21 gennaio 2018

Compie 12 anni e quel maiale del papà..

I dodicenni di oggi, se sono fortunati e un po' viziati, ricevono al massimo il loro primo telefonino, anche se a quell'età sarebbero indicate altre cose e non certo uno strumento per rimbambirsi ma quello che ha ricevuto questo ragazzino (se non è una bufala) è qualcosa di sconvolgente.



Compie 12 anni, il padre per regalo ingaggia due stripper per lui: il video sconvolge e divide il web

Un uomo milionario ha deciso di ingaggiare due avvenenti ragazze come stripper per il dodicesimo compleanno del figlio. Il filmato della festa del ragazzino, circondato dalle due donne quasi completamente nude, ha finito per fare il giro del web, dividendo gli utenti.

La maggior parte dei commenti condanna senza attenuanti il comportamento dell'uomo: c'è chi sostiene che un simile episodio possa turbare la crescita del dodicenne e che un evento del genere non sia altro che pedofilia. Il ragazzino, pur apprezzando le forme delle due ragazze, appare decisamente in imbarazzo e spaesato. C'è però chi sostiene che quello del padre sia il miglior regalo possibile: «Quanto invidio quel ragazzino...».

Come riportano Unilad e La Vanguardia, non è ancora chiaro dove sia stato girato il filmato, che però ha già fatto il giro del mondo, finendo anche all'interno di alcune trasmissioni televisive.

[Link]

20 gennaio 2018

Ferma l'auto e prega in autostrada

L'amico muslim, ferma l’auto in un punto pericolosissimo, alla fine della corsia di immissione, poi esce e s’inginocchia. Se non ci fossero le immagini a testimoniarlo, la notizia sarebbe stata senza dubbio derubricata a bufala ma se non si tratta di uno scherzo, è davvero raccapricciante.


VARESE – Un’auto si ferma a bordo carreggiata in autostrada, proprio nella corsia di immissione. Un punto pericolosissimo per una sosta. Dal veicolo scende un uomo con abiti islamici e come se nulla fosse si inginocchia lì, con le auto che gli passano accanto a tutta velocità. L’uomo, incurante del pericolo, inizia a pregare.

È la folle scena ripresa  da un testimone che si trovava sul cavalcavia dopo lo svincolo di Gazzada Schianno, in direzione Varese. “In Italia si può” contesta l’autore del filmato, che lo ha poi diffuso su Facebook. Dopo che la Prealpina ha pubblicato il video da brividi sulla sua pagina, è esplosa l’indignazione dei lettori: “Pazzesco, abbiamo toccato il fondo!”, ha scritto un utente, ma qualcuno ha pure provato a ironizzare: “Gli scappava la preghiera”.  

[Link]

19 gennaio 2018

Siberia, temperature record ma ballerine

Da una semplice ricerca su Google riguardo il freddo in Siberia, più precisamente nell'ormai famossima Oymyakon, è venuto fuori un risultato non proprio concorde. L'articolo che ho postato di seguito è quello del -62 che però cita gli altri: "qualcuno sostiene che la colonnina di mercurio sia scesa anche a -67..". Alla fine hanno ragione tutto e sapremo mai la verità!


Siberia: il villaggio più freddo del mondo, dove il termometro tocca i 62 gradi sotto zero

Le ciglia si congelano: siamo in Siberia, nel villaggio di Oymyakon, dove le temperature hanno toccato i 62 gradi sotto lo zero. Freddo record, anche se il picco negativo è stato registrato dal satellite della Nasa in Antartide nel 2013, quando vennero toccati i -94,7 gradi. Il villaggio però, che ha cinquecento abitanti, detiene il primato di luogo abitato con le temperature più basse, e qualcuno sostiene che la colonnina di mercurio sia scesa anche a -67 ma i termometri non l’abbiano registrato perché si sono rotti a causa del freddo. Di certo c’è che le immagini postate sui social immortalano quello che sta accadendo lì.

[Link]

18 gennaio 2018

La grande nevicata dell'anno scorso

Esattamente un anno fa, ci fu una grandissima nevicata nel centro Italia che colpì anche la nostra provincia. Nel tempo di internet, i social furono subito invasi da foto bellissime che avevo raccolto e pubblicato. 












17 gennaio 2018

Il bimbo che ha commosso la Cina

Al di la delle scontate lodi, fatti del genere fanno riflettere sulla caparbietà di questo popolo, che viene educato a rispondere prontamente ai loro doveri, qualunque essi fossero. Un giorno da grande sarebbe capace di qualsiasi cosa, in bene o in male, perché è stato educato cosi. I nostri figli sono solo dei molluschi invertebrati che nella maggior parte dei casi, se ne fregano della scuola e delle istituzioni, perché i genitori li educano in questo modo. 


"Fiocco di neve", cammina quattro chilometri al gelo per non perdere la scuola. Il bimbo che commuove la Cina

Quando è arrivato in classe aveva i capelli e le sopracciglia ghiacciate. Così i compagni di classe lo hanno soprannominato “Fiocco di neve”. Wang Manfu, dieci anni, scolaro di una zona rurale dello Yunnan, in Cina, è al centro di una storia che fa riflettere. La superpotenza cinese sforna miliardari a ritmo sfrenato, ma nasconde ancora fasce di popolazione poverissime.

Quattro chilometri a meno 9 gradi
Il bambino è arrivato coperto di gelo in aula perché per andare a scuola nel giorno degli esami aveva dovuto camminare per quattro chilometri nella neve, con una temperatura di meno 9 gradi centigradi. La foto, scattata dal maestro, ha fatto il giro del web. Wang Manfu è uno dei tanti bambini cinesi che vivono in villaggi sperduti con i nonni, perché i genitori sono andati in città lontane a lavorare. Sono chiamati “liushou”, che significa “lasciati indietro”. Per la maggior parte si tratta di orfani sociali, abbandonati dai genitori che dalle zone rurali sono migrati nelle megalopoli per lavorare nelle catene di montaggio.

La scuola è l’unico rifugio
Per i “liushou”, la scuola diventa l’unico rifugio. Manfu, il nome vuol dire “pieno di felicità”, ha detto: “Mi piace molto la scuola, possiamo avere pane con il latte a pranzo e si imparano un sacco di cose belle”. I cinesi del web si sono commossi e hanno donato 300mila renminbi alla scuola dello Yunnan, che fa fatica a pagare anche il riscaldamento. La storia ha trovato molto spazio anche sui giornali statali, dove “Fiocco di neve” è riuscito a smuovere l’opinione pubblica. I giornali, però, non hanno mostrato anche l’altra foto che ha scattato il maestro. In questa si vedono le mani di Manfu, rosse e gonfie, devastate dal freddo.


[Link]

16 gennaio 2018

Tamara de Lempicka spregiudicata e geniale

Tamara de Lempicka (1898-1980) visse secondo il motto: “meglio un giorno da leone che cento da pecore”; tra droga e trasgressione ha dato vita nella sua produzione artistica ad uno stile unico ed irripetibile nella storia dell’arte.


Fu perfida, arrogante, spregiudicata, glamour, bisessuale e frequenta solo ricchi e potenti per ottenere favori e prestigio. Cercò spasmodicamente il successo, vestiva come Marlene Dietrich – famosi i suoi stivali di vernice nera da amazzone – senza inibizioni, non era bella ma era tanto fascinosa da conquistare chiunque.

Tamara vive freneticamente, viaggia in tutta Europa, ospitata dal duca o dal ricco di turno e per mantenere certi ritmi si fa aiutare dalla cocaina. Ama le copertine di Vogue, il glamour, il patinato, l’eleganza e lo charme come regola di vita. Tutto questo lo riportò, come è evidente, nella sua arte. Non fu di certo una “signora” nell’accezione classica del termine ma è di certo la più famosa signora della storia dell’arte. Cercava il moderno in ogni cosa e per il suo stile pittorico scelse il Déco che all’epoca, siamo negli anni venti, la faceva da padrone.

Gli artisti bohemiénne che elemosinavano e stentavano a campare le facevano ribrezzo, lei amava il lusso e la bella vita. Nata a Varsavia nel 1898, muore in Messico nel 1980

Quella di Tamara de Lempicka si attesta a pieno titolo la biografia di una grande artista con tanto di genio e sregolatezza che, come da copione, dissipa tutti i suoi averi e muore in povertà. Dimenticata, non piaceva a certa critica snob, ritorna in auge negli anni ’70.

Tamara de Lempicka oggi è una vera icona che vanta tra i suoi collezionisti star come Jack Nicholson, Barbara Streisand, Madonna, Donna Karan.

Madonna ha presentato le opere della Lempicka nei video musicali di alcuni dei suoi grandi successi, ad esempio in Open Your Heart (1987), Express Yourself (1989), Vogue (1990) e Drowned World/Substitute for Love (1998), e durante il Who's That Girl tour del 1987 e il Blond Ambition world tour del 1990.

15 gennaio 2018

Posso fare sesso anche se non vuole

In una indagine ISTAT condotta su un campione donne tra i 16 e i 70 anni è emerso che sono più di 6 milioni quelle che hanno subito abusi fisici o sessuali nell'arco della loro vita, di queste, 2 milioni tra le mura domestiche. Il guaio è che la statistica è vecchia di dieci anni, quando l'Italia era leggermente migliore.



Treviso, «L'ho sposata, posso far sesso con lei anche se non vuole»: indagato

«Sono tuo marito e sono legittimato a fare sesso con te sempre anche quando non vuoi», queste le parole ripetutamente pronunciate da un 51enne di Treviso che hanno esasperato la compagna fino a convincerla a chiedere aiuto prima alle forze dell'ordine e successivamente alla magistratura. 
Una violenza sessuale che ha dell'incredibile e che testimonia tristemente come, ancora nel 2018, secondo taluni uomini, il matrimonio sia sinonimo di possesso. Un retaggio culturale dell'inizio del secolo scorso che ancora purtroppo rimbalza nelle cronache.

Adesso il 51enne che abita a Treviso nel quartiere di Santa Maria del Rovere, un uomo ossessionato dalla virilità e dal sesso, si trova iscritto sul registro degli indagati con l'accusa di violenza sessuale (anche se non sarebbe mai arrivato a consumare un rapporto completo). 

Circostanziati i comportamenti contrari alla legge e alla decenza che vengono contestati al 51enne. L'uomo, in almeno tre distinte occasioni, stando a quanto sostenuto nella denuncia, avrebbe costretto la moglie a subire atti sessuali, nonostante la donna avesse in tutti i modi cercato di fargli capire che non li desiderava.
Da quanto ricostruito dagli inquirenti, che oltre che sulla versione della vittima possono contare su due testimoni, si sarebbe trattato di agguati a sfondo sessuale. In tutto nell'arco di poco meno di 48 ore, a cavallo tra il 23 e il 24 novembre 2017.

La mattina del 23 l'indagato, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti sulla base della denuncia della vittima, il primo abuso. Il 51enne avrebbe spinto la compagna contro il muro della cucina e, nonostante la donna avesse provato a farlo desistere prima ribellandosi e poi implorandolo di star fermo .... non farlo, sarebbe andato avanti. Le avrebbe così abbassato i pantaloni della tuta e alzato la maglietta, costringendola a subire atti sessuali. Di fronte alla lacrime della compagna l'indagato avrebbe messo le cose in chiaro, spiegando il motivo dei propri comportamenti: «In quanto marito sono autorizzato a farlo».

[Link]

14 gennaio 2018

Bocciato a teologia, la prende malissimo

Studente dell'Università Cattolica di Milano, fallisce l'esame di teologia e sfoga la sua rabbia imbrattando i muri della città con bestemmie. Espulso e condannato a 90 ore di lavori sociali. Speriamo che qualcuno fallisca presto quello di ginecologia.


Tappezza il muro con bestemmie: non aveva passato l’esame di Teologia

Milano – La reazione di uno studente della Facoltà di Scienze linguistiche e letterature straniere dell’Università Cattolica ha dimostrato quanto, in realtà, il giovane tenesse alla materia. Il ragazzo, 23 enne di Pordenone, aveva appena saputo l’esito di un esame scritto di Teologia, risultato al quale ha risposto al professore con affermazioni molto esplicite (bestemmie). 

Locuzioni che per ovvi motivi abbiamo dovuto censurare: “Non è possibile che per fare il traduttore in congressi dell’UE io sia costretto a studiarmi tutta ‘sta m***a, dio *****! Di Dio, Gesù e tutti gli altri scagnozzi non me ne frega un ***** P**** **o m*******o b**t***o.”

Per di più, il 23 enne ha sentito il bisogno di esprimere la propria rabbia con atti di vandalismo (quali nella foto) per cui l’Università ha deciso di espellerlo. In seguito, il pordenonese ha ammesso di aver iniziato il percorso di studi nella Facoltà di Scienze linguistiche e letterature straniere unicamente per volere della madre, ma non ha potuto cavarsela con così poco: oltre all'espulsione d’obbligo, il ragazzo è stato “condannato” a 90 ore di attività socialmente utili, come risarcimento all'Università per il danno apportato alle strutture scolastiche: il punto di partenza di tale pena è proprio la riverniciatura del muro che il 23 enne ha tinto con la proprio ira repressa.

[Link]

13 gennaio 2018

Cane incontrollabile dal padrone

"La mia povera kay. Per fortuna se le cavata con qualche punto ma lo spavento è stato tanto!". Commenta così l'accaduto la proprietaria della gattina che fortunatamente è riuscita a salvarsi dalla furia dell'animale. Fa comunque riflettere il fatto che in proprietario di un cane, qualsiasi esso sia, non riesca a gestirlo. Se invece della gattina avesse azzannato un bambino?


Pitbull senza museruola in centro: ne fa le spese una gattina

CIVITANOVA - Il cane era a guinzaglio, ma quando ha visto l'altro animale è diventato incontrollabile e ha attaccato. E' successo in via Cecchetti, è intervenuto il veterinario per salvare la bestiola

Gatto aggredito da un cane senza museruola. E’ successo ieri pomeriggio, verso le 18,30, in via Cecchetti a Civitanova. Il cane, un pitbull, era tenuto a guinzaglio dal padrone, ma non aveva la museruola, come obbliga la legge per determinate razze considerate pericolose. Quando ha visto la gattina è diventato incontrollabile ed ha attaccato. La gattina, domestica, è stata poi salvata e prelevata dal veterinario dell’Asur: ha riportato gravi lacerazioni all’addome.

[Link]

12 gennaio 2018

Latitante albanese tradito da Facebook

I social croce e delizia. Sono in grado di farci passare ore di assoluta spensieratezza così come di farci acciuffare ed essere portati in prigione. Certo, se sei un ricercato e moderatamente intelligente, non serve essere un genio, dovresti usare qualche cautela in più e non metterti a postare selfie.


Ladro condannato a Rimini si tradisce con un selfie

Era latitante per essere evaso dagli arresti domiciliari disposti dalla Procura di Rimini, ma si è tradito con un selfie postato su Facebook, grazie al quale è stato riconosciuto come responsabile anche di altri furti. Mirgen Dedgjonaj, albanese di 32 anni è stato arrestato dalla Squadra Mobile della Questura di Forlì, che lo ha individuato come colui che lo scorso 7 ottobre sarebbe entrato in un’abitazione di San Martino in Strada, razziando una collezione di 15 orologi, gioielli, indumenti e la macchina per il caffè, per il valore di alcune migliaia di euro.

Gli investigatori sospettavano dell’uomo, già noto per una lunga lista di furti, compreso quello per cui era stato condannato dal tribunale di Rimini.  Ma dalla fine di settembre si era volatilizzato dalla residenza indicata dal provvedimento restrittivo, ovvero l’abitazione della sorella a Salsomaggiore, in provincia di Parma. Nel frattempo a suo carico pendeva da fine novembre anche una pena da eseguire di 6 anni e 9 mesi, con un ordine di cattura emesso dall’autorità giudiziaria di Milano, sempre per furti.

Ma la Polizia lo ha ritrovato su Facebook, in un post dove il latitante si era immortalato con altre due persone, probabilmente a Parma. Attraverso la fidanzata di uno dei due, volto noto nel giro dello spaccio, è stata individuata una casa del centro storico in cui gli agenti hanno fatto irruzione alcuni giorni prima di Natale.

Mirgen Dedgjonaj si trovava proprio lì, insieme al bottino di colpi messi a segno anche in provincia di Parma: gioielli, computer, cellulari, orologi, attrezzi da lavoro. Denunciati per ricettazione anche gli altri due uomini ritratti nel selfie, anch’essi albanesi di 21 e 20 anni, senza fissa dimora e irregolari in Italia. Tutti e tre sono ora in carcere a Parma.

[Link]