15 agosto 2012

Respinto due attacchi della Міліція

Questa sera, dopo una bruttissima giornata, ventosa, fredda e piovosa (pioveva da 36 ore), passata quasi interamente in casa, alle 21, essendo da solo, ho deciso di uscire per fare una passeggiata e qualche foto, prima che spegnessero le luci ai monumeni (23). Non pioveva e questo fatto mi ha reso così felice che non mi sono risparmiato ed ho fatto proprio un bel giro.

Avendo una fotocamera molto sensibile, anche con poca luce mi vengono delle foto meravigliose e così, dopo lo "spegnimento" dei monumenti, ho continuato a camminare e fotografare, per quasi 4 ore.

A metà del percorso, tra la chiesa di Santa Sofia e l'Opera, c'era un bellissimo palazzo tutto illuminato e piazzato il cavalletto per terra, mi sono messo a fotografarlo. Dopo un minuto spunta un militare che quasi mi fa prendere un colpo, perché sbucato dal buio e mi chiede qualcosa che non capisco. Ho pensato: "adesso questo vuole la tangente".. un classico, invece sono stato fortunato perché mi ha chiesto di vedere le ultime foto e mi ha lasciato andare senza problemi.

Passo davanti all'Opera, scendo verso Kreshatik e quando inizio a fare le scale del sottopassaggio, vedo 4 anfibi (due poliziotti) e torno immediatamente indietro. Non è bello incontrare la Міліція (polizia) in un luogo isolato. Proseguo il mio giro attraversando più avanti, dopo essermi accertato che non ci fossero poliziotti e dopo qualche foto alla piazza principale, a mezzanotte e mezza decido di rientrare in appartamento.

Preno una strada laterale, controllando che fosse libera dalla Міліція. Per fortuna c'era ancora diversa gente e questo mi rendeva più tranquillo. Arrivato alla fine della piazza, dovevo solo attraversare e prendere la via dell'appartamento. Ci sarebbe stato il sottopasso ma non si vedeva una macchina in movimento nemmeno col binocolo ed ho deciso di non servirmene.

Non l'avessi mai fatto!

Menre percorro Mala Zhitomirskaya sento camminare dietro di me e la cosa non mi piace mai. Mi giro per controllare e vedo due poliziotti. Nooo!!

Mi dicono qualcosa che non capisco e mi devo fermare. Ho pensato: "ecco..ci siamo.. mano al portafogli".

Per prima cosa mi chiedono i documenti e per fortuna parlano inglese. Dò il passaporto ed iniziano a sfogliare. Italia, dicono ed io confermo. A questo punto, con tono deciso e scocciato gli chiedo: problem?

Iniziano a farmi domande del tipo: dove alloggi? quando sei arrivato in Ucraina? e mentre questi mi interrogano passa un signore un po' bizzarro, sembrava un barbone, una faccia stralunata, barba lunga, un po' spettinato ma vestito in maniera normale che dice qualcosa ai poliziotti e questi gli dicono, scocciati, qualcosa in ucraino per mandarlo via. Questo fa per insistere ma i poliziotti lo scacciano in malo modo e non potrò mai dimenticare lo sguardo di quell'uomo che sembrava volesse dirmi: ho provato a salvarti da questo sopruso ma non ci sono riuscito.

La faccenda si faceva interessante quando mi hanno incolpato di aver attraversato senza aver preso il sottopassaggio ed a questo punto ho provato a fare lo spavaldo dicendo che i miei amici ucraini lo fanno spesso e non ci sono problemi. Si può fare, ho detto e la frase successiva è stata "ora chiamo l'ambasciata".

Il poliziotto, forse ha capito che non mi avrebbe fregato tanto facilmente ma mi ha risposto che per il suo superiore non ci sarebbero stati problemi se l'avessi fatto e quà mi ha messo un po' in difficoltà perché avevo giocato il jolly, con quella frase, credevo sortisse qualche effetto. 

A seguire, ho alzato leggermente il tono di voce e gli ho detto: "senti, è la quarta volta che vengo a Kiev!", lasciando intendere che so come funzionano certe cose e questa sembra essere stata la frase vincitrice. 

I due si sono detti qualcosa nella loro lingua, mi hanno ridato il passaporto e mi hanno detto la prossima volta di usare il sottopasso. Ho ringraziato e sono tornato in appartamento, felice e contento, per essermi saputo difendere dalla famigerata Міліція ucraina.




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