23 giugno 2018

Lo Stato confisca beni per un milione a famiglia rom

Chissà quanto sudore per "tirare su" tutto quel patrimonio e un giorno arriva uno stato ingiusto e razzista e te lo sottrae. Uno dei tanti scandali italiani..


Cavalli da corsa e camper di lusso, lo Stato confisca beni per un milione a famiglia rom

Provento di attività illecite, via anche terreni, fabbricati e conti correnti

Montecatini Terme (Pistoia), 23 giugno 2018 - Beni per un milione di euro sono stati confiscati dal Tribunale di Pistoia con un provvedimento di confisca eseguito dalla Guardia di Finanza ai danni di una famiglia rom residente in Valdinievole, la famiglia Levacovich.

Si tratta dell'operazione Khuro. Il Tribunale ha disposto la confisca dei beni (e non il sequestro, vale a dire che questi beni saranno sottratti definitivamente alla disponibilità della famiglia) in conseguenza dei sequestri operati nel corso del 2017 dal nucleo di polizia economico finanziaria di Pistoia nell’ambito dell’applicazione di misure di prevenzione antimafia .

Stiamo parlando di nove terreni, sette fabbricati, nove cavalli da corsa, conti correnti, libretti di risparmio e sei automezzi tra i quali un camper di lusso del valore di 100mila euro, beni illecitamente accumulati.

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22 giugno 2018

Vegan non è più di moda: 2 su 3 abbandonano

Un milione di italiani ha lasciato la dieta vegana, praticamente 2 su 3. Che succede, è finita la moda del veganesimo? 


Dieta vegana addio, un milione di italiani l'ha lasciata

Studio Coldiretti-Eurispes, contro la carne sono rimasti in 460 mila

Un milione di italiani ha lasciato la dieta vegana, praticamente 2 su 3, e oggi l'esercito che ha messo al bando i cibi di origine animale sarebbe ridotta a 460 mila persone. Lo dice uno studio, elaborato sui dati Eurispes, che la Coldiretti ha presentato al ''Villaggio contadino' allestito nel centro di Torino che sarà inaugurato con il #bisteccaday e una maxi grigliata.

Tra i vegani, la cui quota sarebbe scesa dal 3% allo 0,9%, resistono di più le donne (68% del totale) e i giovani (2% degli italiani nella fascia di età 18-24 anni). Nei giudizi, invece, la scelta chi ha messo al bando i prodotti di origine animale divide gli italiani: il 49,4% la ritiene "radicale, fanatica e segnata dall'intolleranza", l'altra metà pensa che sia un'opzione rispettabile e anche ammirevole. (ANSA).

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Midsommar, la festa di Mezza Estate (VIDEO)

Dopo il Natale, la festa di Mezza Estate (Midsommar) è la ricorrenza più importante del calendario svedese. E per alcuni è addirittura più importante del Natale. 



I segreti del successo del pranzo infinito della festa di Mezza Estate sono le corone di fiori tra i capelli, i balli intorno a un palo decorato, i canti a squarciagola bevendo lo snaps (tipica grappa aromatica svedese) e ingurgitando una quantità enorme di aringhe marinate (sill) servite con deliziose patatine novelle, erba cipollina e panna acida. Complessivamente, una strepitosa giornata all'aperto.

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21 giugno 2018

Particolare divieto per i tifosi nigeriani

La nazionale nigeriana ha fatto il suo esordio sabato scorso, con una sconfitta per 2 a 0 contro la Croazia. Ma il verdetto del campo avrebbe potuto essere diverso se i russi non avessero vietato ai tifosi africani di portare sugli spalti i loro amuleti: dei polli.


MONDIALI 2018 Nigeria, particolare divieto per i tifosi allo stadio da parte delle autorità russe. 

La selezione biancoverde ieri sera ha fatto il suo esordio nella competizione contro la Croazia. Ma l’atmosfera di festa, testimoniata dalle enormi vendite di magliette ufficiali della Nazionale, è stata rovinata da un curioso caso. 

In occasione delle partite delle ‘Super Aquile’, infatti, i tifosi sono soliti portare all’interno dello stadio dei polli, dipinti con i colori della squadra e tenuti in piedi durante il tifo della folla. Una vera e propria tradizione culturale, non ritenuta però tale dalle autorità di Kaliningrad, città sede della gara d’esordio degli africani. Ai quali è stato dunque vietato introdurre gli animali nella ‘Baltika Arena’. 

L’episodio ha ovviamente indignato i tifosi nigeriani, che ritengono da sempre i polli portafortuna per la nazionale. Ma nelle gare in Russia saranno costretti a farne a meno.

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20 giugno 2018

Frase choc su Nadia Toffa ed esclusione dalla Rai

Dopo le frasi choc sul tumore di Nadia Toffa (Chi è causa del suo mal, pianga se stesso) e sul clamore suscitato dalla vicenda, Eleonora Brigliadori è stata esclusa, da parte di Rai2, alla partecipazione di  "Pechino Express - Avventura in Africa". Lei, ormai completamente impazzita, sembra abbia dichiarato che si presenterà regolarmente nel luogo e alla data indicatale dalla produzione per il raduno.


Eleonora Brigliadori esclusa da "Pechino Express" dopo post shock su Nadia Toffa: "Chi è causa del suo mal..."

Lʼex presentatrice, da tempo contraria alla medicina tradizionale, ora è fuori dal programma

Eleonora Brigliadori non parteciperà a "Pechino Express - Avventura in Africa". Lo ha deciso Rai2 "a seguito delle dichiarazioni recentemente rese sul web". L'ex annunciatrice, che da anni ha sposato la filosofia della medicina non convenzionale a favore di cure alternative, si era resa protagonista di un commento particolarmente infelice su Nadia Toffa. "Chi è causa del suo mal pianga se stesso..." aveva scritto, in risposta ad un utente che ricordava l'intervento dell'inviata de "Le Iene" di qualche tempo fa sul tema tumore.


"E quando venne quella delle Iene a insinuare sul cancro? Se ne sono tutti scordati" si leggeva nel post. La risposta della Brigliadori ha poi lasciato tutti a bocca aperta. E l'ex showgirl, 58 anni, ha anche aggiunto: "Il destino mostra le false teorie nella vita e dove la salute scompare la falsità avanza". Sostenitrice del “metodo Hamer” che si basa sull'autoguarigione  la Brigliadori da tempo ha intrapreso la sua battaglia contro le cure oncologiche 'tradizionali'. Lei stessa pare, colpita da tumore in passato, si sarebbe curata senza chemioterapia. 

Proprio su questo tema Nadia Toffa, che da mesi lotta coraggiosamente contro il cancro, aveva dedicato due anni fa un servizio per "Le Iene".  

Immediate le reazioni dei social e non solo. La Rai ha infatti deciso di non far partecipare la Brigliadori alla prossima edizione di "Pechino Express", nella quale avrebbe dovuto partecipare col figlio. "Le suddette dichiarazioni - ha spiegato Rai2 in una nota - sono, infatti, in evidente contrasto con la missione e i valori di servizio pubblico della Rai, con il codice etico aziendale e con la linea editoriale della Rete". La coppia Madre e Figlio (Eleonora Brigliadori, in arte Aaron Noel e Gabriele Gilbo), non farà parte del cast, si legge ancora nel comunicato stampa diramato.

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17 giugno 2018

180 anni per sconfiggere la povertà

In Italia  ci vogliono 5 generazioni, vale a dire circa 180 anni, perché un discendente di una famiglia povera si elevi socialmente e percepisca il reddito medio del Paese. E il 71% dei genitori è in ansia perché teme che i loro figli non raggiungano lo stesso status della famiglia d'origine.


In Italia per smettere di essere poveri servono cinque generazioni. 

L'Ocse ha diffuso il report sull'ascensore sociale. La fotografia italiana non è incoraggiante, poche possibilità di crescita, e famiglie preoccupate per il futuro dei figli. Tutti i numeri  

Ci vogliono in Italia 5 generazioni, vale a dire circa 180 anni, perché un discendente di una famiglia povera si elevi socialmente e percepisca il reddito medio del Paese. E il 71% dei genitori è in ansia perché teme che i loro figli non raggiungano lo stesso status della famiglia d'origine. È quanto emerge da un rapporto dell'Ocse sul cosiddetto "ascensore sociale". Non solo, ma sempre in Italia i due terzi dei figli la cui famiglia d'origine è poco istruita resterà a quel livello mentre solo il 6% riuscirà a prendere un diploma di scuola superiore.

E, ancora, circa il 40% dei figli dei lavoratori manuali farà lo stesso lavoro dei genitori mentre il 31% dei figli di chi percepisce un reddito basso percepirà lo stesso reddito. In questo senso, l'Ocse punta il dito sull'entità molto bassa degli investimenti che si fanno nella scuola e nella formazione, citando ad esempio il fatto che i laureati guadagnano in media solo il 40% in più rispetto ai diplomati, mentre tale percentuale sale al 60% nei paesi dell'area Ocse.

Servono cinque generazioni, ma è nella media 
Per quanto riguarda in generale l'indice di 'ascensore sociale', l'Italia è nella media dei paesi dell'area Ocse dove servono appunto 5 generazioni per elevarsi socialmente e guadagnare anche di più. Ma ci sono alcuni paesi come la Francia e la Germania dove la media sale addirittura a 6 per non parlare del Brasile e del Sudafrica (9 generazioni) o della Colombia (11).

La media cala drasticamente in Danimarca e negli altri paesi nordici (Norvegia, Finlandia, Svezia) dove sarebbero necessarie solo 2 o 3 generazioni. In media, nei paesi Ocse, solo il 17% dei bambini provenienti da ambienti modesti riescono a salire socialmente fino in cima alla scala dei redditi, mentre il 42% dei bambini di famiglie ricche sono in grado di rimanere a quel livello.

L'assenza di mobilità sociale in Italia 
Per l'Ocse, manca insomma la "mobilità sociale": in media, inoltre, solo il 24% dei figli dei lavoratori manuali diventa dirigente (il 27% in Francia) mentre la percentuale è doppia per i figli dei dirigenti. Solo il 12% dei bambini con genitori scarsamente istruiti ha un'istruzione superiore, rispetto a più del 60% dei bambini nati in famiglie più intellettualmente preparate.

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16 giugno 2018

Civitanova, il vialetto di piazza come una discarica

La mattinata abbastanza ventosa a Civitanova, ha fatto si che molti dei sacchetti buttati colpevolmente ed incivilmente a terra da parte di qualcuno, si raggruppassero a metà del vialetto nord di Piazza XX settembre e li rimanessero fino alla pulizia del dopo mercato.


A vederli volteggiare e rotolare sul marciapiede, ricordavano un po' i film di Sergio Leone, dove comparivano spesso quei cespugli rotolanti tipici del far west, che in pieno centro cittadino forse è meglio non ci siano, anche perché alcuni erano abbastanza grandi e oltre a dover fare quasi un gimkana per evitarli, in qualche caso, muovendosi, sono finiti tra le ruote di passeggini.

Come segnala una persona sul gruppo Facebook cittadino, sembra che alcuni di questi sacchetti alle 18, nonostante la pulizia della piazza, sono ancora a spasso per la città.






15 giugno 2018

Jamie Foxx è accusato di molestie

Nel 2002 la “vittima” si trovava ad un party in casa del premio Oscar quando, a quello che riporta la donna, Foxx le avrebbe chiesto di ricevere del sesso orale. Una volta incassato il rifiuto della ragazza, l’attore l’avrebbe schiaffeggiata con il proprio pene. 


Il famoso attore Jamie Foxx è accusato di aver schiaffeggiato una donna con il pene

L'attore protagonista del film di Quentin Tarantino, Django, ha smentito che il fatto sia mai accaduto

Jamie Foxx mi ha schiaffeggiato con il pene. Questa l’accusa, seria e circostanziata, di una donna nei confronti del popolare attore americano, famoso anche per la splendida interpretazione in Django, il film di Quentin Tarantino.

Un’accusa che arriva con 16 anni di ritardo. A riportare la notizia è stato il sito americano TMZ dopo che una donna si è presentata in una stazione della polizia di Las Vegas per denunciare l’accaduto avvenuto oramai oltre tre lustri fa.

Nel 2002 la “vittima” assieme ad un’amica si trovava ad un party in casa del premio Oscar quando, a quello che riporta la donna, Foxx le avrebbe chiesto di ricevere del sesso orale.

Una volta incassato il rifiuto della ragazza, l’attore l’avrebbe schiaffeggiata con il proprio pene. La vittima sarebbe poi andata il giorno successivo in un ospedale di Los Angeles per cercare una cura ad un conclamato e duraturo attacco di panico.

Insomma, il caso è aperto e negli States sta facendo molto rumore, ma la legge che riguarda il tema della molestie sessuali prevede che l’accusa venga depositata entro tre anni dall’accaduto.

Ovviamente Foxx ha rispedito immediatamente le accuse al mittente. Per bocca del suo avvocato ha parlato di accuse “false e inventate, perché semplicemente i fatti raccontati non sono mai accaduti”.

La legale Allison Hart ha poi aggiunto che “il fatto intanto non è stato denunciato entro tre anni dal suo presunto accadere, poi non è stato denunciato neanche nei successivi 16 anni perché non è mai accaduto”.

Foxx, 50 anni, una carriera oramai consolidata ad Hollywood, lo vedremo a breve nel Robin Hood di Otto Bathurst e come regista ed interprete di All-star weekend insieme a Robert Downey Jr.

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14 giugno 2018

Sposa trevigiana dell'Isis si è pentita

Parla da un campo profughi in Siria la veneta Sonia Khediri, diplomata perito turistico, rinchiusa insieme ad altre cento donne di origini arabe partite dalla Russia, dalla Francia e dalla Germania per aderire al Califfato. Partita più per amore che per abbracciare l'integralismo islamico, ora cerca aiuto per poter tornare in Italia perché evidentemente si è resa conto di aver fatto una cazzata. Speriamo.


Sonia, la sposa trevigiana dell'Isis si è già pentita: «Loro amano il sangue, voglio tornare in Italia, aiutatemi»

TREVISO - «Pentita di esser partita per la Siria?». Passa qualche secondo prima della risposta, ma non batte ciglio mentre guarda la telecamere del Tg1: «Sì, ovvio». Sonia Khediri, con il volto coperto dal niqab, parla per la prima volta, ai microfoni della Rai, da un campo profughi in Siria. È rinchiusa qui assieme ad altre cento donne di origini arabe partite dalla Russia, dalla Francia e dalla Germania per aderire al Califfato. Stavano cercando di scappare. Sono le spose dell'Isis. Anzi, di più. Sonia, 21 anni, sarebbe stata addirittura moglie di Abu Hamza, emiro tunisino e numero due di Daesh, dal quale avrebbe avuto due figlie. Lei però nega. Ha in braccio un bambino mentre parla tradendo un'inflessione inconfondibilmente veneta e trevigiana nonostante siano passati quasi tre anni da quando ha abbandonato tutto e tutti a Onè di Fonte, dov'è cresciuta e dove si è diplomata come perito turistico.
  
VOGLIA DI FUGGIRE
«Daesh ama uccidere la gente, ama il sangue, ammazzano le persone senza motivo» racconta la 21enne fuggita di casa a 18 anni, nell'agosto del 2014, più per amore che per abbracciare l'integralismo islamico. O almeno così sembra sentendola ora, quando ogni sogno di una vita migliore e diversa sembra essere svanito. Conobbe un predicatore durante un viaggio in Tunisia, si lasciò convincere ad unirsi al Califfato e dopo mesi di contatti su internet fuggì in Siria per sposarlo, scoprendo al suo arrivo che era stato ucciso. Al suo posto, secondo quanto emerso sarebbe stata costretta a sposare Abu Hamza, di circa vent'anni più grande di lei. La Procura di Venezia, definendola di fatto un foreign figher e considerandola pericolosa, chiese il suo arresto in due diverse occasione. E in due occasioni il gip negò l'ordinanza di custodia cautelare. Difficile dire se la 21enne abbia abbracciato o mento le tesi integraliste di Daesh, ma ai microfoni del Tg1 dice chiaramente di aver tentato di tornare in Italia, senza però riuscirvi. «Mi ero messa in contatto con mio padre - dice -: mi disse che se fossi riuscita ad arrivare in Turchia mi avrebbe aiutato a venire a casa». «Non so nulla di lei, so solo che si è sposata con un tunisino in Turchia» ha sempre detto Lofti Khediri che invece, stando alla parole della figlia, ben sapeva a quale destino fosse andata incontro.

L'ORRORE
In Siria Sonia ha visto l'orrore. Ha vissuto a Raqqa, capitale dello Stato Islamico fino alla sua liberazione, dal 2015. Poi ha cercato riparo al seguito delle truppe jihadiste finché non è stata catturata. «Prendevano le gente dalle prigioni e la uccidevano - racconta cercando conforto e comprensione nello sguardo della giornalista Rai -, anche senza motivo. Ho sentito di teste mozzate attaccate ai pali della luce e una volta ho visto un cadavere appeso al mercato: quando viene ucciso qualcuno, il suo corpo viene esposto per tre giorni davanti a tutti». Da quell'inferno Sonia, il cui percorso di radicalizzazione appare del tutto simile a quello dell'altra foreign fighter partita dal Veneto, la 21enne di Azergrande Meriem Rehaily, avrebbe dunque cercato di scappare. Senza riuscirci.

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13 giugno 2018

"Poliziotti dovete morire!": licenziata

L’ufficio scolastico regionale riunitosi il 7 giugno 2018 ha decretato il licenziamento di Lavinia Flavia Cassaro, l’insegnante che il 22 febbraio scorso aveva inveito contro le forze dell’ordine, durante una manifestazione antifascista.



Licenziata la prof che aveva augurato la morte alla polizia durante una manifestazione antifascista

I fatti lo scorso 22 febbraio: in seguito l’insegnante aveva rimarcato gli insulti rilasciando un’intervista a una troupe televisiva

L’ufficio scolastico regionale riunitosi il 7 giugno 2018 ha decretato il licenziamento di Lavinia Flavia Cassaro, l’insegnante che il 22 febbraio scorso aveva inveito contro le forze dell’ordine, durante una manifestazione antifascista contro un convention elettorale del leader di CasaPound Simone Di Stefano in un hotel di corso Vittorio. 

L’insegnnate era sta filmata e fotografata mentre insultava i poliziotti schierati per impedire contatti tra i gruppi di militanti. Successivamente la donna aveva rimarcato gli insulti rilasciando un’intervista a una troupe di Mediaset. Commentando il filmato Matteo Renzi aveva detto che un’insegnate «così andava licenziata». 

In sua difesa il Cub scuola 
«Come si evince dai numerosi video che hanno ripreso i fatti - spiega Cosimo Scarinzi di Cub scuola - la polizia usava contro i manifestanti gas lacrimogeni ed idranti, non proprio gradevoli nel freddo inverno di Torino. In un contesto evidentemente turbato, Lavinia si scagliava – a parole – contro la Polizia, che, a suo parere (ma è difficile darle torto), difendeva i fascisti e aggrediva gli antifascisti».  

E aggiunge: «Lo faceva in modo discutibile, certo, usando toni alti. Con parole sconnesse, chiaro segno di uno stato emotivo alterato, rispondeva ai giornalisti di Matrix, che piombavano su di lei, sicuri dello scoop. Da quel momento inizia l’involontaria odissea della maestra Cassaro, colpevole di “aver augurato la morte ai poliziotti”. A conclusione di una trita e triste campagna elettorale, il presidente del Consiglio uscente, Matteo Renzi, invoca dalla tribuna di Matrix il licenziamento di Lavinia: “Che schifo, una professoressa che augura la morte ai poliziotti andrebbe licenziata su due piedi”».  

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