21 marzo 2009

A casa senza sciare

Nonostante le previsioni meteo non lasciavano alcuna speranza per il weekend già da martedì, il socio insisteva per voler andare a sciare. Ho cercato in tutti i modi di dissuaderlo ma alla fine ho dovuto cedere, visto che le due domeniche precedenti non ero potuto andare e mi sentivo un po in colpa. Venerdì sera alle 22:30, dopo che nel pomeriggio era arrivato un vento fortissimo, l'ultimo tentativo, l'ho chiamato al telefono e gli ho chiesto se fosse proprio sicuro di quello che saremmo andati a fare la mattina seguente. E lui: "Simò, ormai ho preparato tutto, dobbiamo andare!".

Mi sono rassegnato, sapendo che non al 90% non avremmo potuto sciare, ma sarei andato lo stesso per dimostrare che avevo ragione.


Dopo essere andato a dormire alle 3:30, questa mattina mi sono svegliato alle 7 per essere puntuale all'appuntamento (7:30 da Kaldo) e quello stronzo è arrivato con 20 minuti di ritardo. Non bastasse, ha voluto prendere anche qualcosa al bar, prima di partire.

Finalmente, poco dopo le 8 siamo partiti alla volta di Sarnano/Sassotetto.



Mentre stavamo partendo, il cielo ci ha voluto mandare un segnale per avvisarci ma noi abbiamo fatto gli indifferenti e nonostante avesse iniziato a nevicare alla ragguardevole altitudine di 35 metri sul livello del mare siamo partiti lo stesso.

Un volta in superstrada ci si parava davanti un cielo nero e minaccioso ma noi abbiamo continuato imperterriti. Verso Urbisaglia il paesaggio era già tutto imbiancato ma la strada era pulita e si continuava... arrivati a Pian di Pieca iniziava anche un po di neve sulla strada ma ancora si camminava senza problemi.

Siamo arrivati a Sarnano ed iniziava a nievicare più insistentemente ma nonostante la neve sulla strada non servivano particolari accorgimenti, se non la semplice prudenza, per poter continuare. Ad un certo punto la situazione è diventata insostenibile, la neve in strada cominciava ad essere tanta e la strada in salita non era più praticabile senza un intervento alle gomme. Abbiamo cercato un posto comodo e ci siamo fermati.

Il socio tira fuori le catene dal bagagliaio e le guarda con ammirazione come se fossero uno strano oggetto coadiuvante per particolari pratiche sessuali. Le gira e rigira cercando di capire come funzionino ma soprattutto come si dividessero, visto che erano attaccate.

Io nel frattempo ho attivato il cervello ed invece che rimanere sotto la fitta nevicata mi ero rifugiato dentro un capanno di una casa. Dopo un po mi raggiunge anche Andrea che finalmente riesce a capire come dividere le due catene siamesi!

Visto che in alto si vedeva tutto nero, prima di cercare di capire come mettere le catene, ho pensato di informarci sulla sciabilità delle piste. Non avendo il numero abbiamo disturbato 4/5 dei nostri amici cercando qualcuno che ci potesse cercare il telefono degli impianti di risalita ma alla fine, dopo averne svegliati un paio senza voglia di aiutarci, passa una macchina che proviene dalla montagna e chiediamo informazioni: "com'è la situazione sulle piste?". La risposta lapidaria non lascia alcuna speranza: "c'è vento forte e nebbia" così prendiamo l'amara decisione di rimetterci in auto e tornare a casa.







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