movimento a velocità fino a 20 km/h.


Auto elettriche, arriva l'obbligo che facciano rumore

Il nome tecnico dell'avvisatore è Acoustic Vehicle Alert System (AVAS).

Il suono esatto non è stato specificato (questo è quello proposto da Unece.org), ma deve includere alcune frequenze e salire e scendere di tono in base alla velocità. I dettagli dei cambiamenti della norma sono qui in italiano su Eur-Lex; la norma, se ho capito bene, è questa su Interregs.com (versione più estesa su Vlex); altre info sono su Europa.eu.

La teoria è che questo eviterà incidenti dovuti al fatto che ciclisti e pedoni, specialmente se ipovedenti o ciechi, non sentono arrivare le auto elettriche/ibride a bassa velocità e si affidano troppo al rumore abituale delle auto con motore a scoppio per accorgersi del sopraggiungere di veicoli.

L'AVAS sarà obbligatorio da luglio per tutte le auto elettriche e ibride nuove vendute nell'UE e diventerà obbligatorio per quelle già in commercio dal 2021, secondo HDMotori. Non è chiaro cosa debba fare chi, come me, ha già un'auto elettrica già circolante e se questa novità riguardi anche le auto in Svizzera (dove abito; ho chiesto lumi al Touring Club Svizzero).

Rispetterò la nuova norma anche con la mia piccola auto elettrica vintage, e non credo che questi suoni rovinino eccessivamente il piacere del silenzio caratteristico delle auto elettriche, ma non capisco la logica che ha spinto gli estensori della norma a non imporre lo stesso obbligo agli altri veicoli silenziosi che possono colpire i pedoni, come le auto a motore a scoppio (quelle di lusso moderne sono molto silenziose), le moto elettriche e le biciclette tradizionali ed elettriche.

Inoltre non mi risulta che siano previsti divieti ai pedoni di indossare cuffie ad altissimo volume mentre attraversano la strada (anche se dai commenti emerge che un pedone con cuffie solitamente viene considerato corresponsabile se viene investito). La sicurezza stradale si ottiene quando ciascuno fa la propria parte.

[Link]

28 ottobre 2018

Mughini su Desirée: "Non poteva fare una fine diversa"

Dopo la morte di Desirée Mariottini si sono scatenate diverse polemiche sul fronte della sicurezza ma Mughini in tv ha un'opinione diversa e le sue affermazioni hanno fatto molto discutere.


Mughini su Desirée: "Era una drogata, non poteva fare una fine diversa"

Dopo la morte di Desirée Mariottini si sono scatenate polemiche su due fronti: il primo è quello che riguarda i crimini commessi dagli immigrati, il secondo è invece sull'ambiente in cui è cresciuta e quelle frequentazioni che aveva con il mondo dei pusher e dello spaccio.

E su questo tema è intervenuto ai microfoni di Domenica In, Giampiero Mughini. L'opinionista su quanto accaduto ha le idee chiare e di fatto parla di una "ragazza predestinata": "Si drogava. Ed era nata e cresciuta in un reame di droga, dove non puoi trovare carmelitani scalzi. Era predestinata perché con una vita così e una famiglia così difficilmente avrebbe potuto fare una fine diversa".

Parole durissime quelle di Mughini che hanno scatenato le polemiche. Di fatto poi l'opinionista ha spiegato ancora in modo più chiaro la sua posizione rincarando la dose: "Veniva da una famiglia difficile, era una 'principessa' che stava al centro del reame della droga. Non possiamo stupirci di queste realtà... Altro che principesse! Io uso il sonnifero per dormire; se me lo togliessero, non so come reagirei. Io che sono uno strutturato! Figuriamoci cosa succede con la droga". Le parole di Mughini hanno immediatamente fatto il giro dei social. E come sempre in questi casi c'è chi l'ha difeso puntanto il dito contro la famiglia di Desirée e chi invece ha criticato in modo aspro l'opinione del giornalista.

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26 aprile 2018

Scoprire quello che Facebook conosce di noi

Qualche giorno fa, dopo aver letto una articolo molto interessante sulla privacy nei social, ho deciso di seguire la procedura per scaricare i miei dati da Facebook e controllare cosa fosse in loro possesso. Oltre alle classiche informazioni visibili dal profilo, alle pagine a cui ho dato il like, ai numeri di telefono di tutti i contatti, all'elenco di tutte le connessioni, da quale parte del mondo, con orario di inizio, fine, etc., ho scoperto delle cose spaventose, come la cronologia (per un certo periodo) di tutte le mie chiamate e dei messaggi.


Istruzioni per scaricare i propri dati


Ecco come scoprire tutto quello che Facebook sa di te

Il social network prevede la possibilità, per ciascun utente, di scaricare una copia di tutti i propri dati: status, commenti, like, immagini e messaggi privati. Ma attenzione: ripercorrere le tracce della propria vita potrà essere imbarazzante se non addirittura doloroso

Anziché restare nell’incertezza, meglio chiedere alla fonte diretta: Facebook. Cosa sa di voi il social network? Quali dati ha a disposizione? Cosa scarta e cosa mantiene? Dopo lo (pseudo)scandalo di Cambridge Analytica in tanti si sono posti l’interrogativo. Più che disiscriversi, è meglio indagare.

Ebbene, la cosa più semplice è rivolgersi a Facebook medesimo.

– Basta loggarsi, andare su “Impostazioni” e poi guardare in basso a sinistra.

– Ci sarà una opzione interessante: “Scarica una copia di tutti i tuoi dati di Facebook”.

– Poi, inserire un indirizzo mail (ci vuole una notifica, dal momento che i dati da copiare sono tantissimi: per dire, dieci anni di Facebook vengono copiati in dieci minuti).

– Infine, passare al download. Facebook in questo caso chiederà di inserire di nuovo la password, o si riserva comunque di effettuare un controllo di sicurezza, ad esempio riconscere le immagini di amici (sono pur sempre dati personali riservati).